Il ministro delle Finanze e leader del partito Sionismo religioso Bezalel Smotrich ha dichiarato che “la decisione di interrompere l’ingresso degli aiuti nella Striscia di Gaza è il primo passo nella giusta direzione“. “E’ stato ottenuto grazie alla politica che stiamo portando avanti nel governo e nel gabinetto di sicurezza. E questo è solo l’inizio”, ha aggiunto.
Secondo Smotrich, “la prossima fase sarà il taglio di elettricità e acqua a Gaza, seguito da un attacco massiccio, letale e rapido su Gaza, che porterà alla conquista del territorio e all’incoraggiamento del piano Trump per la migrazione della popolazione”.
Il comune di Deir al-Balah, nel centro della Striscia di Gaza, ha accusato Israele di aver interrotto il funzionamento dei due impianti di desalinizzazione della città, bloccando così la distribuzione dell’acqua. Le autorità israeliane hanno negato l’accaduto, sostenendo che si è trattato solo di un malfunzionamento della struttura.
Hamas ha accusato, in una dichiarazione video da Doha, Israele di aver lavorato per far collassare l’accordo sul cessate il fuoco a Gaza.
Hamas ha aggiunto, inoltre, che Israele sta cercando di riportare la situazione al punto di partenza chiedendo di estendere la prima fase dell’accordo di cessate il fuoco di Gaza.
“L’occupazione sta spingendo per riportare le cose al punto di partenza e rovesciare l’accordo attraverso le alternative che propone”, ha affermato Osama Hamdan, alto funzionario di Hamas, in una dichiarazione televisiva.
Un uomo di circa 62 anni, Hassan Dahamshe, è stato invece ucciso questa mattina in un attacco terroristico a Haifa, come riferiscono i medici del servizio ambulanze israeliano. Tra le altre quattro persone ferite, un ragazzo di 15 anni. Le immagini dell’attacco di questa mattina alla stazione centrale di Haifa mostrano l’aggressore scendere dall’autobus e accoltellare ripetutamente Dahamshe fino a farlo crollare a terra.
L’attentatore è stato poi colpito e ucciso dalle forze di sicurezza.
Secondo la polizia l’attentato è stato compiuto da due terroristi: uno ha aperto il fuoco, mentre il secondo ha accoltellato i passanti alla stazione centrale degli autobus di Hamifratz a Haifa.
Il portavoce del servizio ambulanze Magen David Adom, Zaki Heller, ha riferito che cinque persone sono rimaste ferite nell’attacco. Una è in condizioni critiche, tre in gravi condizioni e una in condizioni moderata.
Il portavoce della polizia, Aryeh Doron, ha comunicato successivamente che il terrorista responsabile dell’accoltellamento alla stazione centrale degli autobus di Hamifratz a Haifa è un arabo-israeliano.
Video Israele, attentato ad Haifa: un morto e alcuni feriti
Rissa alla Knesset, gli agenti respingono i familiari degli ostaggi
Le guardie della Knesset hanno impedito ai membri del Consiglio di ottobre, che rappresenta i sopravvissuti del 7 ottobre, gli ex ostaggi e le famiglie delle vittime, di accedere alla tribuna degli ospiti della seduta plenaria. Lo scrive Times of Israel.
L’incidente è degenerato in una rissa, con le guardie che hanno spinto e strattonato i manifestanti alla base di una scalinata che porta alla tribuna degli osservatori.
Il Consiglio di ottobre, che rappresenta 1.500 famiglie in lutto e famiglie di ostaggi, ha chiesto al presidente della Knesset Amir Ohana di intervenire “immediatamente”.
Nella rissa tra le famiglie degli ostaggi e gli agenti di sicurezza della Knesset sarebbero rimaste ferite due persone, secondo i media israeliani. In Parlamento si è svolto un acceso dibattito sulla richiesta di istituire una commissione d’inchiesta statale sulla strage del 7 ottobre, iniziativa promossa dall’opposizione. Il primo ministro Benyamin Netanyahu è stato obbligato a partecipare alla seduta e a rispondere sulla mancata istituzione della commissione, nonostante i 17 mesi di guerra.
Durante la discussione, i deputati hanno letto le dichiarazioni delle famiglie. Il parlamentare Hili Tropper ha citato una lettera di Yarden Bibas, la cui famiglia è stata uccisa a Gaza. Prima della seduta, le famiglie hanno tenuto una conferenza stampa in cui Tali Biner, sopravvissuta al massacro del festival Nova, ha raccontato il trauma vissuto: “Ho sentito le mie amiche mentre venivano uccise, le donne violentate. Sono venuta qui per chiedere una commissione d’inchiesta: senza comprendere gli errori, il prossimo disastro è solo questione di tempo”.
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