Referendum, torna in scena Bartolozzi, è polemica fra Nordio e Lo Voi – Notizie – Ansa.it

Referendum, torna in scena Bartolozzi, è polemica fra Nordio e Lo Voi – Notizie – Ansa.it


E’ tornata sulla scena e l’attenzione ha subito sterzato verso lei. La capo di gabinetto del ministero della Giustizia Giusi Bartolozzi ha partecipato all’inaugurazione dell’anno giudiziario del Consiglio nazionale forense, a Roma, insieme al Guardasigilli Carlo Nordio. Bartolozzi non ha fatto interventi, ma le sue parole di qualche giorno fa sui magistrati “plotoni di esecuzione” sono rimbalzate nelle cerimonie di giornata. Come al congresso di Md, dove sono state citate dal procuratore di Roma Francesco Lo Voi: “Porto il mio saluto personale e quello del plotone di… della procura di Roma”.

Un’allusione che ne ha introdotta un’altra, stavolta per Nordio: “Ho avuto l’onore – ha detto il già procuratore a Palermo Lo Voi – di far parte del Csm tra il 2002 e il 2006” con Virginio Rognoni e Luigi Berlinguer: “Mi riesce impossibile associare o anche solo accostare i nomi che ho fatto ad un sistema paramafioso, non ce la faccio proprio. Delle due l’una: o si capisce poco di mafia o si capisce poco o nulla di magistratura e di Csm”. Il ministro non ha fatto cadere l’attacco: “Mi duole che un magistrato investito di così alte funzioni continui a equivocare sulle parole che non sono frutto del mio convincimento – ha detto Nordio – ma sono state da me riferite come pronunciate da un altro magistrato, un ex appartenente dello stesso Csm”: Nino Di Matteo. Lo Voi ha trovato una sponda nei leader d’opposizione: “Bartolozzi non si è scusata ed è rimasta al suo posto – ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein – Poi ha messo una toppa peggio del buco” dicendo sostanzialmente che “il governo pensa di dover decidere chi può fare il giudice e chi no a seconda del fatto se gli piacciono le decisioni”. Sferzante il presidente di Iv, Matteo Renzi. “Ma perché è intoccabile? Cos’ha nei cassetti? Quello che ha fatto Bartolozzi, già politica di Azione e dirigente del ministero, è uno scandalo”.

La deputata di Avs Elisabetta Piccolotti ha tagliato corto: “Il caso Bartolozzi sarà chiuso quando Bartolozzi si sarà dimessa”. Anche in maggioranza, un tema Bartolozzi c’è. Malgrado i malumori sia all’interno di FdI sia nelle stanze di Palazzo Chigi, però, la posizione della capo di gabinetto per adesso è considerata blindata. Dopo il comizio milanese della presidente del consiglio, che ha chiuso la kermesse di Fdi per il “Sì”, il volume è rimasto alto in entrambi i fronti. Anzi. Anche più alto. “Non è normale che una premier tratti gli italiani come stupidi – ha detto Schlein – e dica che se passa il no” al referendum “ci saranno più stupratori. Le suggerirei di seguire quell’appello del Presidente della Repubblica ad abbassare i toni. Delegittimare costantemente i magistrati mina la fiducia dei cittadini in tutte le istituzioni”. Per il presidente del M5s, Giuseppe Conte, “la premier è così sconcertante da essere sconvolgente. E’ una venditrice di fumo” e quello che ha detto a Milano “è osceno e vergognoso”.

Anche il fronte non politico del “No” non ha risparmiato allarmi infuocati: “La riforma Nordio – ha detto il presidente del Comitato per il No al Referendum, Enrico Grosso – non danneggia i magistrati ma mette in pericolo la vita individuale e collettiva di tutti i cittadini. Per loro possono vedere drasticamente ridursi gli spazi di tutela dei diritti”. Quello prospettato da Grosso è uno scenario “oltre l’inaudito – ha detto il viceministro della giustizia Francesco Paolo Sisto (Fi) – Una follia, una sciocchezza lontana anni luce da qualsiasi analisi giuridica: è mera propaganda, grottescamente apocalittica”. In vista del 22 e 23 marzo, Confindustria non si è schierata. Il presidente Emanuele Orsini ha comunque lanciato un appello “a partecipare al voto, perché la partecipazione è sempre un segnale di responsabilità verso il Paese”.

 

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