Sono rientrate in Italia le salme di cinque dei sei ragazzi italiani morti nella strage di Capodanno a Crans-Montana. I feretri sono stati trasportati in tarda mattinata dalla Svizzera con un volo di Stato fino all’aeroporto militare di Linate. Le due vittime milanesi Chiara Costanzo e Achille Barosi rimangono in città in attesa della camera ardente e dei funerali.
I feretri di Giovanni Tamburi e Emanuele Galeppini sono diretti nelle loro città, Bologna e Genova. L’aereo militare con il feretro di Riccardo Minghetti è arrivato a Ciampino.
Il feretro della coetanea Sofia Prosperi, italo-svizzera che viveva a Lugano, non è stato imbarcato: le esequie si svolgeranno infatti nella città elvetica.
A esprimere vicinanza ai familiari anche l’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado. I feretri sono stati imbarcati sul velivolo da personale della polizia cantonale del Vallese, alla presenza anche di una rappresentanza dei vigili del fuoco e di autorità elvetiche. .
Sono stati tutti identificati i 116 feriti nell’incendio di Capodanno di Crans Montana, 83 dei quali sono ancora in ospedale. Gli svizzeri i più numerosi (21 femmine e 47 maschi), seguiti dai francesi (21, di cui 10 femmine e 11 maschi). Il numero iniziale di 119 comprendeva tre persone che nella notte di Capodanno erano finite in ospedale ma per altri motivi. Lo comunica la polizia del Vallese.
“Sono orgogliosa di essere italiana, voi dovete essere orgogliosi di esserlo”. Sono le parole pronunciate dalla madre di Achille Barosi, una delle due vittime milanesi della strage di Crans-Montana, parlando con i giornalisti a margine della camera ardente del figlio. La donna, Laura, ha voluto ringraziare le autorità per “tutto quello che hanno fatto”.
Mercoledì 7 gennaio, in tutte le scuole italiane sarà osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime. “In questo momento di profondo dolore, il pensiero della comunità scolastica è rivolto ai giovani che hanno perso la vita in circostanze che avrebbero dovuto essere di spensieratezza e condivisione. Con il minuto di silenzio nelle scuole vogliamo ricordare le giovani vittime ed esprimere vicinanza alle loro famiglie, alle quali va il mio pensiero commosso e il più sentito cordoglio”, ha dichiarato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
Ambasciatore: ‘Le famiglie delle vittime chiedono giustizia’
“In Italia sarebbero arrestati” i gestori del Constellation di Crans-Montana Jacques e Jessica Moretti. Lo ha detto l’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, al cimitero di Sion, dove sono in partenza verso l’Italia i feretri di cinque vittime italiane. La procura del Canton Vallese ha invece stabilito che non servono misure cautelari non sussistendo i presupposti, in particolare il pericolo di fuga.
“L’ho saputo dalle autorità locali che lo hanno ammesso, che sono a conoscenza che quel materiale era infiammabile, non era ignifugo. D’altra parte la dimostrazione è il fatto che abbia preso fuoco” ha detto ancora Cornado, in riferimento al materiale fonoassorbente sul soffitto del Constellation che ha preso fuoco nell’incendio di Capodanno a Crans-Montana. “Quello che so è che se c’era un’uscita di sicurezza era mal segnalata, e in mezzo a quel disastro non l’hanno neanche vista i ragazzi”, ha poi risposto ai cronisti riguardo alle misure di sicurezza del locale il diplomatico, dopo essere giunto al cimitero di Sion, dove sono in partenza verso l’Italia i feretri di cinque vittime.
“Le famiglie delle vittime chiedono giustizia”. Lo ha riferito l’ambasciatore Cornado, dopo aver incontrato i familiari dei morti italiani. “Le autorità elvetiche mi hanno assicurato la massima collaborazione”, ha poi aggiunto, riferendosi all’incontro con il presidente del governo del Cantone del Vallese, Mathias Reynard, e Stephan Ganzer, capo del dipartimento per la sicurezza vallesano.
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