Sulle tracce di Totò a Roma, dalla miseria alla nobiltà – Notizie – Ansa.it

Sulle tracce di Totò a Roma, dalla miseria alla nobiltà – Notizie – Ansa.it


Da Prati a via Veneto, fino a Fontana di Trevi: quasi dieci chilometri di trekking urbano alla scoperta della vita di Totò: dalla misera del Rione Sanità a Napoli di fine ‘800 alla nobiltà dei Parioli degli Anni ‘30 nella Capitale.

La prima casa dove Totò abitò a Roma in viale Parioli


 

Una suggestiva passeggiata immergendosi nei luoghi dove il principe, non solo della risata, ha vissuto dal 1934, aveva 36 anni, e poi morto, il 15 aprile 1967. E tra traffico, monumenti e vestigia si rivivono set cinematografici di alcuni dei suoi film cult come “Totòtruffa 62” e “Totò, Peppino… e la dolce vita”, si conoscono le case, ben cinque, dove ha vissuto ai Parioli e gli si rende omaggio, al Flaminio, della Basilica di Sant’Eugenio dove nel 1967 fu celebrato uno dei tre funerali dell’artista: gli altri due (di cui l’ultimo senza la bara) si tennero a Napoli. A Roma, Totò giunse nel 1934 e il cinema ancora non lo conosceva. Fu proprio la Capitale a farlo esordire. Fu notato, secondo alcune ricostruzioni, mentre era a pranzo in un ristorante da un produttore e scritturato per la sua prima pellicola ‘Fermo con le mani’ di Gero Zambuto. 

Video Il busto di Totò in piazza Cola di Rienzo, a Roma

 

L’idea di questo percorso è di Federico Papa, guida esperta di Trekkincittà presso l’associazione di categoria Fiptes (Federazione italiana professionisti del trekkincittà e del turismo esperienziale).  “Stavo leggendo il libro A livella di Totò – racconta Federico -. A un certo punto mi è balenata l’idea di costruire un percorso narrando aneddoti, chicche, segreti e quant’altro si conosce del grande attore napoletano”. Il percorso si conclude a Fontana di Trevi, dove fu ambientata la celebre scena di “Totòtruffa 62”, pellicola del 1961 diretta da Camillo Mastrocinque, in cui Totò e Nino Taranto vendono una delle icone turistiche di Roma a un italo-americano, Decio Cavallo, interpretato da Ugo D’Alessio. La maggior parte delle informazioni sulla vita di Totò, Federico le ha tratte da uno dei pochi libri che hanno ricostruito la vicenda umana di De Curtis: “Totò. Vita opere e miracoli” di Giancarlo Governi (Fazi editore).  “L’escursione – spiega Cristina Mura di Inforidea – Idee in Movimento, l’associazione che promuove questo come altri percorsi di trekking urbano a Roma, dedicati al cinema e non solo – va alla ricerca dei luoghi più significativi della vita di Totò a nella Capitale”.

La copertina del libro di Giancarlo Governi ‘Totò. Vita, opere e miracoli’ (Fazi editore)


 

 Si parte da piazza Cola di Rienzo, nel Rione Prati, dove di fronte al cinema Eden c’è un busto di Totò, installato nel 2002 in occasione dei 35 anni dalla morte dell’attore dalla scultrice Maria Stifini. Si decise di posizionarlo qui perché fu in questa zona che Totò lavorò agli esordi a Roma, tra i teatri Adriano, Principe e Smeraldo. All’inaugurazione c’erano l’allora sindaco di Roma, Walter Veltroni, l’attore Enzo Decaro, Luciano De Crescenzo e la figlia di Totò, Liliana. Da Prati si arriva, attraversando il Tevere da Ponte Matteotti (dove furono girate alcune scene del film del 1955 “Il Coraggio”, diretto da Domenico Paolella, con Totò e Gino Cervi), al Quartiere Flaminio, dove c’è la Basilica di Sant’Eugenio, e poi ai Parioli, dove Totò abitò fino alla fine dei suoi giorni. A questo quartiere Totò era molto affezionato, tanto che sono cinque le case dove abitò. Una di queste è la Casa del Girasole, lungo viale Bruno Buozzi, realizzata dall’architetto Luigi Moretti e dove visse anche Roberto Rossellini. Costeggiando poi Villa Borghese si arriva a via Veneto, una delle location del film del 1961 “Totò, Peppino… e la dolce vita”, di Sergio Corbucci. Infine, Fontana di Trevi, dove Federico chiude il suo racconto in bellezza, cercando ironicamente di vendere a qualcuno dei partecipanti al suo tour, l’opera scultorea e architettonica cominciata ufficialmente da Nicola Salvi nel 1732, proseguita e terminata da Giuseppe Pannini e Pietro Bracci. La fontana fu poi inaugurata nel 1762 ed esattamente 200 anni dopo al cinema arrivò “Totòtruffa 62”. “Oh perbacco!” avrebbe esclamato Totò.

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