Proposto un taglio da 141 miliardi nel nuovo Bilancio Ue, salve Pac e Coesione – Aziende – Ansa.it


Per avvicinare le posizioni dei Ventisette la presidenza del Consiglio Ue propone un taglio da 141 miliardi di euro al Bilancio Ue tra il 2028 e il 2034, salvaguardando agricoltura e coesione. La nuova proposta irlandese per il negoziato riduce dell’8% le richieste della Commissione, portando comunque il Quadro finanziario pluriennale a 1.622 miliardi di euro, il 30% in più rispetto al 2021-2027 (il 47% in più secondo le stime di un diplomatico di un Paese ‘frugale’).

Germania, Paesi Bassi, Austria, Svezia e Danimarca chiedono tagli ben più consistenti. Mentre dal Parlamento europeo arriva invece una bocciatura di segno opposto, e contro i tagli agli investimenti. La presidenza irlandese punta a “un accordo entro Natale”, spiega il ministro per gli Affari europei Thomas Byrne. “Siamo ancora lontani da un accordo. L’entità della nuova proposta non è sufficiente”, avverte però il cancelliere tedesco Friedrich Merz.

L’Austria chiede tagli per “diverse centinaia di miliardi di euro” e la proroga degli sconti sui propri contributi. I Paesi Bassi bollano la proposta come “inaccettabile”: “di questo passo non ci sarà alcun accordo entro fine anno”, avverte il ministro delle Finanze Eelco Heinen. Da parte sua la Svezia giudica il testo negoziale “irragionevole”. Il nodo resta come finanziare le nuove priorità europee, dalla competitività alla difesa, senza sacrificare le politiche tradizionali né aumentare troppo il conto per gli Stati.

La presidenza irlandese mantiene sostanzialmente invariati a 261 miliardi i fondi per il sostegno al reddito agricolo e aumenta di 5,2 miliardi quelli per la coesione, portandoli a 410 miliardi. I tagli si concentrano invece su competitività, ricerca e sicurezza (con un calo di 66,6 miliardi a 456 miliardi) e sull’azione esterna (ridotta di 33 miliardi a 157). La rubrica che comprende agricoltura e coesione scende complessivamente del 3%, a 914 miliardi, ma include anche i circa 150 miliardi destinati al rimborso del debito del Recovery, che restano invariati.

Byrne spiega che la tutela di agricoltura e coesione ha raccolto il sostegno di quasi tutti gli Stati, “compresi alcuni Paesi contributori netti” (quelli che versano più di quanto ricevono dall’Ue). E sottolinea che, nonostante i tagli, i fondi per competitività e sicurezza sarebbero più che raddoppiati rispetto al bilancio attuale. “Nessuno otterrà tutto quello che voleva”, riconosce. L’Italia difende le politiche tradizionali, ma mantiene alcune riserve.

Il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti chiede di conservare la dimensione complessiva di 2.000 miliardi di euro, prevista a prezzi correnti dalla proposta iniziale della Commissione: “Modernizzare non può significare ridimensionare la politica di coesione e la politica sull’agricoltura”. Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida rivendica la salvaguardia della Pac, ma giudica una “follia” il taglio di 2,5 miliardi alla riserva per le emergenze agricole. Resta aperta la partita sulle entrate.

La presidenza irlandese mantiene le cinque nuove risorse proprie proposte dalla Commissione, comprese quelle sulle grandi imprese e sul tabacco, per raccogliere circa 55 miliardi l’anno. Irrisolta anche la questione degli sconti sui contributi nazionali di cui beneficiano cinque Paesi. Il negoziato proseguirà domani tra gli ambasciatori, martedì tra i ministri degli Affari europei e il 15 e 16 ottobre al summit europeo a Bruxelles.

 

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