Spiava il conto di Meloni, ex bancario verso il processo – Notizie – Ansa.it


Avrebbe spiato per anni i conti correnti di oltre 3500 clienti di Intesa Sanpaolo, compresi quelli di 23 “personaggi politicamente esposti”, tra cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Su un ex dipendente della filiale di Bisceglie dell’istituto di credito, il 54enne di Bitonto Vincenzo Coviello, licenziato ad agosto 2024 quando la banca ha scoperto l’attività di spionaggio, la Procura di Bari ha chiuso le indagini, e presto potrebbe chiederne il rinvio a giudizio, contestando i reati di accesso abusivo al sistema informatico, procacciamento illecito di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, plurime e sistematiche violazioni della normativa a tutela della privacy e rivelazione del segreto d’ufficio.

Archiviata nei mesi scorsi la posizione della banca che “sin dalle prime fasi investigative – evidenzia la Procura – ha dimostrato collaborazione proattiva e volontà di trasparenza assoluta”. Gli investigatori hanno accertato la “adeguatezza del modello organizzativo” e “la palese insussistenza di un interesse o vantaggio della banca” che, al contrario, “ha subito un gravissimo danno”.

Dal 2020 al 2024, hanno documentato i carabinieri avvalendosi di consulenti tecnici specializzati nel contrasto al cybercrime, coordinati dal procuratore Roberto Rossi con la pm Bruna Manganelli, sfruttando le proprie credenziali il dipendente avrebbe monitorato in maniera “occulta, sistematica e prolungata” i dati finanziari di 3.572 clienti in una vera e propria attività di “spionaggio patrimoniale”.

Tra le vittime, oltre Meloni (spiata fino ad un mese prima di diventare premier) e Mattarella, ci sono il presidente del Senato Ignazio La Russa e il ministro della Difesa Guido Crosetto. Ma anche Silvio Berlusconi, spiato fino al giorno della sua morte, il 12 giugno 2023; il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto; Giuliano Amato, ex presidente della Corte Costituzionale; l’ex presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi; l’ex vicepremier Luigi Di Maio; le ex ministre Carfagna, Santanchè e Gelmini; l’ex governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco.

“L’acquisizione di questi dati sensibili ha esposto a grave rischio la sicurezza delle istituzioni democratiche” dice la Procura, evidenziando che “la tutela della sicurezza cibernetica e il contrasto a ogni forma di spionaggio finanziario rappresentino un’esigenza assoluta e imprescindibile per la difesa del Paese”. La posizione di altri sette bancari accusati di condotte analoghe ma meno rilevanti è stata stralciata e i relativi fascicoli sono stati trasmessi per competenza ad altre Procure. Un fenomeno, quindi, non isolato, “sintomo – concludono i pm baresi – di una preoccupante vulnerabilità al fascino della curiosità illecita o del dossieraggio”.

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