Sgomberato a Milano il centro sociale Leoncavallo. Meloni: ‘No a zone franche’, Piantedosi: ‘Tolleranza zero’ – Notizie – Ansa.it

Sgomberato a Milano il centro sociale Leoncavallo. Meloni: ‘No a zone franche’, Piantedosi: ‘Tolleranza zero’ – Notizie – Ansa.it


 La polizia sta eseguendo, con l’ufficiale giudiziario, l’ordine di sfratto emesso nei confronti dello storico centro sociale Leoncavallo a Milano.
L’ordine era stato rinviato numerose volte.  Sono presidiati dalle forze dell’ordine gli accessi a via Watteau dove è in corso lo sfratto del Leoncavallo, 
Lo sfratto era stato nuovamente notificato pe

Video Sfratto Leoncavallo, presidente Mamme Antifasciste: ‘Fine brutta e dolorosa’

 

r il 9 settembre. Si è però deciso negli ultimi giorno di anticipare ad oggi, quando le operazioni sono iniziate intorno alle 7.30. 

 

Nel corso dell’ispezione degli spazi del Leoncavallo le forze dell’ordine non hanno trovato persone. È presente anche l’ufficiale giudiziario e l’avvocato della proprietà, l’immobiliare Orologio della famiglia Cabassi.
La Corte d’appello di Milano aveva condannato il ministero dell’Interno a versare tre milioni di euro a Orologio per il mancato sgombero degli scorsi anni e a sua volta il Viminale ha chiesto un risarcimento a Marina Boer, la presidente dell’associazione Mamme del Leoncavallo.
Solo pochi giorni fa il Leonka aveva avviato una raccolta fondi per resistere all’interno della struttura. 

 

Lo sfratto era stato rinviato un centinaio di volte e lo scorso novembre il ministero dell’Interno era stato condannato a risarcire 3 milioni ai Cabassi, proprietari dell’area, proprio per il mancato sgombero. Nei mesi scorsi l’associazione Mamme del Leoncavallo aveva presentato una manifestazione d’interesse al Comune per un immobile in via San Dionigi che poteva rappresentare un primo passo per lo spostamento del centro sociale dall’attuale spazio.

 

 Mirko Mazzali, legale del Leoncavallo, alla notizia della esecuzione dello sfratto, commenta:  “Dopo quarant’anni di nuovo uno sgombero ad agosto. Non mi pare una buona idea ripetere il passato. C’era una data, il 9 settembre, e dovrebbe essere rispettata. Cerchiamo di capire perché è successo e se è legittimo. Avevano richiesto l’uso della forza pubblica per il 9 settembre, se hanno anticipato immagino ci sia una ordinanza del questore” ha aggiunto.Su un commento politico si limita a dire che “bisogna sentire il Comune, il sindaco”. 

Lo storico centro sociale è stato fondato a Milano nel 1975 in via Leoncavallo. Da lì venne sgomberato nel 1994, anche il quel caso ad agosto, esattamente il 15. Poco dopo il centro si è trasferito nell’attuale sede di via Watteau,

“Lo sgombero del centro sociale Leoncavallo – ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi – segna la fine di una lunga stagione di illegalità. Per trent’anni quell’immobile è stato occupato abusivamente. E al danno si è aggiunta la beffa: lo Stato costretto persino a risarcire i danni dell’occupazione. Oggi finalmente viene ristabilita la legalità. Il governo ha una linea chiara: tolleranza zero verso le occupazioni abusive. Dall’inizio del nostro mandato sono già stati sgomberati quasi 4mila immobili. Lo sgombero del Leoncavallo è solo un altro passo di una strategia costante e determinata che porteremo ancora avanti”. 

 

Meloni: ‘In uno Stato di diritto non possono esistere zone franche’

 “In uno Stato di diritto non possono esistere zone franche o aree sottratte alla legalità”. Lo afferma sui social la premier Giorgia Meloni dopo lo sgombero del Leoncavallo a Milano. “Le occupazioni abusive – aggiunge – sono un danno per la sicurezza, per i cittadini e per le comunità che rispettano le regole.
Il Governo continuerà a far sì che la legge venga rispettata, sempre e ovunque: è la condizione essenziale per difendere i diritti di tutti”. 

Salvini: ‘Finalmente si cambia. Afuera!’

“Decenni di illegalità tollerata, e più volte sostenuta, dalla sinistra: ora finalmente si cambia. La legge è uguale per tutti: afuera!”. Lo scrive sui social il leader della Lega e vicepremier, Matteo Salvini

 

Leoncavallo sui social: ‘Ci sgomberano, accorrete numerosi’

Ilaria Salis: ‘Nessun rispetto per 50 anni di storia’

Nessun rispetto per 50 anni di storia dei movimenti, contro-cultura, aggregazione giovanile, politica dal basso”. Lo scrive sui social l’europarlamentare Ilaria Salis parlando dello sfratto del Leoncavallo. “Avanza – continua il post di Ilaria Salis – la Milano della speculazione edilizia e della gentrificazione, la città della rendita e delle “week”: una Milano senz’anima, esclusiva ed escludente, contro i poveri, contro chi vive del proprio lavoro, contro i giovani. Una Milano che appare più ricca e patinata, ma che in realtà è molto più povera e brutta”. “Spero che il Leoncavallo – conclude l’europarlamentare – possa presto riprendersi lo spazio che merita. E che mille nuovi spazi sociali vengano conquistati e restituiti alle comunità che nonostante tutto resistono, in una città sempre più ostile e meno accogliente, una città espropriata ai suoi abitanti. Una città da rovesciare! Giù le mani dagli spazi sociali! Giù le mani dalla città!” #Milano è di chi la vive, non di chi ci specula”.

 

L’ex leader di Podemos ricorda Pablo Iglesias: ‘Per noi è stata una scuola politica’

“Il centro sociale Leoncavallo è stato per noi una scuola politica. Il movimento delle Tute Bianche è nato lì nel 1994 e lì abbiamo cospirato per preparare i contro-vertici di Praga e Genova”. Lo scrive su twitter lo spagnolo Pablo Iglesias, ex leader di Podemos, che giovanissimo lavorò a stretto contatto con gli attivisti dello storico centro sociale nel periodo delle mobilitazioni no global. “Spero che trovino presto uno nuovo spazio. Fausto e Iao sempre nella nostra memoria”, conclude Iglesias.

 

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