Ucraina, Trump si assicura il diesel da Putin. Zelensky, ‘lo pagherà con altro terrore’ – Notizie – Ansa.it


Gli Usa provano a rilanciare le trattative per mettere fine al conflitto in Ucraina, con una delegazione di Kiev e inviati europei che arrivano a Miami per colloqui di due giorni con i negoziatori statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner. Ma contemporaneamente Donald Trump apre una partita su un altro tavolo, parlando al telefono con Vladimir Putin e assicurandosi da lui un aiuto prezioso in vista delle elezioni di Midterm: forniture di milioni di tonnellate di gasolio, che saranno esentate dalle sanzioni Usa fino ad aprile, nell’intento di abbassare i prezzi dell’energia.

Un annuncio confermato dallo stesso Putin, dicendosi “fiducioso che ciò avrà un impatto positivo sull’intera economia globale”. Immediata la reazione di Volodymyr Zelensky: “Regali a Putin non porteranno pace né alcun beneficio al mondo civile e la Russia ‘ripagherà’ il diesel con ulteriore terrore e perfidia”, ha scritto su X, mentre fonti di Kiev hanno riferito ad Axios la “sorpresa” del governo ucraino di fronte all’annuncio di Trump.

“Permettere alla Russia di vendere prodotti petroliferi – ha aggiunto il presidente ucraino – è un investimento in una guerra che deve essere terminata, non prolungata. Ciò che serve è una vera de-escalation con la Russia su base reciproca”. Ma, sul suo social Truth, Trump ha usato toni trionfalistici nell’annunciare l’accordo. “Ho appena concluso un colloquio di grande successo con il presidente russo Vladimir Putin”, ha scritto il presidente Usa. “E’ stato concordato – ha spiegato Trump – che la Russia fornirà immediatamente oltre 300.000 tonnellate di gasolio al mercato americano e globale, altre 500.000 tonnellate nel mese di novembre e 1.000.000 di tonnellate subito dopo. Inoltre, in base alla capacità delle loro raffinerie, la Russia consegnerà, in tempi brevi, ulteriori 3.000.000 di tonnellate di gasolio”.

Insomma, “grazie al nostro controllo dello Stretto di Hormuz e a questo importante annuncio sull’energia russa, i prezzi del gasolio per gli americani e per il mondo intero caleranno rapidamente e in misura record”, ha aggiunto il tycoon, facendo capire di essersi in qualche modo assicurato il voto di Putin nella delicata scadenza elettorale che lo attende il mese prossimo.

Non a caso, poche ore prima, il Kyiv Independent aveva scritto di aver saputo da fonti ucraine e statunitensi che la Russia chiedeva a Washington una revoca almeno parziale delle sanzioni per accettare una sospensione dei bombardamenti reciproci sulle infrastrutture energetiche e sulle rotte del Mar Nero.

Proprio uno degli argomenti in discussione a Miami, secondo fonti americane citate dall’Afp. E, in contemporanea con l’annuncio di Trump, il ministero del Tesoro ha fatto sapere di avere concesso una sospensione delle sanzioni Usa sulla fornitura di gasolio russo ai mercati mondiali per i prossimi sei mesi. Intanto Witkoff e Kushner, che il mese scorso si erano recati a Mosca e a Kiev, ricevono in Florida la delegazione ucraina, guidata dal capo dell’ufficio presidenziale Kyrylo Budanov e quello dell’intelligence, Rustem Umerov, oltre ai consiglieri per la sicurezza nazionale di Gran Bretagna, Francia e Germania, insieme a rappresentanti della Nato e dell’Unione europea.

 

L’iniziativa di Washington fa seguito alle dichiarazioni di giovedì del segretario di Stato Marco Rubio secondo cui le ostilità hanno raggiunto livelli potenzialmente esplosivi, con il pericolo di una seria escalation. “Non pensiamo che ci sia una soluzione militare al conflitto”, aveva sottolineato il capo della diplomazia Usa. Kiev, inoltre, si appresta ad affrontare un altro inverno che si prospetta come il più duro dall’inizio della guerra, dopo essere stata martellata per settimane dai missili e dai droni russi che hanno preso di mira infrastrutture, centri logistici, industrie e porti sul Mar Nero.

I raid, ha sottolineato il presidente Volodymyr Zelensky, hanno provocato “danni considerevoli” alla rete elettrica nazionale e “i lavori di ripristino proseguono giorno e notte”. Mosca si è sempre dichiarata contraria a tregue settoriali e temporanee, dicendo di volere arrivare a un trattato di pace che preveda “una soluzione per le generazioni future”, come ha affermato ancora giovedì il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Ma ora, forse, la revoca almeno temporanea delle sanzioni americane potrebbe facilitare un parziale cessate il fuoco nei bombardamenti.

 

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