Trump avverte l’Iran, ‘il tempo stringe, in arrivo un’Armata’ – Notizie – Ansa.it

Trump avverte l’Iran, ‘il tempo stringe, in arrivo un’Armata’ – Notizie – Ansa.it


Il tempo per sedersi al tavolo e fare un accordo sul nucleare “sta per scadere” e “il prossimo attacco sarà molto peggio” di quello di giugno, quando gli Usa bombardarono i siti nucleari iraniani. Donald Trump rilancia su Truth la sua minaccia a Teheran mentre gli Stati Uniti mettono insieme in Medio Oriente un’enorme potenza di fuoco.

“Una massiccia Armada – ha avvisato il commander in chief – si sta dirigendo verso l’Iran. Si sta muovendo rapidamente, con grande potenza, entusiasmo e determinazione. È una flotta più grande, guidata dalla grande portaerei Abraham Lincoln, rispetto a quella inviata in Venezuela”. E “come con il Venezuela, è pronta, disposta e capace di adempiere rapidamente alla sua missione, con velocità e violenza, se necessario”, ha messo in guardia il tycoon, augurandosi che l’Iran presto “si sieda al tavolo” e “negozi un accordo giusto ed equo — nessuna arma nucleare — uno che sia vantaggioso per tutte le parti”.

In un’audizione al Senato, il segretario di Stato Marco Rubio è sembrato più prudente, spiegando che “quello che state vedendo ora è la capacità di posizionare risorse in Medio Oriente per difenderci da quella che potrebbe essere una minaccia iraniana contro il nostro personale”. Quindi una mossa per autodifesa. Ma ha assicurato che “l’Iran è più debole che mai”, incapace di affrontare una “economia al collasso”, ossia la radice delle proteste che a suo avviso torneranno a divampare in futuro, dopo l’uccisione di “migliaia di persone”.

Anche per il cancelliere tedesco Friedrich Merz “i giorni della Repubblica islamica sono contati”, perché “un regime non può mantenere il potere solo attraverso pura violenza e terrore contro la propria popolazione”. Ad indebolire ulteriormente il regime potrebbe essere il Consiglio Affari Esteri dell’Unione Europea, pronto ad approvare nuove sanzioni nei confronti dell’Iran e a discutere — su proposta dell’Italia — l’inclusione dei Guardiani della Rivoluzione nella lista delle organizzazioni terroristiche designate dall’Ue.

La Repubblica islamica ha risposto con toni di sfida alla minaccia di Trump. Il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, afferma su X che le forze armate del Paese hanno “il dito sul grilletto per rispondere immediatamente e con forza a qualsiasi aggressione”. E la missione di Teheran all’Onu ha avvisato su X che l’Iran “è pronto al dialogo basato sul rispetto e sugli interessi reciproci ma, se provocato, si difenderà e risponderà come mai prima d’ora”.

Il capo di Stato maggiore delle forze armate iraniane, Habibollah Sayyari, ha invece ammonito gli Stati Uniti contro qualsiasi “errore di valutazione”, dicendo che “anche loro subirebbero danni”. Nel mirino ci sono le basi americane nella regione. Pure l’ambasciatore cinese all’Onu, Fu Cong, ha messo in guardia il Consiglio di Sicurezza contro qualsiasi “avventurismo militare” in Iran, auspicando “che gli Stati Uniti e le altre parti interessate adottino ulteriori misure a favore della pace e della stabilità in Medio Oriente e evitino di esacerbare le tensioni e di gettare benzina sul fuoco”. Un monito che segue quello analogo del Cremlino, mentre Teheran ha diffidato i Paesi arabi vicini dal mettere a disposizione le basi per eventuali attacchi Usa.

Ora gli Usa hanno nella regione il gruppo d’attacco della portaerei Lincoln, che vanta tre cacciatorpediniere e aerei da guerra stealth f-35c, ed altre sei navi da guerra. La Bbc ha individuato caccia F-15 e decine di aerei cargo e rifornitori in arrivo in Medio Oriente, mentre aerei spia e droni sono stati osservati sul sito di tracciamento flightradar24 vicino allo spazio aereo iraniano. Si ritiene che alcuni di questi aerei stessero trasportando sistemi aggiuntivi di difesa aerea, il che suggerisce che gli Usa stiano prendendo misure per difendersi e proteggere i loro alleati del Golfo da eventuali attacchi di ritorsione, nel caso in cui Trump ordinasse un attacco.

Anche Londra ha inviato uno squadrone di caccia Typhoon nella regione “per rafforzare la sicurezza regionale”. Diverse le opzioni sul tavolo del tycoon: colpire siti militari, centri di potere dei pasdaran e delle milizie che reprimono i manifestanti, o tentare di decapitare la leadership iraniana, un target piu’ difficile e pericoloso.

 

Contatti Teheran-Riad-Doha sulle tensioni con gli Usa

 Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto una conversazione telefonica con il suo omologo saudita Faisal bin Farhan, durante la quale le due parti hanno messo in guardia dalle pericolose conseguenze di un’eventuale escalation delle tensioni nella regione per la pace e la stabilità regionali. Lo riporta l’agenzia iraniana Mehr, aggiungendo che i due ministri hanno sottolineato la responsabilità condivisa di tutti i Paesi della regione e la necessità di sforzi congiunti per mantenere la stabilità e la sicurezza regionali.
Le crescenti minacce degli Stati Uniti di attaccare l’Iran, se il Paese non abbandona le sue attività nucleari e missilistiche, hanno spinto Araghchi e i suoi omologhi regionali, tra cui lo sceicco del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al Thani e l’egiziano Badr Abdelatty, a tenere oggi conversazioni telefoniche separate per discutere la questione, aggiunge Mehr. 

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