Una sparatoria alla maggiore moschea di San Diego causa tre vittime, oltre ai due aggressori, di 17 e 19 anni, trovati morti per ferite auto-inflitte all’interno di un’auto parcheggiata a pochi isolati di distanza. Le indagini sono nelle fasi iniziali e la polizia è assistita dall’Fbi per far luce su un caso ritenuto al momento un “crimine d’odio”. L’incidente arriva comunque in un periodo di forte tensione per la guerra in Iran. L’allarme è scattato poco dopo mezzogiorno locale. Gli agenti sono arrivati sul posto nell’arco di quattro minuti dalla prima chiamata di emergenza. Nei minuti successivi alla polizia è arrivata un’altra allerta a pochi isolati di distanza: altri colpi da fuoco sparati. Un giardiniere che era al lavoro è scampato miracolosamente all’attacco. Gli aggressori hanno poi camminato qualche altro metro e sono entrati in una vettura, dove sono stati successivamente trovati morti. A terra è stata trovata anche una tanica di benzina con un visibile adesivo delle SS naziste. Gli investigatori hanno trovato dei messaggi anti-islamici nell’auto dove sono stati rinvenuti i due aggressori, poi deceduti, del centro islamico a San Diego. Uno dei due sospettati ha prelevato un’arma dalla casa dei genitori poco prima dell’attacco e ha lasciato un biglietto di addio. La mamma di uno degli assalitori di San Diego ha contattato la polizia prima dell’attacco e ha riferito che alcune armi erano spartite dalla sua abitazione e anche suo figlio era irreperibile. Il ragazzo, aveva denunciato la madre, era intenzionato a suicidarsi. Secondo una fonte delle forze dell’ordine, citata dal New York Post, i presunti autori della sparatoria che ha causato la morte di tre persone fuori da una moschea di San Diego sono stati identificati come Cain Clark, di 17 anni, e Caleb Velasquez, di 18 anni.
Le tre vittime al centro islamico sono tre uomini, fra i quali una guardia di sicurezza che, secondo quanto riferito dalla polizia, ha avuto un ruolo cruciale nell’evitare una tragedia di proporzioni ancora maggiori. Era padre di otto figli, teneva molto alla sua comunità e ha sacrificato la sua vita per proteggere le persone all’interno della moschea, ha riferito un suo amico ai media Usa.
Le immagini circolate hanno mostrato una massiccia risposta da parte delle forze dell’ordine, con decine di auto che hanno circondato la struttura e assicurato che tutti i bambini in classe nella vicina scuola Al Rashid fossero evacuati in sicurezza. I bimbi “sono tutti in salvo”, sono state le prime parole del capo della polizia Scott Wahl. Almeno 100 agenti hanno passato al setaccio la moschea dopo la sparatoria per assicurare che fosse al sicuro in una giornata di relativa calma, senza l’affollamento del venerdì di preghiera.
I motivi del gesto non sono chiari ma, mettono in evidenza gli osservatori, il fatto che gli aggressori si siano probabilmente tolti la vita non è un buon segnale. Donald Trump è stato informato dell’incidente e segue gli sviluppi. Il capo dell’Fbi Kash Patel ha assicurato che tutte le risorse saranno messe a disposizione per aiutare i partner locali nelle indagini. L’incidente arriva in un periodo di forte tensione con la guerra in Iran. In marzo una sinagoga in Michigan è stata presa d’assalto. Ora invece una moschea. L’imam e il direttore del Centro islamico di San Diego hanno invocato la tolleranza religiosa, affermando che ognuno è responsabile della creazione di “una cultura dell’amore”. “Quello che posso dire in questo momento è che la mia comunità è in lutto”, ha affermato l’Imam Taha Hassane durante una conferenza stampa. “È qualcosa che non ci saremmo mai aspettati, ma allo stesso tempo, l’intolleranza religiosa e l’odio che purtroppo esistono nella nostra nazione sono senza precedenti”
“Sono indignata dalla sparatoria. I luoghi di culto devono essere santuari, dove l’odio e la violenza non hanno posto”, ha detto la sindaca di Los Angeles Karen Bass. La città di New York, che in Zohran Mamdani ha il primo sindaco musulmano della storia, ha invece rafforzato le misure di sicurezza presso le moschee per precauzione anche se non ci sono minacce.
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