Streeting lancia la sfida a Starmer: ‘La Gran Bretagna tornera’ nell’Ue’ – Notizie – Ansa.it

Streeting lancia la sfida a Starmer: ‘La Gran Bretagna tornera’ nell’Ue’ – Notizie – Ansa.it


Wes Streeting non si tira indietro e annuncia di essere pronto a correre – a tempo debito – per la leadership del partito laburista britannico. Nessuna pausa nel weekend dunque per il ‘political drama’ in corso nel Regno Unito dopo l’esito catastrofico delle elezioni locali dello scorso 7 maggio per il Labour al governo, adesso scosso da un terremoto interno che sembra a questo punto dare definitivamente il via al countdown per la fine della leadership di Keir Starmer e di conseguenza della sua permanenza a Downing Street.

Streeting, fino a qualche giorno fa poco noto al ‘grande pubblico’, ministro della Salute, si è dimesso dalla carica lo scorso giovedì affermando di aver “perso la fiducia” nell’attuale primo ministro dopo i disastrosi risultati elettorali, attirando su di sè l’attenzione di osservatori e commentatori convinti che fosse quello il preludio di una sfida aperta a sir Keir, nonostante quest’ultimo ripetesse intanto alla base del partito, ai britannici e al governo riunito, la ferma intenzione di rimanere al suo posto, forte anche di regole interne al Labour e precisi iter necessari per sfidarlo. Ma il partito ribolle al punto che, in pochi giorni trova il modo di scavalcare gli ostacoli – tutto regolare, all’inglese – e con l’annuncio adesso di Streeting la corsa può di fatto dichiararsi aperta.

“Abbiamo bisogno di una vera competizione (all’interno del Partito Laburista) con i migliori candidati in lizza, e io mi candiderò”, ha affermato il 43enne. La formalizzazione passa però per il sostegno sottoscritto da almeno 81 parlamentari, Streeting ritiene di avere l’appoggio necessario all’interno del gruppo parlamentare laburista, ma ha anche spiegato di voler aspettare che “tutti” i potenziali candidati posano competere. Leggi: Andy Burnham. Il sindaco di Manchester dato per favorito nella sfida interna a Starmer che però deve aspettare di poter tornare a Westminster come deputato per poter scendere in campo. Candidatura che il ‘re del nord’ – così è stato ribattezzato alla luce della fiammata di popolarità emersa nelle ultime intense giornate – considera la “prima tappa” della sua lotta per cambiare il Partito Laburista e il Paese, ha detto in un’intervista ad Itv dopo il via libera arrivato dal comitato nazionale del partito alla candidatura nel seggio di deputato lasciato libero per lui da Josh Simons nel collegio di Makerfield, dove elezioni suppletive dovranno tenersi entro la fine dell’anno.

“Spetta anche ad altri decidere se sono la persona giusta per guidare questa battaglia. Voglio che queste elezioni suppletive rappresentino un momento di svolta per la politica britannica”, ha detto l’esponente della cosiddetta ‘soft left’. Così lo scenario che si prospetta quindi è più di una ‘competizione aperta’ che di un passaggio di consegne forzato dall’urgenza o dalle circostanze, come a voler tutelare un processo di democrazia interna che invece – secondo alcuni critici – era per esempio mancato nell’avvicendamento di ben tre premier conservatori (Boris Johnson, Liz Truss, Rishi Sunak) contribuendo ad indebolire il partito Tory che poi ha perso le elezioni a favore del Labour nel 2024.

Parlando oggi, Streeting sembra però anche accennare ai punti di un suo possibile ‘programma’ quando auspica “una nuova relazione speciale con l’Ue” e che il Regno Unito possa “un giorno” rientrare nell’Unione, aggiungendo che il futuro del Paese “è legato all’Europa” mentre descrive la scelta del divorzio da Bruxelles un “errore catastrofico”. Come forse a rassicurare chi temesse che con l’uscita di scena di Starmer si interrompa la strategia del ‘Reset’ cui il governo in carica lavora alacremente.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA



Source link