Un nuovo doppio allarme di OpenAI e Anthropic, coppia di punta dell’intelligenza artificiale a stelle e strisce, scuote ancora il settore. Mentre Donald Trump vede alla Casa Bianca i big del comparto e parla di “autoregolamentazione”, non di paletti, anticipando che gli Usa valutano “un comitato di 10 persone per vigilare sull’IA. Esistono già meccanismi di controllo istituzionali, come quelli del Dipartimento di Giustizia e dell’Fbi”. OpenAI ha rinunciato al lancio del suo ultimo modello di nuova generazione a causa dei timori sulla sicurezza sollevati dai ricercatori durante i test. Anthropic, invece, ha messo nero su bianco nel prospetto di quotazione della sua Ipo multimiliardaria che la sua tecnologia potrebbe comportare rischi esistenziali per l’umanità. Nel mezzo delle pressioni per la ricerca di un equilibrio tra innovazione e regolamentazione , il settore continua a essere al centro delle polemiche. La startup di Sam Altman avrebbe voluto lanciare Gpt-6.1 Astra, ma il modello non è risultato abbastanza affidabile. Secondo il responsabile dei sistemi di sicurezza Saachi Jain, il modello ha ottenuto risultati scadenti nella capacità di attenersi alle aspettative degli umani e mostrato maggiore propensione all’inganno. La società ha deciso di ripiegare su Gpt-6.1 Sol: un prodotto di fascia media, con costi 5 volte inferiori rispetto al suo prodotto di punta, come annunciato alla conferenza annuale (DevDay) di San Francisco dedicata agli sviluppatori. Anthropic, invece, ha dedicato circa un terzo del suo corposo documento per riportare i “fattori di rischio” delle sue atti vità, inclusa la possibilità per i modelli avanzati di mostrare condotte imprevedibili: potenziali “rischi catastrofici o esistenziali”, inclusi comportamenti di autoconservazione. Trump, tuttavia, tira dritto sulla convinzione che l’IA sia un fattore essenziale per la supremazia tecnologica contro la Cina nella convinzione che “chi controlla l’IA vince tutto”, in base al suo mantra. “Dicono sempre che è troppo complicato, ma non lo è”, ha detto il presidente Usa presentando il nuovo sito del governo ‘America.gov’, alimentato da quella che lui ha ribattezzato ‘Superintelligenza’, destinata a diventare il nome ufficiale dell’IA.
Che la sfida sia contro il Dragone l’ha confermato anche lo studio ‘Who’s Ahead in the Global AI Talent Race?’ del Carnegie Endowment for International Peace, secondo cui Pechino ha superato Washington come principale sede di lavoro per i ricercatori di punta nel campo dell’intelligenza artificiale: 41% contro 34% nel 2025 a fronte di, rispettivamente, 27% e 46% del 2022. Intanto, il tycoon ha ospitato più di trenta invitati al pranzo alla Casa Bianca con i protagonisti dell’intelligenza artificiale americana, annunciando la ‘setting chart’ nella East Room e postando su Truth la foto dell’assegnazione dei posti. Oltre al tycoon, al suo vice JD Vance e allo speaker della Camera Usa Mike Johnson, nella lista ci sono i vertici di Anthropic (Dario Amodei), OpenAI (Sam Altman) e Palantir (Alex Karp). Alla destra di Trump, Jensen Huang (Nvidia) e Mark Zuckerberg (Meta), alla sua sinistra Elon Musk (SpaceX) e Sundar Pichai (Google). Presenti tra gli altri anche Satya Nadella (Microsoft) e Jeff Bezos (Amazon). “E’ un onore lavorare con questo gruppo di persone molto intelligenti”, ha detto Trump alla fine dell’incontro. “Siamo molto allineati. Queste persone amano il loro Paese”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
