Non si ferma al sud la protesta di autotrasportatori e agricoltori contro il caro carburante mentre il prezzo medio del gasolio continua a volare arrivando, secondo i dati del Mimit, a sfiorare i 2,3 euro al litro sulla rete autostradale in modalità self service (2,296) e 2,257 sulla rete stradale. Ulteriore aumento che, secondo le stime del Codacons, fa lievitare il prezzo medio del gasolio di quasi il 40% in più rispetto allo scorso anno. Anche oggi Tir e mezzi pesanti e trattori, hanno presidiato alcuni punti strategici della rete stradale in Calabria, Sicilia e Puglia, con la Calabria che vede una quindicina di presidi per la protesta proclamata da Fedralog, la Federazione regionale della logistica, ai quali partecipano circa 400 mezzi e con il 60% degli aderenti fermi nei piazzali secondo le stime dell’organizzazione.
Video Caro-carburanti, camion fermi sulla Statale 18 in Calabria
Dalla strada si guarda con grande attenzione a quello che succederà la prossima settimana, quando il ministro dei Trasporti Matteo Salvini incontrerà a Milano le principali sigle dell’autotrasporto prima che il 27 si tenga una riunione al ministero a Roma. Per Unatras, l’anticipo è positivo ma dovrebbe riguardare solo le organizzazioni nazionali presenti nell’Albo degli autotrasportatori, ma è lo stesso Salvini ad aprire alla possibilità di un incontro anche con gli autotrasportatori calabresi, siciliani e pugliesi. Parlando al telefono stamani con uno dei manifestanti in presidio al casello di Poggio Imperiale (Foggia), grazie all’intermediazione del consigliere regionale pugliese e segretario provinciale della Lega, Napoleone Cera, infatti, il ministro ha ricordato che il 20, ci sarà il tavolo tecnico istituzionale con sindacati e associazioni di categoria aggiungendo “posso convocare un altro tavolo con voi, un incontro dedicato al Sud, partendo da una delegazione di Puglia, Calabria e Sicilia”.
Ed è quello che auspicano nelle tre regioni. In Calabria, così come in Puglia, gli autotrasportatori hanno già annunciato l’intenzione di portare i loro mezzi a Roma in assenza di risposte concrete – “le parole non bastano più” ripetono in coro – mentre quelli siciliani hanno ribadito che se il ministro accetta di incontrarli il 20 ottobre – una richiesta rivolta direttamente a Salvini anche dal governatore siciliano Renato Schifani – il fermo verrà revocato, altrimenti proseguirà sino al 27. Un appello al governo ad intervenire e a fare presto che giunge anche dalla Conferenza episcopale di Basilicata e dai sindaci metropolitani del Coordinamento Anci.
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