Un duplice omicidio seguito da un suicidio ha squarciato il silenzio di Cossombrato, un minuscolo centro di 500 abitanti nell’Astigiano, teatro dell’ennesimo femminicidio seguito da un’altra scia di sangue. Qui Astrit Koni, 59 anni, di origini albanesi ma residente in Italia da oltre vent’anni, noto a tutti in paese con il nome di Arturo, secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, avrebbe ucciso l’ex moglie, la cinquantacinquenne Drita Mecollari e il nuovo compagno Gega Bardhok di 57 anni.
il castello di Cossombrato
L’uomo si sarebbe scagliato contro i due ferendoli con un’arma da taglio, presumibilmente una roncola prelevata dai suoi attrezzi da lavoro, e avrebbe infierito su di loro con estrema ferocia, fino a lasciarli esanimi al suolo. I resti delle vittime sono stati individuati oggi intorno a mezzogiorno in un terreno agricolo situato alla periferia del centro abitato, celati dalla fitta vegetazione. Dopo avere compiuto il massacro, l’omicida si è diretto verso il castello di Cossombrato, un luogo che per lui non aveva segreti poiché vi prestava servizio come giardiniere e manutentore. Grazie al possesso delle chiavi della struttura, il cinquantanovenne è riuscito a salire sulla sommità della torre medievale senza attirare l’attenzione di nessuno, decidendo poi di suicidarsi con un lancio nel vuoto.
La dinamica dell’accaduto è ora al vaglio degli investigatori del Comando Provinciale dei Carabinieri di Asti, supportati dai militari della Compagnia di Villanova d’Asti e coordinati dalla Procura della Repubblica locale. Restano ancora diversi punti oscuri da chiarire, a partire dall’esatta tempistica del delitto: il sospetto è che la coppia possa essere stata uccisa già alcuni giorni fa e che l’assassino abbia vagato prima di scegliere il suicidio. La notizia dell’accaduto ha gettato nello sconforto l’intera comunità locale, dove l’uomo era considerato un modello di integrazione. All’attività di giardiniere e manutentore, aveva affiancato quella di apicoltore, avviando con successo una piccola produzione di miele. Molti lo ricordano come un instancabile lavoratore e una persona dai modi gentili che non aveva dato mai problemi fino ad oggi. Sul luogo del ritrovamento del suo corpo è comparso un mazzo di fiori. Oggi nel borgo di Cossombrato si fatica a conciliare l’immagine dell’uomo stimato con quella dell’assassino che con ferocia ha messo la parola fine a due vite. E poi anche alla sua.
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