Il presidente americano Donald Trump è stato accolto da pesanti fischi quando è stato inquadrato al momento dell’esecuzione dell’inno nazionale americano al Madison Square Garden di New York. Il tycoon si appresta ad assistere alla gara-3 delle Finals Nba tra i Knicks, la sua squadra, e i San Antonio Spurs.
I fischi sono finiti quando l’immagine di Trump, ripreso durante il saluto militare, è sparito dal maxischermo. Secondo il resoconto del pool dei media al seguito della Casa Bianca e le foto diffuse, il tycoon è in compagnia, nella sua suite, di un gruppo di stretti collaboratori tra cui Dan Scavino, numero due dello staff, il proprietario dei Knicks e tra i finanziatori della sua campagna elettorale James Dolan, il segretario agli Interni Doug Burgum, il segretario ai Trasporti Sean Duffy e la nipote del presidente, Kai Trump.
Alla partita dei New York Knicks contro gli Spurs una platea di celebrità
I New York Knicks hanno giocato in casa al Madison Square Garden davanti a una platea di celebrità: oltre al presidente americano Donald Trump e al sindaco Zohran Mamdani, affollano il parterre vip e personaggi politici. Le presenze confermate o segnalate dai media includono: Timothée Chalamet, Kylie Jenner, Spike Lee, Ben Stiller, Tracy Morgan, Tina Fey, DJ Khaled, Derek Jeter, Eli Manning e Larry David. Le immagini diffuse durante il prepartita mostrano che Chalamet, Stiller, Lee e Morgan sono tornati ai loro abituali posti del Celebrity Row, diventato uno dei simboli di questa cavalcata dei Knicks verso il titolo.
I Knicks steccano in gara-3 davanti a Trump, gli Spurs vincono 115-111
I Knicks steccano in gara-3 delle Finals Nba, di fronte al pubblico amico, e permettono ai San Antonio Spurs, dopo le due sconfitte di fila, di accorciare sull’1-2. Non è bastata la presenza del presidente Donald Trump, tifoso dei Knicks, fischiato quando è stato inquadrato al momento dell’esecuzione dell’inno americano: i padroni di casa sono stati sconfitti per 115-111 dopo una gara molto tirata e a lungo in equilibrio. I Knicks, che hanno interrotto la loro serie positiva di 13 vittorie di fila ai playoff, sono stati piegati di fatto dal francese Victor ‘Wemby’ Wembanyama che ha guidato gli Spurs con autorevolezza grazie al bottino di 32 punti (più 8 rimbalzi e 6 assist), mentre Stephon Castle ne ha realizzati 23. Jalen Brunson ha trascinato i Knicks con 32 punti e OG Anunoby ne ha messi a referto 28. Gli Spurs, soprattutto dopo essere andati sotto di sette punti all’intervallo, hanno saputo reagire, annullando subito lo svantaggio e rispondendo a ogni tentativo di rimonta dei Knicks. A 22 anni e 158 giorni, Wembanyama è il terzo giocatore più giovane nella storia delle Finals a realizzare una partita da 30 punti. Solo Alvan Adams (21 anni e 316 giorni) e Magic Johnson (20 anni e 276 giorni) ci sono riusciti in età inferiore. Mercoledì è in programma la gara-4.
Mamdani, 1.000 dollari per uno posto in piedi
Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, ha pagato di tasca sua un migliaio di dollari per un posto in piedi alla terza partita delle finali della Nba che vede la squadra di casa, i Knicks, scontrarsi con i San Antonio Spurs. Lo ha detto lo stesso Mamdani, indicando che i biglietti sono stati comprati dall’organizzazione delle partite. Allo showdown tra Knicks e Spurs assiste anche il presidente americano Donald Trump, nel box del proprietario della squadra di New York.
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