Trump, ‘guerra economica contro l’Iran’. E minaccia chi aiuta Teheran – Notizie – Ansa.it




(di Benedetta Guerrera)
Donald Trump apre un nuovo
fronte nella guerra contro l’Iran, un isolamento economico senza
precedenti per tentare di sbloccare una situazione in stallo.
“Nessuno ha offerto alla Repubblica Islamica dell’Iran
un’opportunità migliore della mia per raggiungere un accordo.


   
Tragicamente per loro, non l’hanno colta. Pertanto, oggi
annuncio l’operazione economica più devastante mai intrapresa
contro un Paese! Si tratterà di una guerra economica e di un
isolamento senza precedenti”, ha annunciato il presidente
americano su Truth dopo che da giorni si rincorrevano le voci di
nuove durissime sanzioni di Washington contro i pasdaran. Il
tycoon ha anche avvertito che “qualsiasi Paese consenta alle
proprie istituzioni finanziarie, imprese, aeroporti o enti
governativi di offrire all’Iran un’ancora di salvezza dovrà
affrontare a sua volta conseguenze economiche tremende”. Trump
si riferisce in particolare al contrabbando di petrolio, i
trasferimenti di denaro e le società di facciata fornite da
paesi terzi, per lo più Russia e Cina, che in questi anni hanno
consentito a Teheran di aggirare le misure occidentali. “Sapete
bene chi siete. Sarà un ‘D-Day economico’ e abbiamo bisogno che
tutti i nostri alleati si schierino al fianco degli Stati Uniti
per isolare e sconfiggere la minaccia rappresentata dall’Iran”,
ha insistito The Donald. “Questi fanatici sono alle corde,
queste misure storiche li metteranno in ginocchio, paralizzando
la loro capacità di diffondere il terrore nel mondo”. Di quali
“misure storiche” si tratti, tuttavia, non è ancora chiaro.


   
Anche perchè in questi mesi il segretario al Tesoro Scott
Bessent ha varato diverse azioni volte a colpire valuta, società
di comodo e intermediari che aiutano i pasdaran a movimentare
denaro attraverso il sistema finanziario internazionale. E
allora le ipotesi formulate dagli analisti vanno dal blocco
terrestre delle merci alla stretta sulle raffinerie indipendenti
cinesi che rappresentano un quarto della capacità di
raffinazione di Pechino. Ma circola anche la teoria di un
sistema di sanzioni di secondo grado, come ha lasciato intendere
anche il tycoon nel suo post, quelle contro chi aiuta a eludere
la stretta americana all’Iran come avvenuta in passato contro la
Russia. Anche in questo caso le misure colpirebbero soprattutto
banche e aziende cinesi, aprendo il fronte di uno scontro con
Pechino a un mese dalla visita di Xi Jin Ping a Washington.


   



   

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