E’ salito ad almeno 36 il bilancio delle vittime di un attacco aereo israeliano contro una scuola che ospitava famiglie sfollate nel quartiere di Al-Daraj a Gaza. Secondo fonti locali citate dall’agenzia di stampa palestinese Wafa, tra le vittime ci sarebbero anche numerose donne e bambini, molte delle vittime sarebbero state trovate gravemente ustionate. L’attacco, secondo i soccorritori, ha innescato vasti incendi che hanno rapidamente divorato le tende nel cortile della scuola.
Diverse fonti hanno rivelato a Sky News Arabia che è sempre più probabile che “il presidente degli Stati Uniti Donald Trump annunci un cessate il fuoco a Gaza nei prossimi giorni”. Le fonti hanno aggiunto che “l’annuncio di Trump avverrà nell’ambito di un accordo che include il rilascio degli ostaggi israeliani”. Domenica mattina Trump ha dichiarato di ritenere di avere buone notizie da Hamas riguardo a Gaza: “Vogliamo vedere se possiamo fermare i combattimenti” a Gaza. Abbiamo parlato con Israele e vogliamo vedere se possiamo porre fine a tutta questa situazione il prima possibile”, ha aggiunto.
Sempre la Protezione civile afferma che 19 persone sono state uccise oggi in un attacco israeliano contro l’abitazione di una famiglia nel nord della Striscia. Il portavoce della Protezione civile, Mahmud Bassal, ha detto alla Afp che le squadre di soccorso hanno recuperato “19 martiri del massacro della famiglia Abd Rabbo, dopo che gli aerei da guerra hanno preso di mira l’abitazione della famiglia Abd Rabbo questa mattina presto nella città di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza”.
L’esercito israeliano ha reso noto che “terroristi di alto livello” si trovano nella scuola di Gaza presa di mira all’alba di oggi. “‘Idf e l’Isa (Shin Bet, ndr) hanno colpito terroristi di alto livello che operavano all’interno di un centro di comando e controllo di Hamas e della Jihad Islamica, situato in un’area che in precedenza ospitava la scuola ‘Faami Aljerjawi’ nella zona di Gaza City – si legge in un comunicato pubblicato su Telegram -. Il centro di comando e controllo è stato utilizzato dai terroristi per pianificare e raccogliere informazioni al fine di eseguire attacchi terroristici contro civili israeliani e truppe dell’Idf”.
L’Idf ha comunicato che, nelle ultime 48 ore, l’Aeronautica israeliana ha colpito oltre 200 obiettivi terroristici nella Striscia di Gaza.
Tajani: Israele ha vinto la guerra contro Hamas, ora basta
“Siamo amici di Israele ma diciamo ‘ora basta’ guerra, ora è il momento di fare la tregua”. Lo afferma il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a Restart, sostenendo che ”Israele ha vinto la guerra contro Hamas” e ora ”la popolazione civile di Gaza sta soffrendo troppo”. ”La trappola di Hamas ha trascinato Israele in una guerra che la popolazione civile sta pagando”, ha proseguito il vicepremier sottolineando che ”Hamas ha un’enorme responsabilità rispetto al proprio popolo, che sta usando come scudo umano”. Ma, ha aggiunto, “Israele comprenda che c’è un diritto umanitario internazionale che va sempre rispettato”.
Si dimette il direttore della fondazione per aiuti Gaza sostenuta da Usa
Intanto il direttore della nuova fondazione umanitaria sostenuta dagli Stati Uniti per distribuire aiuti nella Striscia di Gaza ha annunciato di essersi dimesso “con effetto immediato”. Jake Wood, direttore esecutivo della Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), ha spiegato di ritenere che non fosse possibile attuare il piano dell’organizzazione “rispettando rigorosamente i principi umanitari di umanità, neutralità, imparzialità e indipendenza”. Creata qualche mese fa e con sede a Ginevra, Ghf ha annunciato il 14 maggio che prevede di distribuire circa 300 milioni di pasti per un periodo iniziale di 90 giorni. L’Onu e le ong hanno ripetutamente dichiarato che non parteciperanno alla distribuzione degli aiuti da parte di questa fondazione, accusata di collaborare con Israele.
Media, apre a Gaza primo punto distribuzione aiuti ong Ghf
Il primo punto di distribuzione nella Striscia gestito dalla Gaza Humanitarian Foundation inizierà oggi le operazioni nella Striscia. Lo hanno confermato funzionari israeliani all’emittente pubblica Kan. Si prevede che altri punti verranno aperti gradualmente. L’organizzazione intanto ha reso noto l’annuncio in una nota esprimendo anche la sua delusione per le improvvise dimissioni del suo amministratore delegato, Jake Wood, il quale ha affermato che é “chiaro che non è possibile attuare questo piano nel rigoroso rispetto dei principi umanitari, neutralità, imparzialità e indipendenza”.
Netanyahu: ‘Siamo in una campagna difficile, libereremo i rapiti’
“Siamo nel mezzo di una campagna difficile, alla fine della quale sconfiggeremo Hamas e libereremo i nostri ostaggi nel sud. Abbiamo anche molte altre sfide. Ma parallelamente, costruiamo il nostro Paese. Il nostro Paese è speciale, e ha una città speciale, Gerusalemme”. Lo ha detto Benyamin Netanyahu che , in vista della Giornata di Gerusalemme, insieme al sindaco della città santa Moshe Lion, ha visitato la Piscina di Mamilla, un sito storico unico risalente all’epoca bizantina, che riflette i molteplici strati storici della città.
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