L’inverno avanza, lento ma inesorabile sui campi di battaglia in Ucraina e nelle regioni russe sempre più spesso nel mirino dei droni avversari, e da Mosca arriva un possibile spiraglio di pace. La tregua umanitaria concordata tra Russia e Ucraina per la cittadina di Oleshky può “rappresentare un precedente” per altre iniziative simili, ha sottolineato il Cremlino, mentre da Kiev arrivavano indiscrezioni sul tentativo di anticipare di almeno una settimana i colloqui tra Ucraina, Stati Uniti e Russia previsti per novembre ad Abu Dhabi, e coinvolgere un rappresentante dell’Ue nei negoziati. I prossimi giorni saranno certo decisivi: a poche ore dall’inizio della tregua a Oleshky, cittadina sulla riva meridionale del fiume Dnipro nella regione di Kherson, sul tavolo delle diplomazie finiranno le vite di centinaia di civili intrappolati. Le operazioni di evacuazione e soccorso coinvolgeranno anche tanti malati e anziani, sopravvissuti a un inferno di droni, mine, combattimenti, ma soprattutto scarsità di acqua e cibo. Da ultimo, visto che le scorte stanno finendo e la via verso nord è bloccata, alcuni hanno sfidato “la strada della morte”, come è stata tragicamente ribattezzata, camminando a piedi per quasi 20 chilometri fino al centro più vicino per fare rifornimenti. Gli occhi sono puntati su Mosca, che ha assicurato che sarà permesso a tutti i civili che desiderano di lasciare Oleshky.
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha annunciato la disponibilità russa per accordi simili: “Per motivi umanitari, assolutamente sì, soprattutto quando si tratta dell’intervento diretto, molto positivo e coordinato, della parte americana, dei negoziatori americani, e della First Lady degli Stati Uniti, Melania Trump”. Alla carota è seguito però il bastone, come di prassi a Mosca: “La decisione di riprendere i negoziati trilaterali con l’Ucraina e gli Usa non implica alcuna restrizione nelle operazioni militari”, ha aggiunto sinistramente Peskov. Le forze russe “proseguono la loro operazione militare speciale, continuando a infliggere colpi massicci e mirati al complesso militare ucraino”. A Kiev intanto, dopo l’ennesima notte di attacchi russi, si punta ad anticipare il trilaterale negli Emirati, indicativamente previsto a partire dal 10 novembre, dopo le elezioni di midterm in Usa, coinvolgendo anche l’Ue. “I russi non vogliono far sedere gli europei al tavolo delle trattative al primo incontro. Ma i nostri li porteranno e li informeranno in tempo reale ad Abu Dhabi”, ha spiegato un responsabile.
Le aperture sono state accolte con freddezza da Bruxelles: “Per quanto riguarda l’Ucraina, è in corso un nuovo slancio diplomatico, ma è altrettanto evidente che le azioni di Putin raccontano una storia ben diversa”, ha detto l’Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, al termine della riunione dei ministri della Difesa in formato E5 a Parigi. “Le speranze di una pace imminente in Ucraina sono scarse”, ha aggiunto. I big europei assicurano che “il nostro sostegno all’Ucraina non cesserà”, ha rilanciato la ministra francese degli Eserciti, Catherine Vautrin, al termine della riunione con gli omologhi di Italia, Germania, Polonia e Regno Unito. Intanto, una commissione internazionale indipendente su mandato del Consiglio Onu per i diritti umani ha accusato oggi la Russia di crimini contro l’umanità per gli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine e la tratta di esseri umani per rafforzare le proprie forze armate. La commissione osserva che “nel corso degli anni, la frequenza, l’intensità e l’estensione geografica delle ondate di attacchi” russi “sono aumentate”, mentre Mosca ha “sottoposto a tratta persone provenienti da 29 Paesi”, dal Bangladesh a El Salvador al Sudafrica, per schierarle in prima linea al fronte.
Intanto in serata la Russia ha lanciato missili balistici contro Kiev provenienti dalla regione russa di Chernihiv. Il sindaco della città Vitaliy Klitschko ha riferito che c’è stato un attentato nei pressi di una stazione della metropolitana nel quartiere di Desnyanskyi, riportano i media ucraini.
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