Prof lo interroga, studente 14enne gli frattura il naso a pugni – Notizie – Ansa.it

Prof lo interroga, studente 14enne gli frattura il naso a pugni – Notizie – Ansa.it


Mentre stava decidendo quale voto dare allo studente che aveva appena interrogato, è stato colpito dal ragazzo, 14 anni, con un pugno e una sediata in testa. Vittima dell’aggressione è un insegnante di meccanica dell’istituto Carlo Grassi di Torino, Bruno Vadalà, 52 anni, picchiato questa mattina durante un’interrogazione. Trasportato all’ospedale San Giovanni Bosco, ha riportato la frattura del naso, con una prognosi di 30 giorni. Il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha chiamato il dirigente dell’Istituto per esprimere solidarietà al docente e vicinanza a tutta la comunità scolastica. “Sono profondamente addolorato e amareggiato per quanto accaduto. La violenza nelle scuole è inaccettabile e va contrastata con la massima fermezza. Tolleranza zero verso ogni forma di aggressione”, afferma il ministro. Sulla vicenda indagano i carabinieri, intervenuti nella scuola di via Paolo Veronese, nel quartiere Madonna di Campagna. Il minorenne è stato accompagnato in caserma e denunciato per lesioni.

 

L’aggressione è avvenuta alla seconda ora, in una classe del secondo anno, durante un’interrogazione programmata. Il giovane era seduto accanto al docente. “L’avevo anche cercato di aiutare, nel senso che come tutti i ragazzi non studiano tantissimo e allora io ho detto, ma no dai, siediti, vedi che qualcosina la sai”, racconta Vadalà. “Mentre cercavo di capire che valutazione gli dovevo dare, mi hanno detto, perché io non l’ho visto, avendo la testa abbassata sul foglio, che ha unito le due mani e mi ha tirato un pugno, cioè con le due braccia unite“, aggiunge il professore. “Stavo scrivendo e quel colpo mi ha scaraventato a terra – continua – Mi sono messo la mano sul naso perché vedevo che gocciolava del sangue e lui mi ha tirato una sedia in testa, mentre ero per terra“. “Non c’è una causa scatenante, quindi se io non ti ho fatto niente, tutta questa violenza immotivata da dove viene fuori?”, si chiede il docente.

 

A fermare il ragazzo sono intervenuti i compagni di classe e un altro professore, che ha chiamato il 118. “Non sono scosso, più che altro è dispiaciuto, anche perché a scuola vado d’accordo praticamente con tutti”, prosegue Vadalà, che più delle scuse dei genitori si augura “che venga fatto qualcosa per il ragazzo, per fargli capire che ha sbagliato e che non ci si comporta in questo modo”. “Io – conclude l’insegnante – sono tranquillo, il mio dovere l’ho fatto, sono nel giusto, spero che i genitori vadano a fondo e vedano un pochettino come possano aiutarlo“. La dirigenza scolastica ha espresso sorpresa per l’accaduto, spiegando che il ragazzo non aveva mai dato problemi e annunciando provvedimenti nei suoi confronti. Sulla vicenda è intervenuta anche l’assessora regionale all’Istruzione e Merito, Daniela Cameroni, che si è detta “profondamente indignata” per l’aggressione, esprimendo solidarietà al docente. “La violenza non può trovare spazio a scuola: è inaccettabile che gli insegnanti non possano svolgere il proprio lavoro in un clima di rispetto e serenità, avendo timore di entrare in classe”, afferma Cameroni.

   

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