Trentacinque anni fa la Guerra del Golfo, la prima ‘in diretta’ tv – Notizie – Ansa.it

Trentacinque anni fa la Guerra del Golfo, la prima ‘in diretta’ tv – Notizie – Ansa.it


All’alba del 2 agosto 1990 i carri armati dell’esercito iracheno agli ordini del presidente Saddam Hussein invadevano il Kuwait, accusato di aver estratto illegalmente petrolio da pozzi a ridosso del confine. Con questa azione a sorpresa iniziava la Guerra del Golfo, della quale ricorrono sabato i 35 anni dallo scoppio.

Un conflitto che, in quasi sette mesi, è costato la vita a oltre 5mila civili, a 30mila soldati iracheni e a circa 500 militari della coalizione guidata dagli Usa. La guerra del Golfo è anche passata alla storia per essere stata la prima trasmessa in diretta televisiva, in particolare dalla CNN americana. La guerra è poi ricordata, in particolare in Israele e in Arabia Saudita, per il ricorso da parte dell’Iraq ai missili Scud sparati contro lo Stato ebraico e il regno del Golfo, alleati degli Stati Uniti nella regione. La risposta della coalizione fu lo spiegamento e il lancio dei Patriot, missili che riuscirono a ridurre al minimo la minaccia degli Scud, abbattendoli in volo prima del loro impatto sugli obiettivi.

L’Iraq invase il Kuwait dopo aver per settimane minacciato una “ritorsione militare” all’estrazione “illegale” di petrolio da parte del piccolo emirato del Golfo da pozzi a ridosso del confine. Dopo aver ammassato uomini e mezzi dalla seconda metà di luglio, le truppe varcarono la frontiera di sabbia alle 3 di mattina del 2 agosto. Per gli Stati Uniti, sostenitori del Kuwait, era un atto di guerra. Cinque giorni dopo, cominciava l’operazione Scudo del Deserto e le prime truppe americane arrivarono in Arabia Saudita. All’indomani, Saddam Hussein proclamava l’annessione del Kuwait come 19/ma provincia dell’Iraq. Dopo l’invio di truppe britanniche e francesi alle basi saudite, il Consiglio di sicurezza dell’Onu passò nel novembre la risoluzione n.678, che imponeva a Baghdad la data del 15 gennaio 1991 come termine ultimo per ritirare le sue forze dal Kuwait. Il 17 gennaio cominciarono i raid aerei e cinque settimane dopo, il 24 febbraio, prese il via l’operazione di terra, che in meno di quattro giorni costrinse l’Iraq ad accettare il cessate il fuoco. Il presidente Usa George H. W. Bush annunciò la vittoria e la liberazione del Kuwait.

In guerra persero la vita 3.600 civili iracheni, un migliaio di kuwaitiani e altri 300 uccisi di varie nazionalità. Non si hanno bilanci precise delle vittime militari irachene, stimate attorno alle 30mila unità. I soldati americani uccisi furono 292, la metà (145) da fuoco amico, e quelli del Kuwait circa 200.

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