Svelato il mosaico ‘più grande dell’antica Roma’ e un affresco di duemila anni fa – Notizie – Ansa.it


Concluso l’intervento di restauro e valorizzazione della grande esedra e della galleria sotterranea delle Terme di Traiano a Colle Oppio. 

Tra gli esiti più suggestivi c’è il recupero dell’affresco della Città Dipinta e del Grande Mosaico: due straordinarie opere del mondo antico che, per qualità stilistica e superficie conservata, rappresentano un unicum nel panorama archeologico romano.

La Città Dipinta è un affresco di circa dieci metri quadrati che raffigura una città cinta da mura e torri, con edifici rappresentati in prospettiva. La decorazione appartiene a un edificio precedente alla costruzione delle Terme di Traiano ed è databile al I secolo d.C.

Il Grande Mosaico è un’imponente decorazione parietale appartenente a un’ampia sala sulla quale si affaccia un ninfeo. Sulle pareti, messe in luce per circa cinque metri di altezza, il mosaico disegna una raffinata struttura architettonica identificata come una scaenae frons teatrale, articolata in due registri nei quali compaiono statue e personaggi reali

Le indagini archeologiche hanno consentito di riportare alla luce un’ulteriore fascia decorata a mosaico, con una veduta di città portuale formata da una serie di edifici probabilmente affacciati sul mare e riconducibili al motivo delle cosiddette “ville marittime”. Più in profondità, al di sotto della decorazione musiva, sono stati inoltre individuati i resti di un rivestimento a grandi lastre marmoree e, al centro della parete, una nicchia, anch’essa decorata in marmo e alta circa 2,20 metri. Questi rinvenimenti permettono di ricostruire con maggiore precisione le imponenti dimensioni dell’ambiente, le cui pareti, riccamente decorate, dovevano raggiungere circa dodici metri di altezza. Anche questo complesso è databile alla seconda metà del I secolo d.C. 

L’esedra sud-occidentale delle Terme di Traiano, di circa trenta metri di diametro, conserva ancora la memoria della sua funzione culturale: le due file di nicchie erano probabilmente destinate ad armadi per libri e documenti, mentre i gradoni dovevano accogliere chi partecipava a letture e riunioni pubbliche. Una stratificazione unica, nella quale si leggono, nello stesso luogo, le diverse fasi della storia monumentale del Colle Oppio, dall’età neroniano-flavia al grande impianto termale traianeo (I-II secolo d.C.).

“Con questo intervento restituiamo alla città e rendiamo finalmente fruibile un luogo meraviglioso, nel cuore del Colle Oppio, recuperando e valorizzando testimonianze uniche della storia di Roma” ha detto il sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri. Il progetto consente, precisa Gualtieri “non solo di restituire un luogo alla città, ma per la prima volta di far scoprire vere meraviglie che hanno caratteristiche uniche al mondo”. Al centro del nuovo percorso di visita ci sono l’affresco della Città Dipinta, di circa dieci metri quadrati, e il Grande Mosaico, entrambi restaurati e oggetto di nuove indagini archeologiche. “Sono opere di una portata tale che non si poteva semplicemente tenerle chiuse mentre si continuava a scavare”, ha osservato il sindaco. In particolare, afferma il primo cittadino riferendosi al mosaico: “Si tratta del più grande mosaico parietale dell’antica Roma”

L’apertura al pubblico partirà in via sperimentale sabato 12 e domenica 13 settembre, con visite guidate gratuite in italiano e su prenotazione. Dal 2 ottobre le visite si svolgeranno dal venerdì alla domenica, con sei turni giornalieri, dalle 10 alle 15, e un massimo di 15 partecipanti per fascia oraria.

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