A Milano è partito il corteo del Pride più caldo degli ultimi anni, con il termometro che segna i 38 gradi e 42 percepiti a causa dell’umidità.
C’è anche la segreteria del Pd Elly Schlein. La segretaria Dem è arrivata un po’ a sorpresa al carro del Pd che sfila per la venticinquesima edizione della parata, un appuntamento a cui Schlein partecipa quasi ogni anno. La segretaria è poi attesa a Parma alla festa del Pd. Quello di Milano è un Pride che arriva dopo l’omicidio di Mirko Moricone, ammazzato insieme alla madre, a Camaiore dal padre e lo ha sottolineato la segretaria del Pd Elly Schlein che ha voluto essere presente ribadendo la necessità di una legge.
“L’omotransfobia uccide – ha commentato -. Purtroppo ha ucciso anche Mirko che aveva deciso di chiamarsi Michelangelo Andreoni, e ha ucciso a colpi di fucile, ucciso da suo padre insieme alla madre”. “Qualche tempo fa aveva anche denunciato sui social, aveva scritto ‘per mio padre meglio morto che gay’ – ha ricordato -. L’omotransfobia purtroppo uccide e penso che davanti a questa tragedia bisogna che rifletta tutta la società e tutta la politica, perché qualcuno ancora si chiede che senso abbia fare i Pride”. “Questo è il senso: cambiare la cultura in un Paese dove l’omotransfobia purtroppo continua a fare vittime perché alla fine l’odio e la discriminazione delle persone LGBTQ+ portano alla violenza, violenza in tante forme, fisica, mentale e dobbiamo tenerne conto – ha evidenziato la segretaria Dem – . E qualcuno ancora si stupisce del perché noi vogliamo una legge contro l’odio, contro l’omobilesbotransfobia come era il DDL Zan che è stato affossato in Parlamento”.
“E qualcuno si stupisce se vogliamo prevenire queste forme di violenza, di stereotipi discriminatori approvando l’educazione alle differenze e all’affettività obbligatoria in tutti i cicli scolastici – ha concluso – ecco sono questi i motivi perché purtroppo troppe persone ogni giorno sono vittime di discriminazione per quello che sono e non lo possiamo accettare perché si tratta di diritti fondamentali delle persone”. Negli ultimi giorni c’è stata una discussione sulla possibilità di annullare l’evento, come accaduto a Parigi per il grande caldo, o di anticipare la data il prossimo anno. Tenuto conto delle alte temperature gli organizzatori hanno deciso di posticipare la partenza dalle 15:30 alle 17. Ma che una riflessione vada fatta per il prossimo anno è un’idea che sembrano condividere i partecipanti. “Diciamo che anche se hanno posticipato l’ora non basta – dice Daniele – perché oggi c’è molta afa e quindi serve che il format cambi mese o data perché il rischio è che la gente stia male. E poi diventa anche limitante, perché dovrebbe essere inclusiva come manifestazione ma tanta gente con questo caldo non verrà”. Secondo Jacopo “dovevano farlo a inizio giugno perché sarebbe andata un po’ meglio”. “Siamo pronti a tutto comunque, al limite – ironizza – sveniamo”. Per Camilla il pride “andava fatto verso inizio giugno. Non è inclusivo e questo non va bene – ha aggiunto – . C’è anche lo streaming però è diverso e tanta gente vorrebbe essere in piazza”.
l Pride di Milano ci sono anche diversi striscioni contro l’ex generale Roberto Vannacci che in tv di recente ha detto che i gay hanno già tutti i diritti, “se stanno male e vanno in ospedale li curano”. ‘Caro generale oltre a poter guidare possiamo anche essere idraulici e di cessi come te ne abbiamo sturati tanti’, si legge su uno striscione. E ancora su un altro ‘meglio anale che generale’. E infine, sulla frase che ha scatenato la polemica in tv, ‘in Italia i gay possono guidare, essere curati ed essere ammazzati’, si legge.
A Napoli un Pride per Mirko e la mamma Kety ‘massacrati dall’odio omotransfobico’
“Questa è l’edizione del trentennale del Napoli Pride, di quello che fu il primo Pride del Sud Italia. Partiamo da un luogo simbolo della città, Porta Capuana, un luogo di inclusione, di integrazione, di accoglienza etnica, razziale, multiculturale e dove il 17 maggio è stata accoltellata una donna transessuale proprio qui a pochi passi”. Così Antonello Sannino, del comitato Napoli Pride, a pochi minuti dalla partenza del corteo. “E’ il Pride contro le guerre – continua Sannino – con noi sfilano i Pride di Odessa e Beirut, provenienti da due scenari di guerra, ma è soprattutto il Pride contro l’odio omotransfobico in questo paese che uccide, quindi noi sfileremo in ricordo e portando con noi in corteo Mirko e la mamma Kety che sono stati brutalmente massacrati dall’odio omotransfobico del padre. Un Pride contro le guerre, contro l’odio, contro la violenza”.
“La strada dei diritti è ancora lunga da percorrere anche perché avanzano e nascono formazioni politiche a livello internazionale e nazionale che calpestano, come attività politica quotidiana e come programma politico, i principali diritti costituzionali. Quindi ha molto senso non mollare, manifestare e rivendicare”. Così l’ex sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, a margine del corteo del Napoli Pride.
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