Rallenta Wall Street, nuovo tonfo dell’Europa. Milano -2,75% – Notizie – Ansa.it

Rallenta Wall Street, nuovo tonfo dell’Europa. Milano -2,75% – Notizie – Ansa.it


“State sereni! andrà tutto per il meglio. Gli Usa saranno più grandi e migliori che mai!”: lo scrive Donald Trump su Truth, all’apertura di Wall Street. “Questo è un ottimo momento per comprare!!!”, ha scritto in un altro post.

Ancora un capitombolo per le Borse europee messi sottosopra dall’escalation della guerra commerciale. Francoforte chiude a -3% con il Dax a 19.670 punti. Parigi lascia sul terreno il 3,34% con il Cac 40 a 6.863 punti. Londra cede il 2,92% con il Ftse 100 a 7.679 punti.  A Milano il Ftse Mib lascia sul terreno il 2,75% a 32.730 punti. 

Wall Street rallenta in una seduta volatile. Il Dow Jones perde lo 0,69% a 37.397,76 punti, il Nasdaq sale dello 0,28% a 15.311,23 punti mentre lo S&P 500 cede lo 0,55% a 4.959,88 punti.

Lo spread resta sui livelli dell’avvio con il differenziale tra Btp e Bund a 130 punti. Il rendimento del decennale italiano è al 3,86%. 

Pechino, dazi sul Made in Usa dal 34% all’84%

La Cina risponde ai dazi di Trump portando le sue tariffe sui beni Made in Usa dal 34% all’84% con effetto dalle ore 12:01 del 10 aprile 2025. Altre questioni, riferisce una nota del ministero delle Finanze, saranno implementate. Pechino esorta gli Stati Uniti a correggere immediatamente le proprie pratiche sbagliate, ad annullare tutte le misure tariffarie unilaterali contro la Cina e a risolvere adeguatamente le divergenze con la Cina attraverso un dialogo paritario basato sul rispetto reciproco.

Borse asiatiche contrastate, in profondo rosso Tokyo

La Borsa di Tokyo conclude la seduta in pesante ribasso, annullando il tentativo di recupero di ieri, mentre riappaiono all’orizzonte nuovi scenari di instabilità sul commercio globale tra le due principali economie mondiali, dopo le ultime ritorsioni dell’amministrazione Trump, e la volontà della Cina di non allinearsi alla volontà di Washington. Il listino di riferimento Nikkei segna una flessione dello il 3,93% a quota 31.714.03, e una perdita di 1.298,55 punti. Sul mercato dei cambi lo yen torna a rivalutarsi sul dollaro, poco sotto a un livello di 145, e sull’euro a 160,40.

A pesare sono i nuovi dazi, in particolare quello al 104% per l’import di prodotti cinesi in Usa al quale tuttavia Pechino che non ha ancora risposto, e i timori di una recessione negli Stati Uniti che penalizzano le imprese del Sol Levante. Il rendimento dei titoli di Stato giapponesi con scadenza 40 anni ha toccato un massimo, mai raggiunto da quando sono stati introdotti nel 2007, prima che le autorità monetarie del Paese annunciassero una riunione in giornata. Fa intanto un nuovo passo avanti l’oro e continua a perdere terreno il petrolio perché la prospettiva di recessione implica una minore richiesta di greggio.

La Borsa di Hong Kong gira e chiude in positivo grazie al rally registrato nel finale: l’indice Hang Senge, recuperando circa l’1%, termina a seduta con un rialzo dello 0,68%, a 20.264,49 punti. Positive, rispetto alla generale tendenza negativa dei listini asiatici, anche le Borse di Shanghai e di Shenzhen, i cui indici Composite, segnano progressi, rispettivamente, dell’1,31% e dell’1,77%, a 3.186,81 e 1.823,61 punti.

Gli Stati Uniti hanno imposto una nuova ondata di tariffe

Gli Stati Uniti hanno imposto una nuova ondata di tariffe contro decine di partner commerciali, con il presidente Donald Trump che ha preso di mira soprattutto la Cina. I nuovi ‘dazi reciproci’ sono personalizzati nei confronti di circa 60 economie e sostituiscono quelli di base entrati in vigore sabato. I nuovi livelli variano dall’11 al 50%, con la rappresaglia diretta contro Pechino che porterà l’aliquota al tetto sorprendente 104%.

Lo yuan giù sul dollaro, ai minimi da settembre 2023

Lo yuan cede altro terreno sul dollaro, scivolando nei valori onshore a 7,3485, ai minimi di settembre 2023, nel mezzo delle accuse alla Cina di Donald Trump di manipolazione del renmimbi per compensare i dazi americani. La Banca centrale cinese (Pboc) ha definito questa mattina il fixing sul biglietto verde a 7,2066, al punto più basso dall’11 settembre del 2023, a fronte della chiusura di martedì di 7,3390.

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