Rutte: ‘All’Aja proporrò un piano per il 5% della spesa alla difesa’ – Notizie – Ansa.it

Rutte: ‘All’Aja proporrò un piano per il 5% della spesa alla difesa’ – Notizie – Ansa.it


Al summit dell’Aja “proporrò un piano di investimenti complessivo” per destinare “il 5% del Pil agli investimenti per la difesa: il 3,5% per la difesa di base, per raggiungere i nuovi obiettivi di capacità” appena concordati dai ministri, “e l’1,5% del Pil all’anno in investimenti legati alla difesa e alla sicurezza, come infrastrutture e industria”. Lo ha detto il segretario generale della Nato, Mark Rutte, in conferenza stampa al termine della ministeriale Difesa dell’Alleanza.

Rutte ha indicato che “la dichiarazione” finale del vertice dei leader del 24-25 giugno “si concentrerà sulla spesa, sulla produzione dell’industria difensiva e sul sostegno all’Ucraina, ma gli alleati” stanno “ancora discutendo” i dettagli.

“Abbiamo concordato obiettivi di capacità, validi per ogni Paese” e “non voglio entrare nei dettagli” del piano d’investimenti con il target di spesa per la difesa fissato al 5% che sarà presentato al vertice dell’Aja: “gli alleati discuteranno sui dettagli, ad esempio sulla data” entro la quale raggiungere gli obiettivi, “ma il sostegno degli alleati” a rafforzare l’impegno è “forte”. Lo ha detto il segretario generale della Nato, Mark Rutte, in conferenza stampa al termine della ministeriale Difesa dell’Alleanza. “Gli alleati capiscono che è necessario perché viviamo in un mondo diverso, con maggiori minacce”, ha evidenziato.

“La deterrenza nucleare rimane la pietra angolare della sicurezza dell’Alleanza. La Nato resterà un’alleanza nucleare fino a quando esisteranno le armi nucleari”, ha aggiunto Rutte in conferenza stampa. “Garantiremo che la capacità nucleare dell’Alleanza rimanga credibile ed efficace per preservare la pace, prevenire la coercizione e scoraggiare l’aggressione”, ha evidenziato.

“Nessuno tra i 32 alleati” della Nato intende formulare un piano di investimenti per la difesa che porti a un “supporto a Kiev minore di quello che è oggi”. Lo ha detto il segretario generale della Nato, Mark Rutte, in conferenza stampa al termine della ministeriale Difesa dell’Alleanza. “Quest’anno, gli alleati hanno già promesso oltre 20 miliardi di euro in ulteriore assistenza alla sicurezza per l’Ucraina”, ha ricordato Rutte, accogliendo “con favore gli sforzi aggiuntivi di sostegno”. “Tutti noi vogliamo vedere la fine di questa guerra con una pace giusta e duratura e sosteniamo pienamente gli sforzi urgenti del presidente Trump per fermare il bagno di sangue voluto da Putin”, ha aggiunto.

“Gli Stati Uniti sono orgogliosi di essere qui al fianco dei nostri alleati, ma il nostro messaggio continuerà a essere chiaro: deterrenza e pace attraverso la forza. Ma non può trattarsi di fare affidamento” soltanto sugli Usa: “Non può e non dev’esserci una dipendenza dall’America in un mondo con molte minacce, nel quale l’America è pronta a contribuire ad affrontarle”. Lo ha detto il segretario americano alla Difesa, Pete Hegseth prima della ministeriale Difesa dell’Alleanza.

In un successivo punto stampa ha poi annunciato che gli alleati della Nato si stanno avvicinando a un consenso sull’impegno del 5% del Pil da destinare alla spesa per la difesa. Molti Paesi “superano ampiamente il 2% e pensiamo che siamo molto vicini al consenso” sul target del 5%, ha spiegato, evidenziando che “è tempo per l’Europa di fare di più” sul fronte della spesa militare. “Ci sono alcuni Paesi che non sono ancora arrivati” all’obiettivo del 2%, “non farò nomi, ma li porteremo lì”, ha aggiunto. 

Per essere “preparati alla guerra” e “non essere attaccati” servirà “un investimento extra considerevole: prevedo che all’Aja si decideranno obiettivi di spesa molto più elevati per tutte le nazioni della Nato”, ha dichiarato il segretario generale della nato Mark Rutte secondo il quale “dobbiamo difenderci, investire nei nostri missili a lungo raggio, nelle nostre nuove formazioni di difesa nazionale, nei sistemi di comando e controllo. Tutto questo deve accadere e significa enormi investimenti di cui abbiamo bisogno in tutto il territorio della Nato”.

“Il nuovo piano di investimenti per la difesa si basa su ciò di cui abbiamo bisogno in termini di capacità strategiche”, ha osservato Rutte, dicendo di aspettarsi oggi “un’intesa” tra i ministri della Difesa sugli obiettivi di capacità, definendolo un passo “storico”. 

Gli obiettivi di capacità (capability targets) che i ministri della Difesa della Nato sono chiamati ad approvare oggi essenzialmente rispecchiano gli impegni di ogni alleato in termini di mezzi e uomini per garantire la deterrenza e la difesa collettiva. E saranno – a quanto si apprende – del 30% superiori rispetto agli ultimi, diffusi nel 2021.

Ma quegli obiettivi, stimano alla Nato, sono stati centrati solo in parte, “tra il 60% e l’80%”, a seconda del Paese in questione. Quindi l’incremento effettivo sarà superiore, in una forchetta dal 50% al 70%. Gli alleati dovranno garantire la messa a terra degli obiettivi entro “5-10 anni”.

Il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, ha annunciato che la Germania avrà bisogno di circa “50-60mila soldati” attivi in più per soddisfare i nuovi obiettivi di capacità della Nato e a questo scopo l’esercito tedesco “costruirà nuove grandi unità”.

In quanto maggiore economia d’Europa, ha indicato Pistorius, la Germania “fornirà il secondo pacchetto di capacità più consistente all’interno della Nato, ad esempio attraverso la costituzione e il completo equipaggiamento di nuove unità a livello di brigata e il pieno equipaggiamento delle proprie brigate da combattimento”.

Il ministro della Difesa tedesco ha inoltre sottolineato che la recente decisione del Bundestag di esentare gli appalti per la difesa e le munizioni dal freno al debito ha segnato “un cambio di paradigma”. Alla luce della situazione di minaccia, Berlino “ha urgente bisogno di rafforzare le proprie capacità di difesa” e “continuerà a farlo”, ha osservato. 

Il ministro della Difesa britannico, John Healey ha a sua volta riferito che il Regno Unito vuole investire nella tecnologia militare per aumentare la “letalità” delle sue forze armate e la “prontezza operativa” per i conflitti del futuro.

In questo modo Londra intende “creare un potente deterrente” contro i suoi avversari ed essere all’avanguardia dell’innovazione all’interno dell’Alleanza atlantica. Nella nota si legge anche come il Regno, impegnato nel rafforzamento delle proprie capacità militari annunciato con la recente revisione della strategia di difesa, abbia imparato “le lezioni” del conflitto in Ucraina. 

I Paesi baltici si schierano con decisione a favore dell’aumento delle spese militari al 5% del Pil, in linea con la richiesta del presidente americano Donald Trump, per contrastare la minaccia di Mosca. “Per soddisfare i nuovi obiettivi della Nato, una spesa del 5% è assolutamente cruciale”, ha detto il ministro della Difesa lettone, Andris Spruds, a margine della riunione con gli omologhi dell’Alleanza.

Sulla stessa linea è anche la ministra della Difesa lituana, Dovile Sakaliene: se gli alleati non vogliono ritrovarsi a Bruxelles “tra due o tre anni” constatando che sarebbe meglio “iniziare a imparare il russo”, devono spendere di più per armarsi, ha evidenziato. “Dobbiamo diventare più robusti sia nelle capacità dell’industria della difesa, sia nelle dimensioni effettive delle nostre forze armate, sia nel numero dei diversi sistemi d’arma di cui abbiamo bisogno”. 

 

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