Primo maggio, sindacati in piazza. Landini a Meloni, ‘Basta propaganda’ – Notizie – Ansa.it

Primo maggio, sindacati in piazza. Landini a Meloni, ‘Basta propaganda’ – Notizie – Ansa.it


Cgil, Cisl e Uil tornano in piazza uniti per il Primo maggio, quest’anno a Marghera (Venezia), sotto lo slogan del lavoro dignitoso. Filo conduttore che riecheggia da un lato all’altro della piazza – dove arrivano anche la segretaria del Pd Elly Schlein e Nicola Fratoianni di Avs – e si intreccia inevitabilmente con il tema del salario giusto. Scelta che la premier Giorgia Meloni rivendica, mentre il segretario della Cgil, Maurizio Landini, va all’attacco.

Dopo l’ultima Festa dei lavoratori celebrata in tre città diverse, le voci dei sindacati si compattano sui temi dell’occupazione di qualità, stabile e ben retribuita, sulla sicurezza e sulla lotta ai contratti pirata. Di nuovo insieme sullo stesso palco, anche se, dopo il decreto lavoro approvato dal governo proprio in vista del Primo maggio, non mancano le differenze di giudizio sul provvedimento, ritenuto positivo da Cisl e Uil e criticato dalla Cgil.

Un intervento che per Meloni – in mattinata a Monza da PizzAut locale dove lavorano ragazzi con lo spettro autistico – è un altro tassello importante per migliorare la condizione dei lavoratori, perché “per noi – dice – il lavoro non si difende con la propaganda, ma con misure concrete”. E aver affermato il principio del salario giusto significa, ribadisce la presidente del Consiglio, che le risorse pubbliche devono andare a “chi rispetta i lavoratori, non a chi sottopaga, sfrutta o usa i contratti pirata”.

 

Parole a cui dalla piazza replica Landini, sostenendo che il decreto “non dà un euro ai lavoratori”, perché destina i 960 milioni alle imprese: “Questo è il governo che parla di salario giusto e poi non aumenta i salari ai suoi dipendenti. Che non sta riducendo la precarietà e sta favorendo la fuga dei giovani. Quindi – attacca – è il momento di dire basta propaganda”.

Tutt’altro tono quello da parte dei leader di Cisl e Uil, Daniela Fumarola e Pierpaolo Bombardieri, che invece parlano di un passo in avanti fatto dal governo con il decreto. Ed è anche “il primo tassello”, rimarca Fumarola per quel Patto della responsabilità che la Cisl chiede da tempo. C’è però un punto che non la convince ed è quello sui contratti scaduti, con l’adeguamento pari al 30% dell’inflazione Ipca: un’indennità di vacanza contrattuale “tanto esigua, da essere più conveniente dei rinnovi”, mette in guardia Fumarola. Anche Bombardieri si dice d’accordo con Meloni sulla scelta di condizionare gli incentivi, poi “è chiaro che c’è ancora molto da fare”, ma la strada è “giusta”. Non manca di tornare sul tema della sicurezza e di chiedere di l’istituzione del reato di omicidio sul lavoro.

E sui rapporti tra Cgil, Cisl e Uil assicura: “Non siamo divisi, abbiamo sensibilità diverse, ma continueremo a fare accordi, dimostrando che, quando il sindacato è unito, non ce n’è per nessuno”. Del resto anche Schlein, accolta dagli abbracci degli ospiti di casa, riconosce “una piazza unitaria importante per difendere la dignità del lavoro”, perché una Repubblica fondata sul lavoro “non vuol dire fondata sulla cassa integrazione, sul lavoro povero e precario. Basta sfruttamento”. Fa eco Nicola Fratoianni che bolla il provvedimento varato dal governo come un “dl pesce d’arile”.    

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