Trump: ‘Cina e Russia possono comprare il petrolio dagli Usa’ – Notizie – Ansa.it

Trump: ‘Cina e Russia possono comprare il petrolio dagli Usa’ – Notizie – Ansa.it


 “Cina e Russia possono comprare il petrolio” dagli Stati Uniti. Lo ha detto Donald Trump durante l’incontro con le compagnie petrolifere alla Casa Bianca. “Siamo pronti a fare business”, ha detto ancora il presidente americano. gli “Stati Uniti a decidere quali compagnie potranno lavorare in Venezuela” ha anche detto il tycoon invitando le compagnie petrolifere riunite alla Casa Bianca che dovranno trattare con il governo americano e non con il Venezuela, per sfruttare le riserve petrolifere del Paese. “Tratterete direttamente con noi, non avrete alcun rapporto con il Venezuela, non vogliamo che abbiate rapporti con il Venezuela. Avranno garanzie di sicurezza”.

Exxon Mobil è pronta a valutare il suo ritorno in Venezuela. Lo ha affermato Darren Woods, ceo del colosso petrolifero statunitense, durante un incontro alla Casa Bianca con Donald Trump e altri dirigenti del settore petrolifero, secondo quanto riportato da Reuters online. “È assolutamente fondamentale istituire un team tecnico per valutare lo stato attuale del settore”, ha affermato Woods. “Siamo pronti a inviare una squadra sul campo”, ha aggiunto, affermando che i lavori potrebbero iniziare tra qualche settimana. Il ceo ha affermato che gli attuali quadri giuridici rendono il Venezuela non adatto agli investimenti e che sono necessari “cambiamenti significativi” nel Paese. “I nostri beni sono stati sequestrati due volte in questo Paese, quindi potete immaginare che per tornare una terza volta sarebbero necessari cambiamenti piuttosto significativi”, ha dichiarato citato dall’Afp. “Se si esaminano le strutture e i quadri giuridici e commerciali attualmente in vigore in Venezuela, si vede che è impossibile investire lì oggi”, ha affermato, aggiungendo tuttavia di essere “convinto” che la situazione possa cambiare grazie all’intervento di Washington.

“Eni è pronta ad investire in Venezuela”. Lo ha detto l’amministratore delegato della compagnia Claudio Descalzi a Donald Trump durante un incontro alla Casa Bianca. “Abbiamo 500 persone nel Paese. Siamo pronti a investire nel Paese e lavorare con le compagnie americane”, ha aggiunto l’ad di Eni.

 

Trump ha poi insistito che gli Stati Uniti prenderanno la Groenlandia “con le buone o con le cattive”. “Non vogliamo la Cina o la Russia come vicini”, ha aggiunto. “Al momento non parlo di soldi per la Groenlandia, ma potrei. Faremo qualcosa che gli piaccia o meno, perché se non lo facciamo la Russia o la Cina prenderanno il controllo”, ha detto ancora dicendo di essere un “grande fan della Danimarca”.

 

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Intanto, gli Usa hanno annunciato la cattura di un’altra petroliera nel Mar dei Caraibi. La quinta in appena un mese. La terza in una settimana. Un’operazione che le forze armate americane dicono di aver portato a termine prima dell’alba e nel pieno dei tentativi di Washington di bloccare le esportazioni di petrolio del Venezuela e aumentare allo stesso tempo la pressione politica ed economica sul governo di Caracas.

“Questa nave, un’altra petroliera della ‘flotta fantasma’ sospettata di trasportare petrolio soggetto a embargo, era partita dal Venezuela nel tentativo di eludere le forze americane”, tuona il governo statunitense, che indica la nave sequestrata come la “Olina”: un vascello cisterna che secondo il Wall Street Journal aveva prima un altro nome, “Minerva M”, e soprattutto sarebbe sotto sanzioni Usa già tempo perché accusata di trasportare greggio dalla Russia, che era alleata del regime di Maduro.

Tutto questo avviene proprio pochi giorni dopo il sequestro di un’altra petroliera da parte dei militari Usa: la Marinera, che aveva cambiato bandiera passando sotto quella della Russia e che secondo Washington apparteneva anch’essa alla flotta ombra legata al Venezuela. Il sequestro della Marinera nell’Atlantico del nord ha scatenato l’ira di Mosca e Pechino.

Però il Cremlino – che probabilmente vuole tenere una linea aperta con gli Usa, anche sullo sfondo dei difficili negoziati sull’Ucraina invasa – ha annunciato il rilascio di due cittadini russi membri dell’equipaggio. E ha detto di “accoglierlo con favore” e di “esprimere gratitudine alla leadership degli Stati Uniti”. La cattura di un’altra petroliera difficilmente però farà piacere a Mosca.

Ha invece ricevuto il plauso di Kiev, che ha a sua volta definito la Olina “parte della ‘flotta ombra’ della Russia”. Gli Usa affermano che i militari che hanno sequestrato la petroliera siano partiti dalla portaerei “Gerald R. Ford”: un gigante dei mari ora schierato nei Caraibi dall’amministrazione Trump, le cui truppe hanno catturato in un’operazione militare il presidente venezuelano Nicolas Maduro lasciando però al potere la sua vice Delcy Rodriguez. Ora è lo stesso Trump a dire apertamente di voler mettere le mani sul greggio venezuelano, al punto che pochi giorni fa ha dichiarato che Caracas “consegnerà agli Stati Uniti tra i 30 e i 50 milioni di barili di petrolio”.

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