IL PUNTO
L’Iran presenta agli Usa la sua nuova proposta per la pace. Ma l’accoglienza americana è fredda: “Al momento, non sono soddisfatto di quanto offrono”, ha detto Donald Trump tornando ad aleggiare lo spettro di nuovi attacchi e ad attaccare l’Europa per il mancato aiuto sul dossier. “Non sono contento dell’Italia e non sono contento della Spagna. Ritengono che l’Iran possa avere l’arma nucleare”, ha insistito dopo aver minacciato il possibile ritiro delle truppe americane nei due Paesi e in Germania.
I contenuti della nuova proposta iraniana restano per ora riservati vista la delicata fase. E’ stata consegnata ai mediatori del Pakistan, che lunedì scorso hanno ricevuto da Washington una lista di emendamenti per reinserire la questione nucleare nel testo di un eventuale accordo. La precedente proposta iraniana prevedeva la riapertura di Hormuz e il rinvio a una seconda fase delle trattative sul programma nucleare. Trump però l’aveva respinta e gli emendamenti richiesti riflettono lo scetticismo americano sul non affrontare subito il tema: gli Usa – riporta Axios – vogliono che l’Iran si impegni a sospendere ogni attività nei propri siti nucleari bombardati e non tocchi le scorte di uranio arricchito a trattative in corso.
Uno sblocco dello stallo appare così ancora lontano. E, secondo indiscrezioni, l’Iran starebbe approfittando della tregua per recuperare armi, missili e munizioni “nascosti sottoterra o sepolte dalle macerie”. Trump ha ribadito a più riprese di voler seguire la via diplomatica ma per ora – ha detto – Teheran ha chiesto cose che non è in grado di accettare. L’opzione militare resta così aperta: le alternative sono “un accordo o bombardarli a tappeto”, ha spiegato dopo aver ricevuto un briefing di 45 minuti dai comandanti sulle possibili mosse militari da intraprendere per mettere pressione a Teheran.
Mentre mentre valuta le opzioni, il commander-in-chief fa i conti con l’impopolarità crescente della guerra, che piace agli americani addirittura meno di quella in Vietnam. Il conflitto sta portando alla luce anche crepe nel suo partito, aprendo la strada una possibile battaglia in Congresso. Oggi è scaduto il termine dei 60 giorni previsto dalla legge affinché un presidente notifichi a Capitol Hill una guerra e ne chieda l’autorizzazione. L’amministrazione Trump ritiene invece che la tregua scattata il 7 aprile abbia bloccato il conteggio e “terminato” il confronto diretto Iran-Usa. Una spiegazione che non convince molti anche fra i repubblicani e che rischia di aprire un nuovo pericoloso fronte in vista di Midterm.
20:18
Wsj, Iran propone confronto sul nucleare in cambio allentamento sanzioni
La nuova proposta iraniana offre di discutere le condizioni di Teheran per l’apertura dello stretto di Hormuz contestualmente alle garanzie americane di porre fine agli attacchi e revocare il blocco dei porti iraniani. Lo riporta il Wall Street Journal, ricordando che in precedenza l’Iran chiedeva la rimozione del blocco come precondizione per l’avvio dei negoziati. La proposta prevede inoltre il confronto sul dossier nucleare iraniano in cambio di un allentamento delle sanzioni. L’Iran ha detto ai mediatori di essere pronto a trattare in Pakistan agli inizi della prossima settimana se Washington è aperta alla proposta.
19:56
Teheran, se saremo attaccati di nuovo colpiremo anche negli Usa
“Gli Stati Uniti e i loro agenti regionali si stanno preparando a diversi omicidi mirati e a una ripresa dei bombardamenti, e sono fiduciosi che nessun centro politico, militare o economico sarà preso di mira all’interno del territorio statunitense” ma “se dovesse scoppiare di nuovo la guerra, la Repubblica Islamica e l’Asse della Resistenza devono colpire tutti gli obiettivi con la forza”. Lo ha detto Hassan Rahimpour Azghadi, membro del Consiglio Supremo della Rivoluzione Culturale iraniana, come riporta Iran International.
“Non è possibile che, ogni poche settimane o mesi, si verifichino omicidi e bombardamenti in Iran mentre i leader dell’infedele e dei guerrafondai se ne stanno tranquilli e al sicuro nei loro palazzi, ordinando il fuoco senza pagarne le conseguenze”.
20:02
Khamenei, l’Iran ha mostrato la sua straordinaria capacità militare
“Dopo oltre 47 anni di lotta e confidando nella Grazia Divina, la Repubblica Islamica dell’Iran ha ora dimostrato al mondo una parte della sua straordinaria capacità nella battaglia militare contro i nemici del suo progresso e della sua crescita spirituale. Essa deve altresì vanificare le loro speranze e sconfiggerli nelle fasi del jihad economico e culturale”. Lo si legge in un messaggio pubblicato in occasione del Primo Maggio sull’account Telegram della guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khameni.
Dal giorno del bombardamento in cui sarebbe stato gravemente ferito, Khamenei non si è mai mostrato né in video né ha rilasciato audio con la sua voce.
18:54
Trump, Iran chiede cose su cui non posso essere d’accordo
L’Iran “sta chiedendo cose con cui non posso essere d’accordo”. Lo ha detto Donald Trump definendosi “non contento” con la consegna delle armi ai manifestanti iraniani.
18:44
Trump, nuovi attacchi all’Iran? ‘Perché dovrei dirvelo?
Le trattative con l’Iran sono in corso ma al momento “non stanno portando” a risultati: “Sono molto disorganizzati. Non riescono ad andare d’accordo tra loro. Non sanno chi sia il vero leader”. Lo ha detto Donald Trump. A chi gli chiedeva di potenziali attacchi, il presidente ha risposto: “Perché dovrei dirvelo?”.
18:42
Trump: blocco all’Iran funziona, i prezzi della benzina caleranno
Il blocco ai porti iraniani funziona al 100%. Lo ha detto Donald Trump assicurando che i prezzi della benzina, saliti negli Stati Uniti al massimo del 2022, caleranno non appena la guerra in Iran sarà finita.
18:32
Trump insiste: ‘Non sono contento dell’Italia e della Spagna’
“Non sono contento dell’Italia e non sono contento della Spagna. Ritengono che sia accettabile che l’Iran possieda armi nucleari”. Lo ha detto Donald Trump.
18:30
Trump: “L’Iran vuole un accordo ma non sono soddisfatto”
L’Iran “vuole fare un accordo, ma non sono soddisfatto”. Lo ha detto Donald Trump dalla Casa Bianca. “Stiamo negoziando telefonicamente”, ha assicurato il tycoon. “Abbiamo grande rispetto per il Pakistan ma il viaggio per andare lì è molto lungo e stiamo conducendo tutte le trattative telefonicamente”, ha aggiunto Trump mettendo in evidenza che l’Iran “ha fatto passi avanti, ma non sono sicuro che arriveranno mai”.
Parlando dello Stretto di Hormuz “completamente chiuso, al 100%”, Trump ha lasciato aperta la porta a possibili nuovi attacchi. “Dal punto di vista umano non vorrei farlo, ma è una possibilità”, ha aggiunto. Le opzioni per l’Iran sono “o un accordo o bombardarli a tappeto”, ha messo in evidenza.
15:52
Axios: ‘Gli Usa hanno inviato lunedì una lista di emendamenti all’Iran, anche sul nucleare’
Gli Stati Uniti, tramite i mediatori del Pakistan, hanno inviato lunedì all’Iran un elenco di emendamenti volti a reinserire la questione nucleare nel testo dell’accordo. Lo riporta Axios citando alcune fonti. Uno degli emendamenti includeva la richiesta che l’Iran si impegnasse a non svolgere alcuna attività ai propri impianti nucleari bombardati e a non tentare di toccare le scorte di uranio arricchito finché proseguono i negoziati.
15:07
Media Iran, ‘Teheran ha consegnato una nuova proposta negoziale’
Teheran ha consegnato ai mediatori pakistani una “nuova proposta negoziale” rivolta a Washington riferita a un possibile accordo per concludere il conflitto in corso: lo riferisce l’agenzia iraniana Irna. Tale proposta è stata recapitata ieri sera, aggiunge la stessa fonte, senza indicarne al momento il contenuto.
13:59
Media Usa: ‘Teheran sfrutta la tregua per recuperare le armi nascoste sottoterra’
Teheran starebbe approfittando della tregua in vigore con gli Usa per recuperare armi, in particolare missili e munizioni, che erano state “nascoste sottoterra o rimaste sepolte sotto le macerie” nei raid israelo-statunitensi: lo riporta Nbc, citando tre fonti anonime a conoscenza del caso, tra cui un funzionario americano. Tali fonti, aggiunge il network statunitense, hanno spiegato che l’Iran ha accelerato questa operazione di recupero del proprio arsenale “negli ultimi giorni”, in vista della possibilità che le ostilità riprendano.
Esperti in materia e collaboratori del Congresso hanno spiegato che, probabilmente, Teheran è riuscito a preservare parte delle proprie capacità missilistiche disperdendo le armi in diversi punti del proprio territorio, mentre gli Usa erano in fase di preparazione dell’operazione militare offensiva intrapresa il 28 febbraio scorso insieme a Israele.
13:41
Media, gli Usa preparano un nuovo round di colloqui Israele-Libano
Washington si sta preparando a ospitare un altro ciclo di colloqui tra Israele e Libano, secondo quanto riportato dall’emittente pubblica israeliana Kan News. Lo riporta il Jerusalem Post.
13:40
Araghchi: ‘Il Pentagono mente, la guerra in Iran è costata agli Usa 100 miliardi’
“Il Pentagono sta mentendo. La scommessa di Netanyahu è costata finora all’America 100 miliardi di dollari, quattro volte quanto dichiarato”. Lo scrive in un post su X il ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi, sottolineando che “i costi indiretti per i contribuenti americani sono MOLTO più alti. La bolletta mensile per ogni nucleo familiare americano è di 500 dollari e sta aumentando rapidamente”.
13:19
Media, ‘nuovi raid israeliani nel sud del Libano, recuperati 5 corpi’
Diversi attacchi israeliani sono stati riportati in mattinata da località del sud del Libano: lo riferisce il giornale L’Orient-Le Jour, aggiungendo che, tra i luoghi colpiti, ci sono Zebqine, Qlaylé (Tiro), Zrariyé (Sidone) e Breiké (Nabatiyeh). In queste zone, riferisce la testata, si sono registrati bombardamenti aerei, mentre a Halta (Hasbayah) ci sarebbero stati dei lanci di artiglieria.
Alcuni raid sono stati riportati anche dall’agenzia Nna, che riferisce inoltre come stamane è stato completato il recupero dei corpi di 5 persone morte in un attacco della scorsa notte a Kfar Roummane (Nabatieh). In precedenza, il ministero della Salute libanese aveva riferito di altri due morti e 10 feriti a Nabatieh al-Fawqa.
10:57
Teheran, ‘gli Usa non affrontano i temi di nucleare e sanzioni in modo serio’
Gli Stati Uniti “non affrontano in modo serio la questione del nucleare e le sanzioni” riguardanti l’Iran: è quanto affermato dal portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmail Baghaei, citato dall’agenzia Irna.
Parlando in un programma tv, Baghaei, ha affermato che “ogni volta che l’Iran ha avviato colloqui con gli Stati Uniti sulla questione nucleare e sulla revoca delle sanzioni, gli Usa hanno contemporaneamente condotto azioni militari” contro la Repubblica Islamica. E ha sottolineato che “gli Stati Uniti non sono seri riguardo alla revoca delle sanzioni e non hanno imparato dagli errori del passato”:
Baghaei ha quindi affermato che tra i due Paesi “esiste una profonda sfiducia” e ha accusato gli Stati Uniti di “aspettarsi che vengano accettate le loro richieste massimaliste”, mentre l’Iran “ha sempre presentato le proprie proposte sulla base della fine della guerra e dell’instaurazione di un cessate il fuoco”. Il portavoce ministeriale iraniano ha anche spiegato che “molti Paesi, con varie intenzioni, hanno annunciato la propria disponibilità a mediare”, ma per Teheran “il mediatore ufficiale resta il Pakistan”.
10:49
Media, ‘Trump dice che solo lui e pochi altri conoscono lo stato dei colloqui con l’Iran’
Trump ha affermato che nessuno, a parte lui e una manciata di altre persone, conosce lo stato dei colloqui con l’Iran, suggerendo che i negoziati stiano procedendo nonostante l’apparenza pubblica di una situazione di stallo, pur riconoscendo l’incertezza sulla leadership iraniana.
Lo riporta la Cnn sottolineando che il presidente ha detto che i negoziati si stanno svolgendo “telefonicamente” e che la sua risposta a qualsiasi proposta dell’Iran dipenderà da quanto Teheran si spingerà nel limitare il proprio programma nucleare. Oggi – ricorda il media americano – i mediatori pachistani si aspettano una proposta di pace rivista da parte dell’Iran, dopo che il presidente Usa ha respinto la versione precedente.
06:00
Axios, Trump informato per 45 minuti su nuovi piani d’attacco all’Iran
L’ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom, e il Capo di Stato Maggiore congiunto, generale Dan Caine, hanno informato Trump sui piani per possibili attacchi contro l’Iran. Lo riporta Barak Ravid di Axios, aggiungendo che, secondo 2 funzionari il briefing di giovedì è durato 45 minuti. Il cessate il fuoco tra Usa e Iran, iniziato ai primi di aprile, ha “posto fine” alle ostilità tra le parti ai fini della scadenza congressuale sui poteri di guerra. Lo ha chiarito un funzionario dell’amministrazione, secondo i media Usa, dopo che i repubblicani al Senato hanno sollecitato un’interpretazione dei 60 giorni previsti dal War Powers Act
La sollecitazione dei senatori repubblicani è maturata in vista della scadenza del primo maggio, termine oltre i quale il presidente è tenuto ad un passaggio di autorizzazione al Congresso sui suoi poteri di guerra, salvo che non decida di ridimensionare le le operazioni, anche se il conteggio ha un inizio incerto e variabile. I primi attacchi contro l’Iran sono stati sferrati a fine febbraio. “Ai fini del War Powers Act, le ostilità iniziate sabato 28 febbraio sono nel frattempo terminate”, ha riferito il funzionario, sulla considerazione non vi sono stati più atti di guerra tra le due forze armate da quando, oltre tre settimane fa, è entrato in vigore un fragile cessate il fuoco. La legge del 1973 concede al presidente 60 giorni per un’azione militare prima di doverla interrompere, richiedendo l’autorizzazione al Congresso, o domandare una proroga di 30 giorni motivata da “inevitabile necessità militare” alla sicurezza delle forze armate. Trump ha notificato il conflitto al Congresso 48 ore più tardi, facendo scattare i 60 giorni, la cui scadenza era fissata per il primo maggio. Durante l’audizione al Senato di giovedì, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha detto di ritenere che il conteggio si fosse interrotto durante la tregua. I dem hanno contestato l’interpretazione, sostenendo l’assenza di disposizioni legali in tal senso. La Costituzione americana stabilisce che solo il Congresso, non il presidente, abbia il potere di dichiarare guerra. Fanno eccezione, però, le operazioni che l’amministrazione qualifica come a breve termine o mirate a contrastare una minaccia immediata.
