Trump ai minimi, Vance: ‘Deciderò sul 2028 dopo le midterm’ – USA Midterm 2026 – Ansa.it


Il presidente Donald Trump scivola ancora nei sondaggi, ai nuovi minimi storici, a due settimane dalle midterm. Il suo vice JD Vance segnala l’importanza del voto del 3 novembre, anche ai fini delle scelte personali. “C’è, ovviamente, la possibilità che non mi candidi” alle presidenziali del 2028, afferma il vicepresidente a Cbs News, ribadendo che la riserva sarà sciolta dopo le elezioni in quella che, per la prima volta, è stata presentata come una decisione “familiare”, capace di tenere nella giusta considerazione le esigenze dei quattro figli piccoli e il punto di vista di sua moglie sulla politica.

Le prospettive dei repubblicani per mantenere il risicato controllo del Congresso si assottigliano con Trump che vede il suo gradimento attestarsi al 33%, in base a una rilevazione di Washington Post-Abc News-Ipsos. La disapprovazione nei suoi confronti sale al 66%, con il 52% fortemente contrario verso la sua azione politica. La perdita netta di consenso sfiora il 4% rispetto a un sondaggio di luglio e l’8% su uno fatto a ottobre del 2025, con il paradosso che ora, per la prima volta in oltre un decennio, i democratici sono considerati più affidabili del Grand Old Party sui dossier economici. Neanche il tesoretto di quasi un miliardo di dollari, almeno per ora, è riuscito a dare slancio ai repubblicani, a fronte di un elettorato alle prese con la frustrazione per la congiuntura economica, tra inflazione e costo della vita e carburanti alle stelle, e l’impopolarità della guerra in Iran. Dal Labor Day di inizio settembre al 14 ottobre, i gruppi repubblicani hanno investito oltre 740 milioni nelle elezioni per il Congresso, secondo un’analisi di Cnbc sui dati di AdImpact. Una cifra enorme che include almeno 220 milioni spesi da gruppi legati a Trump e con Elon Musk, il patron di SpaceX e Tesla, che ha donato altri 276 milioni di dollari a gruppi repubblicani, contribuendo a far raggiungere al Senate Leadership Fund, il super Pac dei repubblicani, un risultato record in un singolo trimestre.

Eppure, la massiccia campagna di spesa ha a malapena modificato lo scenario politico. Secondo le medie dei sondaggi di FiftyPlusOne, i dem sono in vantaggio in nove delle sfide più combattute per il Senato: Alaska, Georgia, Iowa, Kansas, Maine, Michigan, Minnesota, New Hampshire, Carolina del Nord, Ohio e Texas. Al punto che i repubblicani hanno spostato sempre più fondi dall’attacco alla difesa, investendo risorse in stati un tempo considerati sicuri, come Texas, Kansas e Nebraska, e ritirandosi dalle competizioni in Carolina del Nord e per la Camera. Oltre a fare leva su tematiche come la presenza di atleti transgender negli sport femminili, la sicurezza delle frontiere e il socialismo come elementi chiave per convincere gli elettori che i democratici sono troppo estremisti.

Uno scenario che spiega la prudenza di Vance sul nodo del 2028. Mentre, sul fronte dem, la deputata Alexandria Ocasio-Cortez, stella dei dem progressisti, è corsa in soccorso di Abdul El-Sayed, il candidato dem progressista al Senato Usa in Michigan, impegnato in una sfida serrata contro l’ex deputato repubblicano Mike Rogers. Ha alimentato nuove speculazioni sul suo futuro politico e sulle sue ambizioni presidenziali dopo l’inedito contributo da 1 milione di dollari dato alla campagna di El-Sayed. “Non voglio svegliarmi il 4 novembre rimpiangendo di non aver fatto abbastanza per contrastare le campagne diffamatorie contro Abdul. Sto dando tutto ciò che posso in questa battaglia”, ha detto Aoc. La sua mossa, per gli osservati, potrebbe segnalare la sua volontà di vedere un maggior numero di progressisti dei Democratic Socialists of America (Dsa), contribuendo al cambio della direzione del dibattito politico a Washington. In vista del grande salto del 2028.

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