E’ stato il primo intervento dei 12 previsti nel trial clinico. L’azienda spera di includere, in futuro, anche persone affette da neuropatia ottica ischemica anteriore non arteritica (Naion), una grave condizione che provoca anch’essa danni ai nervi oculari.
La terapia tende a riprogrammare le cellule invecchiate solo parzialmente, in modo da ripristinare le caratteristiche delle cellule giovani senza però perdere completamente la loro identità e la loro funzione. Per fare ciò, i ricercatori useranno solo tre dei quattro geni che possono essere manipolati per far regredire le cellule adulte ad uno stato simile a quello delle staminali. Per trasportare i geni all’interno delle cellule viene utilizzato come vettore un virus comunemente usato nel campo della terapia genica. Come ulteriore misura di sicurezza, il sistema è stato progettato in modo che i geni si attivino solo quando la persona trattata assume un antibiotico chiamato doxiciclina: se l’antibiotico viene interrotto, i geni si disattivano.
“Questa strategia ci offre un elevato grado di controllo – afferma Sharon Rosenzweig-Lipson, responsabile scientifico della compagnia – consentendoci di attivare e disattivare i geni e di non lasciarli attivi più a lungo del necessario. L’azienda sta procedendo con una malattia legata all’età alla volta”, aggiunge Rosenzweig-Lipson: “Al momento non ci occupiamo di ringiovanimento dell’intero corpo. Speriamo di arrivarci un giorno, ma non ci siamo ancora”.
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