“L’impegno ad un percorso irreversibile dell’Ucraina verso la Nato resta. Ma non è mai stato promesso a Kiev l’ingresso nell’Alleanza come parte di un negoziato di pace”. Lo ha detto il segretario generale della Nato, Mark Rutte, nel corso della conferenza stampa pre ministeriale.
Per quanto riguarda il fatto che il capo del Pentagono Pete Hegseth non parteciperà al gruppo di contatto sull’Ucraina, Rutte ha dichiarato: “Gli Usa saranno presenti al gruppo, restano impegnati, anche se non sempre è possibile che i funzionari americani prendano parte poiché gli incontri avvengono spesso in Europa”.
La Russia ha attaccato l’Ucraina con 95 droni d’attacco Shahed e droni di vario tipo. Lo annuncia sui social il comando dell’Aeronautica Militare ucraina, aggiungendo che 61 droni sono stati neutralizzati. Le principali aree colpite sono le regioni di Kharkiv, Sumy, Dnipropetrovsk, Odessa e Donetsk.
Il Cremlino ha dichiarato che le date per eventuali nuovi colloqui tra Russia e Ucraina saranno concordate dopo che le parti avranno esaminato i memorandum con le rispettive richieste per la fine del conflitto. Lo riporta l’agenzia Interfax.
“È ovvio che ci vorrà del tempo per esaminare le bozze di memorandum che sono state scambiate. Non appena le parti saranno pronte, concorderanno nuove date per il prossimo round”, ha dichiarato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, rispondendo a una domanda su possibili accordi sulle date di nuovi colloqui.
Peskov ha anche minimizzato le conseguenze dell’attacco ucraino al Ponte di Crimea: c’è stata “una esplosione” ma “non ci sono stati danni e il ponte funziona”., ha affermato aggiungendo che “il regime di Kiev continua i suoi tentativi di attaccare infrastrutture pacifiche, e la parte russa sta prendendo le opportune precauzioni”.
Peskov ha quindi sostenuto che la Russia farà “tutto il necessario” per scoprire le modalità e i colpevoli degli attacchi con droni a sue basi aeree durante il fine settimana, rivendicati dall’Ucraina: “verrà fatto tutto il necessario per fare luce su questo crimine”.
Gli attacchi hanno preso di mira basi distanti migliaia di chilometri dal confine ucraino dove sono di stanza bombardieri strategici russi. Kiev ha affermato di averne danneggiati o distrutti oltre 40. Mosca ha confermato gli attacchi, ma non ha detto nulla sul numero dei velivoli colpiti, mentre le stime dei blogger militari russi variano da 6 a 9.
Politologo russo: ‘I negoziati continueranno paralleli al conflitto’
La risposta militare russa agli attacchi ucraini degli ultimi giorni alle basi e ai ponti russi sarà su “larga scala”, ma “non significherà la fine del processo negoziale”. Lo afferma il politologo russo Fyodor Lukyanov, professore della Higher School of Economics di Mosca. La rappresaglia dovrà essere “proporzionata”, aggiunge Lukyanov in un’analisi pubblicata oggi dal quotidiano del govern Rossiskaya Gazeta.
Secondo il politologo, il processo negoziale continuerà parallelamente alle azioni militari russe e ucraine, perché per ora non si intravede “la fine dello scontro armato” e “la questione di una tregua è passata in secondo piano”. Anzi, le trattative saranno influenzate dai “risultati delle azioni militari” che “si stanno espandendo, sia in termini territoriali sia nella natura dei mezzi e delle tattiche usate”.
Per quanto riguarda i memorandum scambiati tra delegazioni ucraina e russa all’ultima tornata di trattative a Istanbul, Lukyanov li definisce “evidentemente incompatibili”. “Al momento non ci sono punti di contatto, ma le circostanze tendono a cambiare” e questi documenti “torneranno utili più avanti, quando si arriverà ai negoziati sostanziali” sulla pace, conclude il politologo.
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