Tennis: la parabola del Golfo, la guerra ferma anche il Six Kings Slam – Notizie – Ansa.it


La guerra ferma il Six Kings Slam. Il torneo esibizione di tennis, in programma a Riad dal 21 al 24 ottobre, è stato rinviato al 27 dicembre. Un colpo duro per gli organizzatori sauditi che avevano messo sul piatto ben 13 milioni di dollari, pur di ospitare tra gli altri Carlos Alcaraz, Novak Djokovic e Alexander Zverev. Ma è soprattutto un danno per l’Arabia Saudita che cerca da anni di rilanciare la propria immagine attraverso lo sport. Già fiaccata dai missili e dai droni dei ribelli Houthi che hanno colpito e portato alla chiusura l’aeroporto internazionale di Riad, la monarchia saudita deve fare i conti con una debacle fino allo scorso anno inimmaginabile.

Da nuova ricchissima “mecca” dello sport mondiale, tutta l’area del Golfo Persico si è trasformata in un problema per organizzatori e atleti. Da un lato ci sono gli impegni finanziari legati ai vecchi contratti da rispettare, dall’altro la minaccia sempre più pesante dello scontro bellico con Iran e i ribelli dello Yemen. Il rinvio del Six Kings Slam è legato a questioni logistiche e di sicurezza che difficilmente si risolveranno in tempo breve. Ormai, nel Golfo, la lista di eventi annullati o rinviati inizia a farsi lunga. Negli scorsi mesi Qatar, Emirati Arabi, Kuwait, Arabia Saudita hanno dovuto cancellare o rinviare ad altra data numerosi tornei. Dall’equitazione, alla vela, al pugilato. A fare più rumore è stato l’annullamento della “Finalissima 2026” tra Spagna e Argentina: la sfida tra i campioni d’Europa e quelli del Sudamerica prevista a Lusail lo scorso 27 marzo.

 

 

Anche il Gp di F1 dell’Arabia Saudita è stato cancellato; quello del Bahrain, già rinviato dallo scorso aprile, si è tenuto ad inizio ottobre in Malesia. Ieri la Federcalcio saudita ha annunciato il rinvio a febbraio di tre partite della Saudi League, quella dove gioca Cristiano Ronaldo. E così, l’uno dopo l’altro, calcio, tennis, Formula 1 e MotoGp hanno lasciato la regione. E con loro anche il golf. Il Pif, il fondo sovrano saudita che è anche il finanziatore e proprietario di quasi tutti i club della Saudi League di calcio, ha ritirato il proprio sostegno finanziario alla LIV Golf League. Se la guerra con gli Houthi non si fermerà, aumenteranno gli eventi sportivi costretti a lasciare il Golfo. Ora l’attenzione è tutta per i due Gran Premi di Formula 1 che il Golfo ospiterà nei prossimi mesi: Qatar (27-29 novembre) e Abu Dhabi (4-6 dicembre). Al momento gli impegni sono confermati seppure con riserva, anche se crescono le perplessità. Ad inizio mese, anche il pilota di F1, Max Verstappen, si era espresso negativamente in vista dei prossimi Gp nel Golfo: “Solitamente sono felice di andare a correre in Qatar e ad Abu Dhabi, però, con una guerra lì vicino e con dei Paesi in conflitto, penso che non dovremmo andarci – ha detto l’olandese – Non importa che ci sia un contratto o meno. Ma alla fine non decido io”.

La Formula 1 sembra intenzionata a confermare le due prossime gare nell’area anche se ha comunque preallertato i gestori del circuito italiano di Imola nell’eventualità si debba cambiare all’ultimo momento e sostituire Abu Dhabi per la gara di dicembre che chiude il mondiale. Un duro colpo alla propria credibilità per chi, incurante delle accuse di sport-washing, aveva puntato proprio su questo tipo di eventi per rilanciare la propria immagine a livello internazionale. Le mille luci degli alberghi extralusso con Ferrari e fuoriserie parcheggiate hanno lasciato spazio ai cristalli in frantumi degli hotel e ai segni neri del fumo causati dall’impatto dei missili. Il flusso di petrodollari si è arrestato. E si parla di tanti soldi. Si stima che la sola Arabia Saudita negli ultimi 5 anni abbia investito per lo sport non meno di 10 miliardi di dollari.

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