Scatta la tregua: le Idf arretrano, in migliaia verso Gaza City – Medio Oriente – Ansa.it

Scatta la tregua: le Idf arretrano, in migliaia verso Gaza City – Medio Oriente – Ansa.it


A Gaza è scattata la tregua, subito dopo l’ok del governo Netanyahu all’accordo sulla pace. E poco dopo mezzogiorno di venerdì l’esercito israeliano ha annunciato di aver completato il ritiro nella Striscia, dietro la Linea Gialla disegnate nelle mappe contenute nel piano Trump.

 

    E’ così iniziato il conto alla rovescia per le 72 ore concesse a Hamas per il rilascio dei 20 ostaggi vivi, tenuti a Gaza da 735 giorni. In cambio Israele rilascerà circa 2mila detenuti palestinesi, di cui 250 stanno scontando ergastoli per attacchi terroristici che hanno ucciso decine di civili israeliani e ferito menomandole a vita altre centinaia. Ma non libererà, come aveva già ribadito, i detenuti-simbolo per Hamas, primo tra tutti Marwan Barghouti.

 

    La reazione della popolazione di Gaza all’annuncio di Tsahal non si è fatta attendere: in migliaia si sono riversati sulla strada Rashid, aperta dalle truppe, per fare ritorno a casa o quel che resta al nord. Le immagini postate sui social dall’enclave mostrano una lunghissima fila di persone a piedi, con i loro pacchi, poche suppellettili, vecchie borse strapiene.

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    Intanto sono in arrivo gli aiuti: Israele ha dato il via libera all’Onu per iniziare a consegnarli a partire da domenica. In serata Channel 12 e Axios hanno rivelato che Trump ha in programma un vertice su Gaza in Egitto, probabilmente a Sharm, la prossima settimana, nelle ore in cui è prevista anche la cerimonia della firma dell’accordo. All’incontro ci saranno i leader di Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Qatar, Giordania, Turchia e Arabia Saudita e, secondo alcune fonti, è stato organizzato dal presidente egiziano Sisi. Dovrebbero esserci anche anche l’Indonesia, il Pakistan e gli Emirati Arabi Uniti mentre, per ora, non sarebbe prevista la partecipazione di Benyamin Netanyahu.

 

 
    Il vertice dovrebbe essere preceduto da una visita lampo del presidente americano in Israele prevista per lunedì: giusto il tempo di incontrare i familiari degli ostaggi e tenere un discorso alla Knesset.

    Prima che iniziasse lo Shabbat, il portavoce dell’Idf ha tenuto un briefing con la stampa mostrando genericamente il riposizionamento dei militari, ma successivamente le forze armate hanno dichiarato che le mappe mostrate da Effie Defrin erano solo “un’illustrazione e non rappresentano le posizioni esatte delle truppe”.

 

L’esercito non vuole fornire dettagli sull’attuale schieramento. I commentatori israeliani sottolineano che la linea tracciata dai mediatori – corrispondente al 53% del territorio della Striscia – in realtà non corrisponde al vero poiché “l’esercito non controlla tutto quel territorio con truppe di terra e molte delle postazioni arretrate vicino al confine israeliano”.

 

La ritirata è stata coperta dall’artiglieria e attacchi aerei in alcune zone. Un riservista è stato ucciso da un cecchino di Hamas, mentre il ministero della salute dell’organizzazione in una nota ha dichiarato che nell’ultimo giorno sono rimaste uccise 17 persone e 71 sono state ferite.

 

 
    Dopo la tesa riunione di gabinetto di giovedì sera (con 5 ministri dell’ultradestra che non hanno votato l’accordo), a cui hanno preso parte irritualmente anche i due inviati Usa, Steve Witkoff e Jared Kushner, Netanyahu ha rilasciato dichiarazioni ai media ma senza domande dei giornalisti. “Stiamo stringendo Hamas da ogni lato in vista delle prossime fasi del piano, che prevede il disarmo completo dell’organizzazione e la smilitarizzazione di Gaza. Se ciò sarà raggiunto in modo pacifico, tanto meglio. Altrimenti sarà raggiunto con la forza”, ha avvertito. Il presidente Usa – ha riferito Channel 12 – avrebbe fornito ai mediatori garanzie personali che non permetterà a Israele di abbandonare l’accordo e riprendere la guerra unilateralmente. “Le rassicurazioni di Trump sono state un fattore chiave per convincere Hamas ad accettare l’accordo”, ha chiarito il report. Il portavoce di Hamas Hazem Qassem da parte sua ha dichiarato all’emittente saudita Al-Arabiya che “i palestinesi ostacoleranno qualsiasi tentativo di sfollamento e non sarà data all’Idf alcuna scusa per tornare in guerra”.   

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