“Uno dei temi principali di questo Vinitaly è la sponsorizzazione del made in Italy e domani si terrà la prima giornata nazionale del made in Italy che si terrà ogni 15 aprile in onore del genio dell’umanità Leonardo da Vinci che meglio di altri ha saputo coniugare l’arte, la cultura, la storia, l’identità e il territorio con l’innovazione, la tecnologia, la ricerca. In linea su come oggi il prodotto italiano è percepito dai consumatori mondiali, come appunto il prodotto di maggiore qualità, l’eccellenza. Dunque il Vinitaly a Verona è l’anteprima di quello che celebriamo domani”. Così il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso, all’ingresso di Vinitaly 2024 che si apre oggi a Veronafiere.
Zaia, senza buon cibo e buon vino non si fa turismo
“Il Veneto rappresenta ancora oggi la prima regione in Italia per produzione di vino, con 11 milioni di ettolitri su un dato nazionale di circa 56 milioni di ettolitri, ma soprattutto questo Veneto della viticoltura e dell’enologia copre il 36% dell’export nazionale, con 2,8 miliardi di euro, il vigneto oggi vale circa 100mila ettari, con una piccola flessione di superficie a vite, assolutamente fisiologico”. Lo ha sottolineato il presidente del Veneto, Luca Zaia, all’inaugurazione del Vinitaly a Verona.
Cosa sarebbe l’Italia e cosa sarebbe il Veneto “senza vino ?” “l vino – ha risposto ai cronisti Zaia – è da un lato produzione, dall’altro è paesaggio, dall’altro ancora è tutela del paesaggio, ma, fondamentale, il vino è identità. E questo, per quanto riguarda questa regione, ci permette di dire che le due grandi industrie del Veneto, il turismo, l’enogastronomia in generale, e il vino, ne fanno la prima regione turistica d’Italia: 72 milioni di presenze, 18 miliardi di fatturato, tutte le destinazioni turistiche che crescono, e con un 70% di ospiti stranieri. La morale allora qual è: che dove si mangia e si beve male non si fa turismo”.
Lollobrigida, si sceglie vino italiano per qualità e sicurezza
“Il vino italiano vale più di 8 miliardi di export e i consumatori sul mercato interno lo scelgono perché esprime qualità, da’ sicurezza e benessere.
Magari se ne beve un po’ meno, ed è corretto bere con moderazione perché credo che la cosa migliore sia bere bene cioè qualità, al prezzo giusto per remunerare la filiera, chi produce uva fino agli enologi, i trasformatori e i distributori per dare equilibrio e creare ricchezza in questa Nazione”. Lo ha detto il ministro delle Politiche agricole, Sovranità alimentare e foreste Francesco Lollobrigida all’ingresso di Vinitaly 2024 che si apre oggi a Veronafiere.
“Al Vinitaly quest’anno oltre al nostro tradizionale padiglione, dove abbiamo coinvolto anche il ministero della Cultura e quello dell’Istruzione, abbiamo anche il padiglione all’ingresso della fiera: 500 metri quadrati di esposizione antico-moderno, dal titolo Spazio divino. Anche quest’anno abbiamo portato delle opere d’arte in fiera, quelle del Museo di Torgiano della famiglia Lungarotti. Ma non ci fermiamo qua. È stata allestita anche una sala multimediale innovativa con proiezioni verso il futuro per raccontare il vino dal punto di vista del territorio, con la possibilità di guardarlo al microscopio, scoprendone anche caratteristiche in termini di espansione del colore che ne fanno un’opera d’arte”.
Così il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e Foreste, Francesco Lollobrigida, intervistato da Gambero Rosso. Il ministero sottolinea in una nota come propria quest’ultima sia una delle novità del padiglione del Ministero dell’Agricoltura, che sarà possibile visitare al Vinitaly da oggi al 17 aprile. Il suo nome è ‘Divina’ e si tratta, spiega il dicastero, “di un’installazione immersiva ideata per emozionare e connettere chi fa e chi ama il vino in Italia per un indimenticabile viaggio nell’eccellenza vitivinicola italiana. Uno spazio di dialogo creato per il Ministero al Vinitaly 2024 dal regista Andre Guidot, sviluppata dal collettivo artistico {[(etica)estetica]anestetica e prodotta da TRAMA Creative Studio”. “Guardare una particella di vino al microscopio è un evento eccezionale e chi avrà l’occasione di viverlo vedrà un’esplosione di colori che danno l’idea di quanto la natura sia capace di fare ciò che l’uomo non riesce a volte nemmeno a immaginare”, ha sottolineato Lollobrigida commentando l’opera artistica.
Grazie alle tecnologie innovative, in un’arena immersiva allestita nello spazio del Masaf, sarà possibile scoprire il vino secondo tre prospettive: una video-esperienza artistica per esplorare, attraverso la lente del microscopio, la natura del vino; un video immersivo accompagnato da un audio racconto che celebra la bellezza e la ricchezza dei territori agricoli italiani; infine una video esperienza artistica dedicata ai sapori e alle essenze dei vini italiani e dei loro territori, attraverso visualizzazioni organolettiche realizzate in collaborazione con Assoenologi. “Un’opera sul vino italiano non poteva che omaggiare la sua natura divina, dei suoi territori e dei suoi protagonisti – ha spiegato il regista Andre Guidot – Divina è un’esperienza che immerge lo spettatore grazie all’arte e alla scienza, proprio come l’eccellenza del vino italiano”.
“Quest’anno – ha inoltre spiegato Lollobrigida – ricorrono i cento anni dalla fondazione dell’Oiv-Organizzazione internazionale della vigna e del vino, che vede l’Italia tra i fondatori. Per questo abbiamo portato nel nostro Paese una delegazione di oltre 30 nazioni che hanno partecipato con ministri, sottosegretari e ambasciatori in una tre giorni di lavori dal titolo Wine ministerial meeting, prima in Franciacorta e poi a Verona, dove ieri abbiamo inaugurato insieme il padiglione del Ministero. La cosa paradossale è che nessuno dei ministri europei dell’Agricoltura era mai venuto a Vinitaly: abbiamo così dato loro l’occasione di conoscere la più bella vetrina del vino internazionale”. Inoltre, ha concluso, “tutti insieme abbiamo lavorato ad un documento condiviso sul tema della salvaguardia del vino e alle sfide di questo tempo, in merito a sostenibilità economica, reddito degli agricoltori, manutenzione dell’ambiente e del paesaggio, cose che a nostro avviso devono restare connesse”.
A Vinitaly anche lo stand Esercito Italiano
Per la seconda volta a “Vinitaliy”, affianco alle eccellenze del vino e dei distillati made in Italy, è presente anche uno stand dell’Esercito Italiano. All’interno si trovano prodotti enogastronomici delle società licenziatarie, cioè Fonderia del Cacao, DL Caffè, Tenute Piccini e Sella&Mosca. Con il brand “Esercito 1659”, sono proposte alcune tradizioni alimentari che hanno segnato la storia del mondo militare.
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