Tensione sul fine vita, scontro sulla macchina del Cnr – Notizie – Ansa.it

Tensione sul fine vita, scontro sulla macchina del Cnr – Notizie – Ansa.it


Un altro caso Libera è tecnicamente possibile. E chissà se potrà avverarsi l’ultimo auspicio della donna malata di sclerosi multipla, paralizzata dal collo in giù e morta il 25 marzo con il suicidio assistito, affinché “nessuno aspetti due anni per un suo diritto”.

 

Lo strumento che le ha consentito di somministrarsi il farmaco letale – mandato in vena con un puntatore che ha attivato lei stessa muovendo gli occhi e realizzato dal Cnr, su incarico del tribunale di Firenze – “è riproducibile”, “adattabile ai pazienti” e “consente l’espressione della loro volontà”. Lo spiega in commissione al Senato Emilio Campana, direttore del dipartimento di Ingegneria Ict del Cnr che mette così un punto fermo sulla possibilità per i malati che non possono assumere autonomamente un farmaco. E dalle stanze del Senato si riaccende lo scontro sulla legge sul fine vita. Anche nel centrodestra. Se per i meloniani l’auto-somministrazione è sempre stata tecnicamente impossibile in Italia,a parte il caso eccezionale di Libera (che è stato il primo), a spingerla è Forza Italia. Di recente l’ha inserita in un suo emendamento al testo di maggioranza (dicendo che gli strumenti “devono essere reperiti dal Consiglio nazionale delle ricerche”). Quindi ora accelera. “Chiederò di calendarizzare l’esame del ddl in aula prima possibile”, annuncia Stefania Craxi, presidente degli azzurri al Senato. E’ lei a incarnare la svolta liberale voluta da Marina Berlusconi per il partito, e ora pronta a votare gli emendamenti al testo di maggioranza, fermi in commissione da un anno. “Una risposta è necessaria, spero in uno scatto e una presa di coscienza del Parlamento”, ribadisce.

 

Dalle opposizioni parte l’affondo contro la destra che “finora ha affossato la legge”, ricordando che era prevista a inizio giugno – nel testo condiviso dal centrosinistra, a nome del dem Alfredo Bazoli – e rimandata in commissione. Proprio Bazoli esclude che si discuta del testo dei relatori di maggioranza Zanettin-Zullo, visto che “esclude il Servizio sanitario nazionale, restringe le condizioni e prevede un comitato unico nazionale nominato dal governo”. Nel mirino della sinistra finisce pure il presidente del Cnr, Andrea Lenzi, sentito in audizione il 16 giugno e che aveva ridimensionato il coinvolgimento del Cnr come un incarico dato dal tribunale fiorentino all’ingegnere Campana, indicato dall’associazione Luca Coscioni e autorizzato a realizzare e consegnare il prototipo per l’auto-somministrazione. Bypassando di fatto la presidenza dell’ente di ricerca, e chiarendo che quello strumento “non è nella disponibilità della Cnr”.

 

Campana invece ha detto di aver condiviso ogni passaggio con la presidenza, di persona e via mail. Compresa la nota in cui è stato riferito ai giudici che “è possibile ipotizzare lo sviluppo in tempi rapidi di alcune copie identiche del dispositivo, da mettere a disposizione delle aziende sanitarie locali o del Ssn”. Ha chiarito infine che non è un dispositivo medico ai sensi del regolamento Ue e che è costato 10 mila euro pagati dall’Ausl. Campana,che ha assistito all’addio di Libera, ha concluso dicendo che della sua storia quello che l’ha colpito di più umanamente è stato il fatto che fosse circondata da persone “le cui vite erano bloccate per darle assistenza. Questo mi ha consentito di capire che era la cosa giusta da fare”.

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