Siher torna in libertà, Meloni attacca la gip: ‘Una decisione vergognosa. È una mortificazione delle forze dell’ordine’ – Notizie – Ansa.it

Siher torna in libertà, Meloni attacca la gip: ‘Una decisione vergognosa. È una mortificazione delle forze dell’ordine’ – Notizie – Ansa.it


Youssef Siher torna libero. Il gip di Milano Tiziana Landoni ha rigettato la richiesta di convalida del fermo dell’amministratore del canale Telegram ‘Movimento 17 ottobre’ perché con suoi messaggi non ha incitato alla violenza né intimidito la popolazione, ma ha evocato “azioni di ‘disobbedienza civile'” esercitando la “libera espressione delle proprie opinioni”. Un’ordinanza che la premier Giorgia Meloni ha immediatamente commentato con un duro attacco: è una “decisione vergognosa”, ha detto in un video postato sui social, “una mortificazione del lavoro di coloro che si adoperano per difendere la gente perbene”. E la risposta dell’Anm non si è fatta attendere: quello della premier è un “attacco scomposto”, la “consueta intimidazione”. Ma non solo, dai vertici del tribunale di Milano è arrivata una lunga, durissima, nota. Le dichiarazioni di “esponenti politici di rilievo” anche con cariche “istituzionali”, “sono irricevibili ed evidenziano una scarsa conoscenza, reale o mascherata, degli istituti giuridici di uno Stato di diritto”.

 

Video Meloni, dalla gip di Milano una decisione vergognosa su Siher

“La vergogna riguarda altre categorie della vita sociale, non il responsabile e difficile esercizio della giurisdizione”. Dopo tre giorni l’esponente dei Giovani Palestinesi d’Italia ha lasciato San Vittore accolto da familiari, amici e sostenitori che hanno formato un cordone attorno al 30enne, accompagnandolo fino all’auto per ‘proteggerlo’ dai numerosi giornalisti. Secondo l’indagine lampo della pm Francesca Crupi e del procuratore Marcello Viola, i suoi messaggi avrebbero potuto “dar corso (…) ad un progetto rivoluzionario (…) con finalità eversive al fine (…) di ingenerare terrore nella popolazione”. Per i pubblici ministeri i follower sarebbero stati “istigati” da Siher a scendere in piazza per replicare i disordini della settimana prima attraverso “comunicati” del 23 e il 24 ottobre con indicazioni su come muoversi per eludere le forze dell’ordine e annunciando i luoghi di ritrovo. Disordini che grazie all’intervento degli inquirenti e degli investigatori, la contemporanea chiusura della chat e lo spiegamento massiccio di forze dell’ordine ed Esercito, sono stati evitati.

Una ricostruzione “estremamente motivata” per il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che si è detto “sorpreso” dalla decisione della giudice Landoni. Per lei si è trattato di una “modalità di protesta” contro le “attuali politiche governative” portata avanti evocando “azioni di ‘disobbedienza civile'”, ma senza incitare alla violenza o “arrecare grave danno allo Stato”. Da qui l’assenza dei gravi indizi di colpevolezza che ha cancellato i reati contestati, l’aggravante della finalità del terrorismo e il pericolo di fuga. Le reazioni della politica sono state immediate. “Davvero non so come possa uno Stato normale difendere le persone perbene di fronte a queste decisioni di certa magistratura”, afferma la premier. “Se si verificheranno nuovi episodi di violenza e altri danni, a partire dai cortei di questo venerdì a Milano, pagherà di tasca sua il giudice che ha deciso di rimandare a casa questo galantuomo?”, si chiede il vicepremier Matteo Salvini, mentre per Antonio Tajani rimettere in libertà Siher “significa mettere in pericolo la sicurezza del Paese”.

Pronta la solidarietà alla gip di Milano, nei confronti della quale si affaccia anche qualche tentativo di screditarla per la sua firma messa all’Appello dei giuristi per Gaza. Per l’Associazione nazionale magistrati “autonomia e indipendenza della magistratura sono due capisaldi della democrazia in cui i magistrati non possono essere il nemico da additare in ogni circostanza all’interno del dibattito pubblico. Questo comportamento arreca un danno alla credibilità delle istituzioni”. Respingono al mittente le critiche anche i presidenti del Tribunale e dell’ufficio Gip, Fabio Roia ed Ezia Maccora: “la libertà di giudizio non può risentire di aspettative politiche o di suggestioni estranee al procedimento”. Mentre la segretaria del Pd Elly Schlein invita Meloni a a fare un corso di magistratura “per realizzare il suo sogno di sostituirsi ai giudici”. La premier tira dritto: “non vedo quello che ho detto come un attacco, lo vedo come una difesa. Una difesa del lavoro che conosco di tutti i servitori dello Stato che hanno lavorato con enorme dedizione per evitare che si ripetesse quello che avevamo visto il 17 di ottobre. Non credo che dirlo sia scomposto”.

 

 

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