Proteste e tensioni, la cerimonia di Marcinelle spacca l’Italia – Notizie – Ansa.it

Proteste e tensioni, la cerimonia di Marcinelle spacca l’Italia – Notizie – Ansa.it


Nel luogo della prima grande tragedia sul lavoro europea l’Italia si spacca e allarga la frattura politica che segna la gran parte delle ricorrenze del nostro Paese. Il 70/o anniversario del disastro di Marcinelle era stato pensato come un momento di memoria e di orgoglio per la prossima assunzione dell’8 agosto a Giornata europea delle vittime del lavoro.

Video Il ricordo della tragedia di Marcinelle, ‘simbolo del lavoro che uccide’

 

 

Non è andata così. Lì dove nel 1956 morirono 262 minatori, dei quali 136 italiani, si è consumata una cerimonia carica di tensione e dominata dalla bagarre scoppiata tra Fdi e Cgil. L’arrivo del presidente del Senato Ignazio La Russa ha innervosito la comunità del Pays Noir, l’area della Vallonia dove è situata Charleroi. La protesta dei belgi è iniziata fuori dal perimetro della miniera del Bois du Cazier, e ha raggiunto il suo apice quando i membri del principale sindacato belga, l’Fgtb, hanno deciso di voltare le spalle a La Russa mentre leggeva il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ripetendo lo stesso gesto quando, sul palco, è salita la vicepresidente del Pe Antonella Sberna.

Video Fidanza (FdI): ‘Cgil di spalle ad anniversario Marcinelle mentre La Russa leggeva Mattarella, si vergogni!’

 

 

Da lì in poi sul filo Marcinelle-Roma è corso uno scontro totale animato dal fatto che Fratelli d’Italia ha puntato subito il dito contro la Cgil (presente con una folta delegazione guidata da Maurizio Landini), incolpandola della clamorosa protesta. “La Cgil deve vergognarsi, dimostra una totale mancanza di senso delle istituzioni, un odio cieco che oggi travolge persino il Presidente della Repubblica. La sinistra si dissoci da questo scempio!”, ha acceso la miccia il capodelegazione di Fdi al Pe Carlo Fidanza. E mentre Landini si affrettava a smentire – “Fidanza ha preso un colpo di sole, la Cgil non si gira mai dall’altra parte in nessun momento, tantomeno nel rispetto del nostro presidente della Repubblica” – Giorgia Meloni decideva di entrare in tackle sulla vicenda. Quello della Cgil “è un gesto grave e vergognoso. Marcinelle è il luogo della memoria, del rispetto e della dignità del lavoro. Chi oggi ha scelto di voltare le spalle ha mancato di rispetto a tutto questo”, era la stoccata che la premier affidava ai social.

Video Landini: “Fidanza ha preso colpo di sole, Cgil non si gira mai dall’altra parte”

 

La Russa dal canto suo, definiva il gesto “un volgare atto propagandistico”, dicendosi poi “inorgoglito” di aver avuto un trattamento simile a quello che il il vicepremier belga Elio Di Rupo nel 1994 riservò all’omologo Giuseppe Tatarella, negandogli la stretta di mano. La confusione, a metà mattinata, era tanta sotto il sole cocente di Marcinelle. A quel punto ad uscire allo scoperto è stato il sindacato belga. “Ci siamo girati noi, perché siamo contro la presenza di partiti fascisti, e per noi Fdi è un partito di estrema destra”, ha rivendicato all’ANSA il segretario regionale di Charleroi dell’Fgtb, Vincent Pestieau, sottolineando che la protesta non è stata contro Mattarella, ma perché “La Russa ha parlato a nome del governo”.

Video La Russa: ‘C’è chi in passato voltava le spalle a Marcinelle…’

 

“Dare la parola a lui, a delle idee fasciste, è un insulto alla memoria delle vittime”, ha rincarato la dose Martine Vandevenne, tra coloro che si sono voltati. Al collo avevano tutti un fazzoletto, con la scritta Fgtb e Cgil, che contrassegnava un’iniziativa tenuta dalle due organizzazioni venerdì a Charleroi. L’uscita del sindacato non ha placato lo scontro, almeno in Italia. I Dem Michele Fina e Toni Ricciardi, presenti alla cerimonia, hanno puntato il dito contro “la grave bugia di Meloni”, che “ha strumentalizzato” Marcinelle. “Dal sindacato belga c’è stato un doppio oltraggio, all’Italia e a Mattarella, la Cgil si dissoci”, è stata la replica di Fdi. Ma l’intera cerimonia è stata segnata da un clima teso, infiammato anche dal socialista Thomas Dermine, sindaco di Charleroi, che tacciando di “ipocrisia” il ricordo di Marcinelle ha sottolineato come “il minatore italiano di ieri potrebbe essere il gemello del migrante di oggi”.

 

 

“Charleroi è una città antifascista”, ha scandito più volte Dermine nel suo intervento, di fronte ad un La Russa che gli rispondeva con sorrisi sarcastici, indicandogli il tempo con l’orologio. In duemila hanno partecipato al 70/0 di Marcinelle. Diversi, a fine cerimonia, sono andati via con il volto scuro, forse preoccupati dall’ennesima ondata rovente di ‘canicule’. O forse delusi da una cerimonia pensata per essere altro.

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