“Sono entrato in classe che era appena accaduto il tutto”. Il ragazzo che ha accoltellato la prof “era sotto shock, imbambolato. Chiedeva scusa in continuazione. Mi raccontava che aveva un piano chiaro: fare del male a una sola persona, non ferire nessun compagno, e poi costituirsi”. Così Corrado Ruffini, un assistente educativo dell’istituto Giovanni Verga, a Roma. “Ho preso in consegna il ragazzo fino all’arrivo, tempestivo, delle forze dell’ordine. La scuola ha reagito benissimo e ha fatto uscire gli studenti dall’aula per proteggerli”. Quanto al ragazzo che è intervenuto per salvare la professoressa: “Inizialmente l’ho scambiato per un adulto per la sua stazza. Ha compiuto un gesto davvero eroico“.
Una prima informativa dei carabinieri è stata inviata anche alla Procura ordinaria di Roma sulla vicenda. Il coinvolgimento dei magistrati di piazzale Clodio potrebbe essere legato all’individuazione di eventuali istigatori che attraverso gruppi social avrebbero spinto il ragazzino a compiere il gesto. Gli investigatori stanno scandagliando la rete per cercare di identificare i quattro utenti che erano collegati in diretta quando è stato compiuto il gesto e chi lo ha successivamente postato in rete. Non si esclude che il server e l’autore possano trovarsi all’estero, forse in Russia.
Preoccupazione e sgomento animano i genitori che questa mattina hanno riaccompagnato i loro figli all’Istituto. “Il video in cui lui prepara l’aggressione fa impressione“, ripetono in molti. “Pensare che sia facile portare dei coltelli di quelle dimensioni nelle scuole è una follia – racconta un papà -. Non si può non essere preoccupati nel riportare i nostri figli qui dopo quello che è successo”. Per un altro genitore “la responsabilità è collettiva. Non sappiamo cosa ci sia nella testa di questi ragazzi. Genitori, insegnanti e istituzioni devono unire le forze per intervenire insieme”.
“Mia mamma mi ha detto che vuole tornare a lavorare il prima possibile, è una donna molto forte. Mi diceva sempre che quando aveva un alunno difficile cercava di affrontarlo prima che da insegnante da persona. E’ una donna che cerca sempre il rapporto umano con i ragazzi, poi è severa è vero, ma solo per trasmettere valori”. A parlare a Mattino Cinque è Stefano, figlio della docente aggredita a Centocelle a Roma da un suo allievo. “Ho visto alcuni commenti sui social – ha proseguito rispondendo ad una domanda – non me ne curo particolarmente, su ogni cosa è normale ci sia chi approva e chi non. E’ sbagliato strumentalizzare alcuni argomenti che nulla c’entrano con la professionalità che ha sempre dimostrato mia madre”.
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