Travolse e uccise lo zio di Laura Pausini, arrestato per furto – Notizie – Ansa.it

Travolse e uccise lo zio di Laura Pausini, arrestato per furto – Notizie – Ansa.it


Tre mesi fa travolse e uccise Ettore Pausini, lo zio della cantante Laura, che stava facendo il suo giro in bici sulle strade di Bologna, senza peraltro fermarsi a prestare soccorso. Nei giorni scorsi è stato di nuovo arrestato perché, sempre nella stessa strada, è stato sorpreso mentre stava tentando un furto in un magazzino di fiori.

Il giovane di 29 anni, riminese con cittadinanza moldava e rumena, è stato sorpreso di notte dai poliziotti delle Volanti a rubare in un magazzino di un fioraio in via Stradelli Guelfi, alla perifera di Bologna la stessa strada dove aveva investito Pausini. L’uomo aveva in mano un piede di porco e una torcia.

L’allarme era scattato perché il proprietario del magazzino aveva visto dalle telecamere di sorveglianza uno sconosciuto incappucciato all’interno del magazzino e aveva chiamato la polizia. Quando i poliziotti sono arrivati aveva danneggiato un lucchetto, forzato la porta e manomesso l’impianto di sorveglianza ma non era ancora riuscito a rubare nulla. Gli agenti lo hanno bloccato mentre stava tentando di scappare e gli anno sequestrato torcia, piede di porco e guanti. Ieri in direttissima il giudice ha convalidato l’arresto e disposto l’obbligo di firma.

Il giovane era stato protagonista dell’investimento che è costato la vita al 78enne Ettore Pausini, che oltre ad essere il fratello del padre della cantante, che la prossima settimana sarà protagonista al festival di Sanremo in veste di conduttrice, era anche molto conosciuto a Bologna, sia per essere il barbiere storico di piazza Azzarita, sia per la sua attività di volontario e testimone dell’associazione Onconauti, che assiste e sostiene i pazienti oncologici.

Pausini venne travolto il 2 novembre alle 13,20 mentre in bici pedalava lungo via Stradelli Guelfi verso il centro, dove oggi una bici bianca al margine della strada lo ricorda. L’Opel Astra guidata dal 29enne che procedeva in direzione opposta lo aveva centrato e ucciso a causa dell’alta velocità. Il giovane era scappato senza prestare soccorso, ma alcuni testimoni avevano assistito alla sua fuga.

Poi aveva abbandonando l’auto, che apparteneva ad un amico, poco distante dal luogo dell’investimento. I vigili urbani di Bologna avevano rintracciato il proprietario che aveva detto il nome della persona che era la guida. Lui si era costituito il giorno dopo alla polizia locale. All’epoca risultava incensurato per quel fatto venne indagato a piede libero per omicidio stradale e omissione di soccorso.

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