“Domani a Niscemi ripartiranno le attività didattiche, riapriranno le scuole. Abbiamo già fatto il trasloco dai tre plessi chiusi perché sono nella zona rossa, quelli degli istituti San Giuseppe, Don Bosco e Belvedere. Se le scuole riaprono è perché sono in sicurezza, in una zona non interessate dalla frana. Abbiamo controllato anche i termosifoni, facendo un intervento tecnico e funzionano”. Lo afferma il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, in un video postato su Facebook.
“Ci saranno anche – annuncia il primo cittadino – delle equipe di psicologi che faranno un giro nelle scuole per un’attività di supporto e verifica, un primo approccio per trattare la vicenda che ci ha sconvolti”.
“Noi – ha aggiunto – siamo una comunità di 25mila abitanti. Siamo una città laboriosa. Abbiamo fatto dei calcoli con dei tecnici: Niscemi e il suo indotto produce un miliardo di euro l’anno. Quindi, chi ci definisce un piccolo Comune prima studi e approfondisca la questione perché le cose non dette bene fanno male”. Il sindaco contesta anche le affermazioni di “case abusive a Niscemi”. “Il nostro centro storico – afferma – è ripreso in una mappa di 300 anni fa che si trova in un palazzo storico di Palermo. Niscemi è stata fondata da una famiglia storica, quella dei Branciforte. Se qualcuno vuole parlare di Niscemi lo faccia pensando a chi soffre e a chi ha dovuto abbandonare la propria casa e i ricordi più cari”.
Sul sito del Comune di Niscemi sono stati pubblicati l’ordinanza del 30 gennaio scorso della presidenza del Consiglio dei ministri e del capo dipartimento della Protezione civile nazionale per l’emergenza frana e il Modulo di richiesta assistenza (Mra) per i cittadini danneggiati. “E’ un primissimo contributo di assistenza – spiega il sindaco – per la sistemazione d’urgenza. Per fare fronte all’emergenza abitativa abbiamo avviato un censimento, e lo faremo ancora in maniera più puntuale, degli immobili non abitati, chiedendo la disponibilità di chi vuole metterli a disposizione per la locazione”. Il primo cittadino ha confermato che “la zona rossa al momento è ferma e resta a 150 metri” dal fronte della frana.
Sopralluogo con droni a Niscemi, in piedi la Croce, simbolo di resistenza
I crolli che si sono verificati, lungo il fronte frana a Niscemi preoccupano i cittadini del paese del Nisseno che ancora attendono di capire quale sorte avranno le loro abitazioni, quelle che sono nella fascia dei 150 metri ma non prossime al ciglio del burrone. Proseguono i monitoraggi con i droni e i mezzi della Protezione civile. I rilievi che sono in corso confermano che rimane in piedi la croce, che sta diventando un ‘simbolo di resistenza’ di Niscemi nel quartiere più colpito, “Sante Croci”. “Sta diventando un simbolo di resistenza e notiamo dalle immagini che non ha ceduto”, dice uno dei professionisti che sta partecipando fin dall’inizio dell’emergenza alle operazioni di monitoraggio e controllo. In bilico, rimane pure la Fiat Panda che più volte è stata ripresa dai sistemi aerei. “I monitoraggi, nonostante le piogge di questi giorni, ci permettono di avere una situazione aggiornata e proseguiranno”, dicono gli operatori impegnati, anche di domenica. In municipio, sono in pieno svolgimento le attività del Centro operativo comunale, che coordina tutti gli interventi. Il sindaco Massimiliano Conti ha voluto soprattutto completare il piano di riapertura delle scuole, con le lezioni che riprenderanno domani, dopo più di una settimana di fermo forzato. A mezzogiorno, i rintocchi delle campane della chiesa, a pochi passi dal municipio, si fanno sentire in un centro storico immerso nel silenzio.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
