‘Task’, Mark Ruffalo a caccia di criminali e redenzione – Serie TV – Ansa.it

‘Task’, Mark Ruffalo a caccia di criminali e redenzione – Serie TV – Ansa.it


Brad Ingelsby è tornato sulla scena del crimine. L’acclamato creatore della serie ‘Omicidio a Easttown’ con Kate Winslet si reimmerge nell’area rurale e depressa alle porte di Philadelphia con un nuovo crime drama targato Hbo. ‘Task’ – in Italia dal 12 ottobre con due puntate alla settimana su Sky e in streaming su Now – ha come protagonisti Mark Ruffalo e Tom Pelphrey.

“In un certo senso, ci muoviamo nel genere ‘del gatto e del topo’: una sorta di inseguimento tra guardie e ladri. Ma ciò che distingue la serie è la cura che dedichiamo ai personaggi. Lo spettatore finisce per interessarsi a tutti: non solo ai poliziotti, ma anche ai criminali e ai cosiddetti cattivi – riflette Ingelsby in conferenza stampa a Los Angeles, aggiungendo: “‘Task’ diventa così un dramma su vite alla deriva, su persone messe all’angolo, senza scelta”. La sceneggiatura intreccia i due rivali: l’eroe, che è buono in purezza, e l’antagonista, che non è cattivo in assoluto, ma spinge a tifare per la sua redenzione.

Il primo è Ruffalo, quattro volte nominato all’Oscar e collaudato in ruoli esemplari. Stropicciato e appesantito interpreta Tom Brandis: un ex sacerdote, ora agente dell’FBI, che trascina un lutto lungo giornate tutte uguali. Brandis non opera più sul campo, ma va in giro con opuscoli e spillette dell’agenzia federale per arruolare nuove leve. Ogni giornata inizia con una preghiera e una secchiata di acqua e ghiaccio sul viso e termina in una semi-ebbrezza alcolica. La sua routine si spezza quando viene assegnato a una nuova task force che deve indagare su delle irruzioni armate avvenute nelle case dove si raccoglie la droga della zona.

Il ladro è Robbie, interpretato da Pelphrey. Candidato all’Emmy per la terza stagione di ‘Ozark’, qui veste i panni di un netturbino, dolente quarantenne, abbandonato dalla moglie con due figli preadolescenti, che insieme all’amico e collega Cliff (Raúl Castillo) capisce dall’immondizia quali spacciatori hanno appena smaltito la droga e hanno contanti in casa. E lì attacca, inizialmente come una sorta di Robin Hood, che ruba ai criminali. Presto però, i suoi piani di facile guadagno vanno in frantumi perché una rapina si conclude con quattro morti e un bambino in ostaggio.

“Tutto ciò che ho scritto in vita mia è nato dai personaggi – dice lo showrunner – Ho prima trovato i due protagonisti, con il loro carattere e la loro storia alle spalle. ‘Mare’ era un gioco di indovinelli, bisognava scoprire chi avesse compiuto il crimine. Qui lo sappiamo dall’inizio. Ma al centro c’è l’attesa angosciante del momento in cui i due mondi si scontreranno. La paura nasce dal chiedersi: cosa succederà quando Tom e Robbie si incontrano?” ‘Task’ non vive davvero di grandi colpi di scena. Funziona piuttosto come una serie di ritratti psicologici: di Tom e Robbie, entrambi alle prese con il lutto dopo perdite devastanti, e delle persone che gravitano attorno a loro. “Credo che ciò che Mark e Tom portano al ruolo sia la compassione e la gentilezza – commenta Ingelsby – Brandis non è il detective tutto d’un pezzo, ma un uomo costantemente alla ricerca del bene nelle persone. Robbie non è un criminale spietato: ama i suoi figli, prova a dar loro un futuro migliore. Questo rende ancora più potente lo scontro tra i due protagonisti”.

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