Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano, ha affermato che la gestione dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran si è ormai consolidata a livello internazionale, aggiungendo che i paesi ora richiedono l’autorizzazione, pagano delle tariffe e attraversano il canale sotto la guida della Marina delle Guardie Rivoluzionarie.
Scrivendo su X, Rezaei ha affermato che il presidente Donald Trump era l’unica persona che non vuole accettare la realtà. “Di tanto in tanto manda il suo esercito ad aprire lo stretto.
Arrivano, vengono sconfitti e tornano indietro”, scrive Rezaei.
Gli Usa e l’Iran hanno compiuto buoni progressi sull’estensione del cessate il fuoco, ma il presidente Donald Trump non è ancora pronto ad approvare l’accordo. Lo ha detto il vicepresidente JD Vance, secondo cui “ci stiamo confrontando su un paio di punti relativi alla formulazione del testo. Abbiamo fatto molti progressi in tal senso”. Parlando coi media poche ore dopo che fonti Usa hanno riferito che le due parti avrebbero raggiunto l’intesa, Vance ha espresso l’auspicio che si continui “a fare progressi” per mettere il tycoon “nella posizione di poter avallare l’accordo”.
Anche se, “ovviamente, la questione è ancora da definire”.
“È difficile dire esattamente quando, o se, il presidente firmerà il memorandum. Non posso garantire che ci arriveremo, ma allo stato sono abbastanza fiducioso”, ha aggiunto. Secondo le ipotesi circolate, l’accordo estenderebbe la tregua per altri 60 giorni e consentirebbe il transito di merci attraverso lo Stretto di Hormuz, dando il via ai negoziati sulle questioni più spinose come il programma nucleare iraniano. Se approvato, rappresenterebbe il passo più importante verso la pace dall’inizio del conflitto, il 28 febbraio.
Il possibile accordo è maturato dopo una serie di attacchi reciproci tra Usa e Iran, l’ultimo episodio del genere dall’entrata in vigore del cessate il fuoco all’inizio di aprile. Trump non ha ancora dato il suo via libera e l’Iran non ha commentato la notizia della proposta di accordo, riportata da Axios. L’agenzia di stampa iraniana Tasnim, citando una fonte vicina al team negoziale, ha riferito che il testo della possibile intesa non è stato ancora finalizzato né confermato.
Il Pakistan, che svolge il ruolo di mediatore, ha annunciato che il suo ministro degli Esteri, Ishaq Dar, incontrerà il segretario di Stato americano Marco Rubio a Washington il 29 maggio, malgrado il significato della visita non sia chiaro.
Il tycoon ha ripetutamente affermato che la fine della guerra è vicina sin da metà marzo, malgrado le due parti abbiano mostrato scarsi progressi pubblici verso un terreno comune. L’Iran, ad esempio, ha chiesto la revoca delle sanzioni, lo sblocco dei beni all’estero e il ritiro delle forze statunitensi dalla regione. Washington ha chiesto all’Iran di smantellare il suo programma nucleare, che Teheran afferma essere a fini pacifici, oltre che la consegna del materiale fissile altamente arricchito.
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