“Oggi si discuterà anche di questioni transatlantiche e sappiamo che c’è stata una delusione da parte degli Stati Uniti, ma direi anche che gli europei hanno recepito il messaggio”. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte a Erevan, in Armenia, dove oggi prende il via l’ottava riunione della Comunità politica europea.
“Gli alleati – ha aggiunto – ora si stanno assicurando che tutti gli accordi bilaterali sulle basi vengano attuati”.
“Non voglio entrare nel merito di quella situazione specifica, ma abbiamo riscontrato una certa delusione da parte degli Stati Uniti in generale, e non mi riferisco specificamente alla Germania perché la Germania ha attuato fin dal primo giorno ciò che era stato concordato bilateralmente negli ultimi decenni in materia di richieste di basi e così via, riguardo alla reazione europea a quanto sta accadendo ora in Medio Oriente e alla campagna di Israele e degli Stati Uniti contro l’Iran” è stata la premessa di Rutte.
“Oggi si tratta del vertice della Comunità politica europea, quindi gli Stati Uniti non ne fanno parte, ma non ho alcun dubbio che si discuterà di questioni internazionali. Più paesi europei hanno predisposto il supporto logistico, essenziale e di altro tipo, ad esempio cacciamine e dragamine vicino al teatro delle operazioni, in modo da essere pronti per la fase successiva (in Iran, ndr)”, ha aggiunto.
Di cosa si discute a Erevan
Per le istituzioni Ue sono presenti a Erevan il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, le presidenti Roberta Metsola e Ursula von der Leyen (rispettivamente del Parlamento europeo e della Commissione), oltre che l’alto rappresentante Ue Kaja Kallas. Parteciperanno, inoltre, i segretari generali del Consiglio d’Europa Berset e dell’Osce Feridun Sinirlioğlu. Per la prima volta il Canada interverrà in qualità di ospite esterno.
L’Italia è rappresentata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni – già arrivata nella sede dei lavori del vertice – che a margine terrà la seconda riunione della Coalizione europea contro le droghe (Ecad), co-presieduta con il presidente francese Emmanuel Macron, con presentazione delle iniziative 2026. La Coalizione mira a fornire risposte operative alle sfide connesse al narcotraffico, in raccordo con le organizzazioni internazionali ed europee, rafforzando la cooperazione tra Stati membri ed extra-Ue.
L’azione si articola in tre pilastri: contrasto ai traffici transnazionali; lotta ai flussi finanziari illeciti, riciclaggio e corruzione secondo l’approccio ‘follow the money’; potenziamento delle politiche di prevenzione e recupero. La sessione plenaria del mattina vedrà gli interventi introduttivi del primo ministro armeno Nikol Pashinyan, del presidente Antonio Costa, del presidente Volodymyr Zelensky e del primo ministro canadese Mark Carney.
A seguire, la discussione incentrata sul tema “Maintaining European unity and coherence in times of polycrisis”. Due le tavole rotonde tematiche parallele: resilienza democratica e minacce ibride e connettività e sicurezza economica nella transizione verde.
Merz assente al vertice, assenti anche i leader di Olanda e Danimarca
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz non prende parte al vertice di Erevan, come si evince dalla lista dei partecipanti. Risultano assenti anche i leader di Olanda e Danimarca. Tra i big, oltre a Meloni e Macron, si contano il polacco Donald Tusk, il britannico Keir Starmer, lo spagnolo Pedro Sanchez, oltre ai vertici dell’Unione Europea. Ospite speciale il premier canadese Mark Carney.
Costa: ‘Il summit in Armenia è storico, qui celebriamo storia di pace’
“Oggi è un evento storico perché, per la prima volta, la Comunità Politica Europea (Epc) si riunisce qui nel Caucaso meridionale e perché colloca l’Armenia nel cuore dell’Europa, esattamente dove le spetta di diritto alla luce della sua lunga e ricca storia. È un evento storico perché il vertice odierno è stato reso possibile dall’accordo tra Armenia e Azerbaigian: tale accordo rappresenta una storia di pace in Europa che va celebrata in un mondo in cui l’escalation e la guerra sembrano prevalere”. Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa.
Zelensky al vertice: ‘Crisi in Iran minaccia costo vita e stabilità globale”
“Il conflitto in Iran potrebbe causare instabilità per molto tempo”, “far aumentare il costo della vita in tutti i nostri Paesi nei prossimi anni” e “portare a importanti cambiamenti politici. Quindi, prima di tutto, la nostra collaborazione in materia di energia e sicurezza deve essere una cooperazione reale. Dobbiamo aiutarci a vicenda a prepararci per l’inverno e ad affrontare le sfide energetiche”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aprendo i lavori del vertice della Comunità politica europea. “Dovremmo inoltre spingere per una soluzione a lungo termine per lo stretto di Hormuz e per il popolo iraniano”, ha aggiunto.
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