Uscita a sorpresa di papa Leone. Il Pontefice si sta recando alla nunziatura apostolica di via Po per trattenersi anche a pranzo. Un incontro conviviale in vista dello scambio di auguri per il Natale.
l Papa, ‘apriamoci alla pace, non consideriamola lontana e impossibile’
“Sia che abbiamo il dono della fede, sia che ci sembri di non averlo, cari fratelli e sorelle, apriamoci alla pace! Accogliamola e riconosciamola, piuttosto che considerarla lontana e impossibile”. E’ quanto afferma papa Leone XIV nel suo Messaggio per la LIX Giornata Mondiale della Pace, che si celebra il 1/o gennaio 2026 sul tema “La pace sia con tutti voi: Verso una pace ‘disarmata e disarmante'”.
“Anche nei luoghi in cui rimangono soltanto macerie e dove la disperazione sembra inevitabile, proprio oggi troviamo chi non ha dimenticato la pace”, ricorda il Pontefice, secondo cui “la pace di Gesù risorto è disarmata, perché disarmata fu la sua lotta, entro precise circostanze storiche, politiche, sociali. Di questa novità i cristiani devono farsi, insieme, profeticamente testimoni, memori delle tragedie di cui troppe volte si sono resi complici”. E “sebbene non siano poche, oggi, le persone col cuore pronto alla pace, un grande senso di impotenza le pervade di fronte al corso degli avvenimenti, sempre più incerto”. “Quando trattiamo la pace come un ideale lontano – avverte il Papa -, finiamo per non considerare scandaloso che la si possa negare e che persino si faccia la guerra per raggiungere la pace”. Leone XIV sottolinea nel suo Messaggio che “i successori degli Apostoli danno voce ogni giorno e in tutto il mondo alla più silenziosa rivoluzione: ‘La pace sia con voi!”.
“Fin dalla sera della mia elezione a Vescovo di Roma – ricorda -, ho voluto inserire il mio saluto in questo corale annuncio. E desidero ribadirlo: questa è la pace del Cristo risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente”. E secondo il Pontefice, “in questo presentimento vivono le operatrici e gli operatori di pace che, nel dramma di quella che Papa Francesco ha definito “terza guerra mondiale a pezzi”, ancora resistono alla contaminazione delle tenebre, come sentinelle nella notte”. Il Papa ammette che “il contrario, cioè dimenticare la luce, è purtroppo possibile: si perde allora di realismo, cedendo a una rappresentazione del mondo parziale e distorta, nel segno delle tenebre e della paura”. “Non sono pochi oggi – osserva – a chiamare realistiche le narrazioni prive di speranza, cieche alla bellezza altrui, dimentiche della grazia di Dio che opera sempre nei cuori umani, per quanto feriti dal peccato”.
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