Stefania Constantini e Amos Mosaner, i due scacchisti del ghiaccio a caccia di un altro sogno.
Stefania Constantini
Stefania ha un diploma da ragioniera. È nata il 15 aprile del 1999 a Pieve di Cadore ma vive da sempre a Cortina e grazie a una compagna di scuola, a 8 anni, scopre il mondo del curling. Nel 2011 entra a far parte del Club Dolomiti. La prima apparizione internazionale risale al 2016, quando ha rappresentato l’Italia nei Giochi olimpici giovanili a Lillehammer ma è nel 2022 che con Amos compie l’impresa, oro a Pechino, e l’Italia – che aveva scoperto qualche anno prima il fenomeno curling – con i due neo campioni si appassiona allo strano sport tra bocce e scopetta sul ghiaccio. Tranquilla, riservata, solare ma anche determinata, ‘tosta’, per la sua capacità di mantenere la concentrazione e per l’approccio serio e strategico al gioco, con lei una sfida di curling diventa una partita di scacchi.
Stefania Constantini
Dietro alla medaglia c’è comunque un percorso fatto di sacrifici: dopo il diploma Constantini ha lavorato come commessa in un negozio di abbigliamento poi la chiamata delle Fiamme Oro, il gruppo sportivo della Polizia di Stato, le ha permesso di fare il salto di qualità, e dello sport il suo lavoro. Nel tempo libero ama il tennis, la montagna e lo sci, spesso condivisi con Domenico (Dallasanta), giocatore di hockey, a cui è legata da qualche tempo, anche se cerca di tenere la vita privata lontano dai riflettori. Una storia cominciata tra i banchi di scuola e che resiste alle trasferte lontani da casa, lei in giro per i grandi eventi di curling e lui come portiere dell’HC 3 Zinnen Dolomites. E con Amos più colleghi che amici. Il trentino (classe 1995) originario della Val di Cembra, è arrivato al curling dal ciclismo.
Stefania Constantini e mos Mosaner
Nel 2012 era già nella squadra dei Giochi Olimpici giovanili, dove ha vinto la medaglia d’argento, mentre nel 2018 sono arrivati i suoi primi Giochi Olimpici tra i grandi: in quell’occasione si è classificato nono nella prova a squadre. Ora a trent’anni scelto come portabandiera dell’Italia alle Olimpiadi in casa, ha sfilato a Cortina con Federica Brignone sulle spalle. Descritto come ‘glaciale’, metodico (si allena fino a sei ore al giorno) e pragmatico: è lui la ‘colonna’ del curling italiano.
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