Donald Trump ha deciso di fare un passo indietro nella mediazione Russia e Ucraina e vuole che Mosca e Kiev organizzino un incontro tra i loro leader senza intervenire direttamente per ora. Lo hanno riferito funzionari della Casa Bianca al Guardian. In un’intervista con il conduttore del talk Mark Levin martedì, il presidente ha anche affermato di ritenere che sarebbe stato meglio per Putin e Zelensky incontrarsi senza di lui, in un primo momento. Un alto funzionario Usa ha definito la nuova posizione del tycoon una sorta di “atteggiamento attendista”, testimoniato anche dal fatto che Trump ha affidato il dossier a Rubio.
In un post su Truth il presidente Usa ha quindi sottolineato che “è molto difficile, se non impossibile, vincere una guerra senza attaccare il Paese invasore. È come una grande squadra che ha una difesa fantastica, ma non può giocare in attacco. Non c’è possibilità di vincere!”. “E così è stato con l’Ucraina e la Russia. Il corrotto e incompetente Joe Biden non ha permesso all’Ucraina di attaccare ma solo di difendersi e come è andata?”, ha attaccato il presidente americano ribadendo che “questa è una guerra che non sarebbe mai accaduta se fossi stato presidente” e annunciando che “ci aspettano tempi interessanti”.
Il vicepresidente americano JD Vance, da parte sua, ha sottolineato che gli europei dovranno assumersi la grande parte del peso delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina e l’Europa dovrà fare la “parte del leone”. “Non penso che noi dovremmo farci carico di questo peso. Credo che dovremmo essere d’aiuto se necessario per fermare la guerra – ha osservato Vance -. Ritengo che dovremmo aspettarci, e il presidente di sicuro se lo aspetta, che l’Europa svolga un ruolo guida. Qualunque sia la forma che assumerà, gli europei dovranno farsi carico della maggior parte dell’onere”, ha spiegato Vance.
Nei negoziati per porre fine alla guerra in Ucraina, la Russia vuole “alcuni porzioni di territorio, la maggior parte delle quali ha già occupato, ma alcune non ancora”., ha spiegato ancora Vance in un’intervista a Fox News aggiungendo che “è proprio lì che si trova il nocciolo della trattativa”. Dal canto suo, ha affermato, “l’Ucraina vuole essere sicura di non essere invasa di nuovo dalla Russia. Vuole essere sicura di mantenere l’integrità territoriale a lungo termine”.
Zelensky, incontro con Putin solo dopo accordo su garanzie
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che un incontro con il presidente russo Vladimir Putin sarà possibile solo dopo un accordo sulle garanzie di sicurezza per l’Ucraina. “Non c’è ancora alcun segnale da Mosca che indichi una reale intenzione di avviare negoziati sostanziali e porre fine a questa guerra. È necessaria una pressione. Sanzioni severe, dazi elevati. La Russia sta potenziando le sue forze sul fronte meridionale”.
“Zaporizhzhia: il nemico si sta rinforzando”, ha detto Zelensky in un commento diffuso oggi ai media. “Possiamo vedere che continuano a trasferire parte delle loro truppe dalla direzione di Kursk a Zaporizhzhia”, ha aggiunto.
Zelensky ha inoltre reso noto di aver chiesto al presidente statunitense Donald Trump di convincere il presidente ungherese Viktor Orban a smettere di bloccare l’adesione dell’Ucraina all’Ue.
Ieri era emerso che Trump ha chiamato Orban per esortarlo a togliere ogni ostacolo all’adesione di Kiev all’Ue.
Zelensky ha affermato che l’incontro con il russo Vladimir Putin potrebbe tenersi in Svizzera, Austria o Turchia
Lavrov, ‘inaccettabili truppe straniere in Ucraina. Comploto europeo contro la pace’
Fornire garanzie di sicurezza all’Ucraina con un “intervento militare straniero” è assolutamente inaccettabile. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, citato dall’agenzia Interfax.
“Come mostrano le discussioni dell’Occidente con la parte ucraina, tutti questi piani sono sostanzialmente legati alla concessione di garanzie tramite un intervento militare straniero in una parte del territorio ucraino”, ha affermato Lavrov in una conferenza stampa congiunta dopo un incontro con il ministro degli Esteri indiano, Subrahmanyam Jaishankar.
“Spero vivamente – ha aggiunto il capo della diplomazia russa – che coloro che coltivano tali piani, o stanno semplicemente cercando di attirare l’attenzione su di sé, comprendano che ciò sarà assolutamente inaccettabile per la Federazione Russa e per tutte le forze politiche di buon senso in Europa”.
Lavrov ha anche denunciato un “complotto” dei Paesi europei per cercare di ostacolare il processo di pace in Ucraina così come delineato da Vladimir Putin e Donald Trump nei loro contatti, ed ha auspicato che “questa avventura fallisca”.
“Anche gli analisti stranieri, gli osservatori esteri – ha detto Lavrov, citato dalla Tass – quando descrivono la situazione attuale e l’attività senza precedenti dei rappresentanti europei, giungono alla stessa conclusione: cioè che l’obiettivo è sovvertire l’agenda, che si concentra sull’eliminazione delle cause primarie [della crisi ucraina] e quindi sul raggiungimento di una regolamentazione sostenibile, e spostare tutto sul piano della garanzia della sicurezza dell’Ucraina senza la partecipazione della Federazione Russa”.
“E tutto ciò – ha aggiunto – ignorando gli interessi russi e sottolineando la necessità di proteggere l’Ucraina da futuri attacchi”. “Questo – ha proseguito il ministro degli Esteri russo – è evidente a tutti, a mio avviso. Quindi spero molto che questo complotto, questa avventura fallisca. E continueremo a seguire la rotta che i presidenti di Russia e Stati Uniti hanno chiaramente concordato nell’incontro in Alaska e durante i successivi contatti telefonici”.
Lavrov ha aggiunto che la Russia sostiene l’opzione per le garanzie di sicurezza all’Ucraina discussa nei negoziati di Istanbul nel 2022, quando fu ipotizzato il ruolo dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, compresi Cina e Russia.
Le dichiarazioni della leadership ucraina mostrano che Kiev “non è interessata a una soluzione giusta e duratura” del conflitto, ha concluso il ministro degli Esteri russo per il quale “quando e se, si spera”, verrà firmato un accordo di pace tra Russia e Ucraina, dovrà essere “risolto il problema della legittimità della persona che firmerà questi accordi” da parte di Kiev, riferendosi al presidente Volodymyr Zelensky, il cui mandato è scaduto nel maggio del 2024 senza che si tenessero nuove elezioni a causa della legge marziale vigente nel Paese.
Kiev, ‘nella notte 40 missili e 574 droni sull’Ucraina’
Le forze russe hanno attaccato l’ucraina la notte scorsa con 40 missili di vario tipo, inclusi quattro ipersonici Kinzhal, e 574 droni: lo ha reso noto su Telegram l’Aeronautica militare di Kiev, aggiungendo che le difese aeree del Paese hanno abbattuto 546 velivoli senza pilota e 31 missili, di cui uno ipersonico.
I droni sono stati lanciati dalle regioni russe di Kursk, Bryansk, Millerovo, Orel, Shatalovo, Primorsko-Akhtarsk, Gvardeyskoye e dalla Crimea occupata, ha precisato l’Aeronautica.
I missili balistici X-47M2 Kinzhal provenivano invece dallo spazio aereo delle regioni di Lipetsk e Voronezh. Sono stati lanciati anche due missili balistici Iskander-M/KN-23 dalla regione di Voronezh, 19 missili da crociera X-101 dallo spazio aereo della regione di Saratov, 14 missili da crociera Kalibr dall’area del Mar Nero e un missile di tipo non identificato dalla Crimea occupata.
Le difese aeree ucraine hanno abbattuto o neutralizzato con sistemi di guerra elettronica 546 droni, oltre a un missile ipersonico, 18 missili da crociera X-101 e 12 Kalibr.
Nel complesso, sono state colpite 11 località, mentre i detriti dei missili e dei droni abbattuti sono caduti in tre località.
Il ministero della Difesa di Mosca ha affermato che nei bombardamenti sono state prese di mira “imprese del complesso militare-industriale”, strutture energetiche che li alimentano e altri obiettivi militari.
“Le forze armate della Federazione Russa – si legge in un comunicato postato dal ministero sul suo canale Telegram – hanno colpito con armi di precisione, nonché con droni d’attacco, imprese del complesso militare-industriale ucraino, strutture energetiche che ne garantivano il funzionamento, la rete degli aeroporti militari, le posizioni dei complessi missilistici tattico-operativi, i depositi di munizioni e beni delle forze armate ucraine”.
In precedenza, l’Aeronautica militare ucraina aveva riferito che nei bombardamenti i russi hanno impiegato 40 missili di vario tipo, inclusi quattro ipersonici Kinzhal, e 574 droni. Sempre secondo Kiev, le difese aeree del Paese hanno abbattuto 546 velivoli senza pilota e 31 missili, di cui uno ipersonico.
L’Ungheria ribadisce, ‘contrari all’adesione di Kiev all’Ue’
Il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto ha smentito con forza che Donald Trump abbia telefonato al premier Viktor Orban chiedendogli di non ostacolare l’adesione dell’Ucraina all’Ue. “Non è successo, e la nostra posizione non è cambiata: siamo contrari all’ingresso” di Kiev nell’Unione, ha comunque ribadito il ministro parlando ai giornalisti.
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