Spunta un’altra foto imbarazzante, Andrea e Mandelson in accappatoio con Epstein – Notizie – Ansa.it

Spunta un’altra foto imbarazzante, Andrea e Mandelson in accappatoio con Epstein – Notizie – Ansa.it


Un’altra foto imbarazzante, l’ennesima, destinata a macchiare ulteriormente l’immagine di casa Windsor e della politica britannica con i riflessi dello scandalo made in Usa legato al famigerato nome di Jeffrey Epstein. Questa volta a spuntare dai file americani è uno scatto in cui l’ex principe Andrea e l’ex ambasciatore di Londra negli Usa, Peter Mandelson, compaiono entrambi in accappatoio, in rilassata compagnia del faccendiere pedofilo americano morto in cella in un carcere di New York nel 2019: la prima a essere pubblicata nella quale i tre ‘amici’ vengono immortalati tutti insieme.

A scovarla, fra l’enorme mole di documenti venuta finalmente alla luce oltre oceano, è stata la redazione di Itv, un’emittente del Regno Unito. Nella foto il terzetto si mostra perfettamente a suo agio. Seduto attorno a un tavolo di legno da giardino. Il clic è datato fra il 1999 e il 2000, nello scenario di Martha’s Vineyard, meta balneare di tanti vip del mondo liberal statunitense, dai Kennedy in poi, nel Massachusetts.

Si tratta di un suggello anche visivo al legame che per anni ha unito all’ignobile figura di Epstein sia il figlio prediletto della regina Elisabetta (e fratello minore di re Carlo), sia l’ex eminenza grigia del New Labour di Tony Blair: entrambi arrestati e rilasciati il mese scorso nel Regno nell’ambito di indagini di polizia che li vedono tuttora accusati d’aver condiviso con l’amico comune lucrose informazioni riservate quando occupavano incarichi pubblici.

Le accuse su Mandelson, la cui vicenda ha scatenato una bufera politica sul premier laburista Keir Starmer che lo aveva scelto ostinatamente l’anno scorso come ambasciatore presso la corte di Donald Trump, salvo essere costretto poi a silurarlo, riguardano il suo operato da ministro, ma anche da commissario Ue e quindi di strapagato consulente privato agganciato a svariati colossi del business. Incarichi attraverso i quali aveva costruito fra l’altro a suo tempo solidi rapporti d’intermediazione con la Cina, giocando verosimilmente un ruolo non minore nella stessa designazione di Andrea, sotto i governi del New Labour, a testimonial commerciale britannico in Asia e nel resto del mondo: protagonista di missioni a margine delle quali, fra il 2001 e il 2011, l’ex duca di York risulta aver poi spifferato informazioni coperte al finanziere.

Il tutto mentre a Westminster monta pure il sospetto d’un insabbiamento di parte della prima tranche di documenti del dossier che il governo Starmer è stato obbligato dal Parlamento a rendere pubblici nei giorni scorsi sul criticatissimo processo di nomina politica di Mandelson alla guida dell’ambasciata a Washington. Sospetto cavalcato lancia in resta dall’opposizione Tory, che si è rivolta formalmente a sir Laurie Magnus, responsabile dell’autorità etica indipendente chiamata a sorvegliare il rispetto degli standard di condotta governativi, per sollecitare l’apertura di un’inchiesta amministrativa ad hoc sul primo ministro e sul suo ufficio di gabinetto. Nella speranza di poter assestare il colpo di grazia alla poltrona già traballante di sir Keir. 

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