Ha pubblicato quasi quotidianamente sui social post per esaltare attentati terroristici compiuti dallo Stato Islamico “contro i cristiani e l’Occidente” e per incitare “al martirio” con riferimento anche al “tragico evento” di Modena del 15 maggio. In più, due giorni fa ha scritto frasi che hanno portato a “ritenere verosimile una sua immediata” azione per colpire: “domani renderò l’Italia un po’ migliore”.
Per questo motivo la Procura di Milano ha fermato un giovane con l’accusa di terrorismo internazionale e che era pronto a lasciare l’Italia: aveva in tasca un biglietto aereo, datato 9 giugno, per il Marocco. Nell’inchiesta del pm Alessandro Gobbis e del procuratore Marcello Viola, a Zakaria Ben Haddi, 21 anni domani, nato in Italia da genitori marocchini e residente in Brianza, viene contestato di essersi associato all’Isis dopo “un percorso di indottrinamento e radicalizzazione via web”.
Un ‘lupo solitario’ che attraverso i propri profili Instagram e TikTok – qui sono stati trovati 9 video e 201 repost di propaganda riconducibili alla galassia jihadista -, “accessibili a tutti, dunque ad una platea potenzialmente infinita di utenti”, avrebbe manifestato la propria adesione all’Is. Ha messo in rete, sfruttandone la loro potenzialità ‘virale’, messaggi social, per inquirenti e investigatori, inequivocabili. E di cui lui, interrogato oggi pomeriggio dalla gip Rossana Mongiardo, ha fornito una spiegazione che ricalca quanto ha già riportato sul web consapevole dei rischi a cui andava incontro con tali pubblicazioni: lo ha fatto per fini meramente “divulgativi”, avrebbe detto, sottolineando non solo di non sostenere alcuna organizzazione ma anche di sapere, in merito a Modena, che non si è trattato di un attentato terroristico. Quanto alla sua partenza, ha dichiarato che sarebbe dovuto andare in Marocco per sostenere un “esame”. Per domani è attesa la decisione della giudice sulla richiesta di convalida del fermo e dell’applicazione del carcere.
A destare la preoccupazione e a indurre al fermo, è stata “una pericolosa accelerazione della spirale di radicalizzazione ideologico-religiosa” del ragazzo, in realtà brianzolo, emersa da alcune sue frasi. “Impossibile fare un colpo di Stato nella situazione attuale”, ha scritto di recente, replicando a un commento di chi ha sostenuto che “per poter fare una sovversione e quindi un colpo di Stato ci servono molte più persone, organizzate e non sparse e che tutti seguano la stessa idea o simile”. Inoltre, sulle sue pagine sono stati individuati video con nasheed, ossia canti, da cui si evince la “volontà di uccidere i francesi” (“quando sono a Parigi e voglio una baguette ma non conosco il francese quindi parlo l’unico francese che conosco”) o in cui si elogia Abu Bakr al-Baghdadi (“l’ultimo come salvatore della gente”) o di minacce rivolte ai sostenitori dell’America. E poi le incessanti pubblicazioni di contenuti di propaganda dell’Isis e di filmati (anche quello di Modena) che inneggiano al martirio definito “l’arma più potente che i musulmani di oggi possiedono, senza alcun dubbio”.
Tutti elementi che hanno fatto sorgere il sospetto che Ben Haddi poteva colpire emulando altri individui isolati, come a Modena o in Svizzera, lo scorso 28 maggio, quando un trentunenne al grido di Allah Akbar ha accoltellato 3 persone nei pressi della stazione ferroviaria. Infine va sottolineato un dato alquanto inquietante: il fermo di ieri è un approfondimento dell’indagine che un paio di mesi fa ha portato ad arresti e perquisizioni in tutta Italia e a svelare la cosiddetta ‘white jihad’, un fenomeno di “commistione fra elementi propri dell’estremismo radicale di matrice jihadista con elementi di propaganda neonazisti e suprematista”, accomunati da “un profondo antisemitismo” e dalla volontà di “cedere il passo alla violenza, unico vero fattore accelerante ed identitario”.
Sul caso, come accade ogni volta, è intervenuta anche la politica. Primo fra tutti il vice premier Matteo Salvini che, ironicamente, ha commentato su X” “un altro giovane “italiano doc” fermato per terrorismo islamico.
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