Il centrodestra a Reggio Calabria mantiene saldamente le posizioni e resiste alla spallata del generale Vannacci che, comunque, traduce per la prima volta i sondaggi in voto andando oltre l’8% fin qui ipotizzato dalle rilevazioni nazionali. La vittoria di Fabio Roscioli è ampia. Con il 51,02% delle preferenze stacca Frank Benedetto, candidato del campo largo, che arriva al 36,59%, mentre Domenico Giannetta di Futuro nazionale ottiene il 10,94% dei voti. Francesco Toscano, di Democrazia sovrana e popolare, si ferma all’1,44%. “Vannacci voleva la sua Sassonia? A Reggio ha preso sassate elettorali”, commenta a caldo il presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale di Forza Italia, Roberto Occhiuto. Usa le stesse parole, sul palco allestito di fronte al comitato di Roscioli, il sindaco di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro, che insieme a Occhiuto ha più volte rivendicato e sottolineato le ragioni della scelta di Roscioli per questa tornata. Ma il commento del generale non si fa attendere ed è un’esultanza per aver infranto il muro del 10% alle prime elezioni col simbolo di FnV. “Senza aver mai – dice Vannacci – rinculato di un millimetro” sui temi che sono al centro del programma del partito, dalla remigrazione allo stop di armi all’Ucraina. “Noi siamo appena decollati – conclude – voi continuate pure a pensare alle scollature”.
Tutto il centrodestra saluta la vittoria come frutto di compattezza, a cominciare dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che spostando il focus da Vannacci al centrosinistra sottolinea come la coalizione si sia imposta “sul campo larghissimo delle opposizioni”. Il fronte a sostegno di Frank Benedetto infatti comprendeva tra gli altri, oltre al Partito democratico e al Movimento cinque stelle, anche Casa riformista, Centro democratico, Partito socialista, Avs e Rifondazione comunista. Per Meloni si tratta di “un voto che premia ancora una volta una coalizione compatta, radicata e capace di parlare ai territori”. Occhi puntati anche sull’affluenza con il dato definitivo alla chiusura dei seggi del 22,34%. Quattro anni fa, quando si votò in un solo giorno per le elezioni politiche, era stato del 49,40%. Ma spostando il confronto con le altre elezioni suppletive lo scenario cambia. A spiegarlo è Lorenzo Pregliasco di Youtrend che osserva come “l’affluenza, che pare molto bassa, in realtà” sia “stata alta per un’elezione suppletiva: tra tutte le suppletive che si sono tenute dal Rosatellum questo è il dato più alto”.
Inoltre dei 345.788 aventi diritto 58.729 sono residenti all’estero e questo, naturalmente, incide sulla percentuale dell’affluenza. “Si tratta poi – ha aggiunto Pregliasco – di un collegio particolare, in cui il centrodestra aveva stravinto alle scorse politiche, in cui aveva vinto il sì al referendum ma, al contempo, c’era una minaccia da destra molto sentita. Qui Vannacci candidava un ex azzurro con migliaia di consensi personali e, dunque, potenzialmente poteva creare molti problemi. Non ci è riuscito. Il centrodestra è riuscito a mobilitare più di lui”. L’ex azzurro, ed ex capogruppo in Consiglio regionale, è Domenico Giannetta, che parla di un banco di prova “abbondantemente superato”. In sintonia con lui il deputato di FnV, Domenico Furgiuele, che svela un retroscena: “Sono molto contento perché a me e a Mimmo Giannetta è stata consegnata una missione dal generale Vannacci: arrivare almeno all’8%”, dice, sottolineando come l’obiettivo sia stato centrato e superato. Riconosce la sconfitta e si complimenta con il vincitore il candidato di centrosinistra Benedetto, osservando al contempo come ci sia “un dato che stasera, più di ogni altro, deve preoccuparci: l’astensionismo. Troppe persone hanno scelto di non votare, di non credere più che il loro voto possa cambiare qualcosa”.
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