Ci sono tante
storie della Valnerina umbra, di persone, di oggetti,
filastrocche, ricette e tutto ciò che appartiene alla
letteratura nello speciale jukebox degli anni Cinquanta che non
suona canzoni ma racconta anche leggende e memorie della
tradizione popolare. È la nuova attrazione della Casa dei
racconti di Vallo di Nera, uno dei borghi più belli d’Italia in
provincia di Perugia, dove un antico fonografo elettrico
automatico è stato trasformato in uno strumento capace di
custodire e tramandare il patrimonio immateriale del territorio.
“Questo è il jukebox delle storie, uno strumento che non
solo evoca la memoria ma la contiene”, racconta all’ANSA la
sindaca di Vallo di Nera, Agnese Benedetti. Collocato nella Casa
dei racconti, antenna dell’ecomuseo della Valnerina, funziona
esattamente come quelli che per decenni hanno animato bar e
luoghi di ritrovo. “Con una moneta da 50 centesimi si ha diritto
ad ascoltare tre storie, proprio come una volta si ascoltavano
le canzoni”, spiega Benedetti. Un modo originale per avvicinare
visitatori e bambini alle radici culturali della valle
attraverso il fascino di un oggetto simbolo del dopoguerra
italiano.
Al momento il repertorio comprende circa cento racconti, “ma
il patrimonio è molto più vasto e può essere continuamente
implementato”, sottolinea la sindaca. “Le storie vagano tra i
nostri paesi – aggiunge -, tra le nostre pietre. Non c’è angolo
della Valnerina che non sia spiegato da una leggenda, da una
storia antica o da una vallanata, che è una delle forme
narrative più caratteristiche di Vallo di Nera”.
La Casa dei racconti nasce nell’ambito del progetto “La
Terra dei racconti”, avviato nei primi anni Duemila e aperto al
pubblico nel 2005. “Ogni comune dell’ecomuseo ha scelto una
parola chiave per raccontarsi”, ricorda Benedetti. “Noi -
conclude – abbiamo scelto i racconti, perché la produzione di
narrazioni popolari è uno degli elementi più vivi della nostra
identità”.
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