Donald Trump non andrà a Ground Zero per le commemorazioni dei 25 anni dal peggior attacco terroristico contro gli Stati Uniti dopo Pearl Harbor. Non è la prima volta che un presidente diserta la cerimonia sul sito in cui crollarono le Torri Gemelle ma non era mai successo durante un anniversario storico.
Dietro alla decisione del tycoon ci sarebbe, secondo il New York Times, il rifiuto da parte dell’ente che gestisce il memoriale di fargli tenere un discorso. E’ dal 2012 che ai politici è vietato prendere la parola durante le commemorazioni, una scelta del National September 11 Memorial and Museum per mantenere il luogo al di fuori delle dinamiche politiche concentrandosi sulla solennità della ricorrenza.
Nei primi dieci anni dall’attacco nel quale morirono quasi 3.000 persone, i politici erano soliti leggere poesie o documenti storici americani, come il discorso di Gettysburg. Adesso si limitano ad ascoltare i familiari delle vittime che leggono i loro nomi.
Fino a metà agosto la presenza di Trump al World Trade Center era ancora in agenda tanto che il Secret Service e il suo staff avevano già effettuato i sopralluoghi. Poi il cambio di programma improvviso: JD Vance rappresenterà la Casa Bianca a New York e il presidente sarà al Pentagono dove terrà un discorso. L’anno scorso la cerimonia al dipartimento della Difesa con il presidente fu spostata all’ultimo momento in un luogo più sicuro poiché 24 ore prima l’attivista di destra Charlie Kirk era stato assassinato nel campus dell’università dello Utah.
Secondo il New York Times, dietro alla scelta di non presenziare a Ground Zero c’è anche il fatto che il giorno dopo The Donald partirà per l’Irlanda per assistere al torneo di gold Irish Open al suo club di Doonbeg. Far decollare l’Air Force One dall’aeroporto John F. Kennedy o da quello di Newark Liberty nel New Jersey causerebbe disagi al traffico aereo e stradale ben maggiori rispetto a una partenza dalla base militare di Andrews in Maryland, come sempre. All’evento a Manhattan dovrebbero partecipare, tra gli altri, l’ex sindaco Rudolph Giuliani, l’ex presidente Bill Clinton con la moglie Hillary, l’ex presidente George W. Bush con la moglie Laura e l’ex presidente Barack Obama.
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